MotoGP | Brusca frenata sull'introduzione della moto unica
La mancanza di unanimità tra i costruttori del Mondiale MotoGP ha portato ad un cambio di scenario che blocca l'iniziativa guidata da Aprilia, volta a limitare l'uso ad una sola moto per pilota durante le prove.
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Fino ad un paio di Gran Premi fa, la maggior parte dei marchi aveva dato per scontato che, in vista della prossima stagione, sarebbe stata eliminata la presenza di una delle due moto nella parte anteriore dei box durante le sessioni di prove del venerdì e del sabato, recuperando le due consuete sia per la Sprint sia per la gara lunga.
Tuttavia, Motorsport.com apprende che la mancanza di unanimità all'interno della stessa Associazione dei Costruttori (MSMA) ha imposto un cambio di rotta su una misura che era praticamente pronta per essere approvata. In questo momento, tutto lascia pensare che la misura sia finita in un vicolo cieco e che abbia scarsissime possibilità di essere applicata.
La proposta, promossa inizialmente da Aprilia e sostenuta da Ducati, è stata avanzata nel contesto del contenimento dei costi. Anche se chi si è mostrato contrario ritiene che il vero motivo che ha spinto le due Case italiane sia la loro convinzione di avere un vantaggio tecnico di partenza nel rendimento dei nuovi prototipi che entreranno in scena l'anno prossimo.
Sulla carta, disporre di un solo prototipo nelle prove rallenterebbe lo sviluppo delle moto e, di conseguenza, renderebbe più difficile ridurre quell'ipotetico svantaggio rispetto ai migliori.
In ogni caso, l'elemento che ha fatto fare marcia indietro alla controversa iniziativa è stato soprattutto il netto rifiuto di KTM, assolutamente contraria alla questione, nonostante ci siano stati momenti in cui sembrava disposta a cedere. Nello stesso fronte del costruttore austriaco si trovano anche i team indipendenti, che non individuano nel cambiamento alcun aspetto positivo.
Honda, dal canto suo, non si è schierata in nessun momento né in un senso né nell'altro, ma si è sempre espressa a favore di ciò che deciderà la maggioranza.
Con una sola moto, ogni caduta potrebbe trasformarsi in un dramma per i piloti.
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
In poco più di un mese, il panorama ha compiuto una svolta di 180 gradi. Nella riunione della MSMA tenutasi a Balaton Park, la domenica mattina del Gran Premio d'Ungheria, i costruttori si sono stretti la mano e sono usciti da quell'incontro con la convinzione che la norma, inizialmente battezzata "Regola WorldSBK"' – nel campionato delle moto derivate dalla serie si compete con una sola moto nel box –, e che poi è diventata "limitazione della seconda moto", fosse approvata.
Si sono stretti la mano e si sono impegnati, ma non hanno lasciato nulla di firmato con una validità sufficientemente solida da poter andare avanti. Questo ha permesso a KTM di fare marcia indietro, come ha fatto sapere ad Assen agli altri membri della MSMA.
La retromarcia della Casa di Mattighofen rompeva l'unanimità necessaria per portare la proposta al tavolo della Grand Prix Commission, l'organo composto dalla Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM), dalla MSMA, dall'Associazione dei Team (IRTA) e dal promotore (MotoGP SEG), e che è incaricato di approvare, o meno, i cambiamenti nel regolamento del campionato, che vengono sottoposti a votazione e dipendono da una maggioranza semplice.
"Il tema della moto unica non è ancora morto, ma ora sembra più complicato che finisca per essere introdotto", ha riconosciuto a Motorsport.com una delle figure chiave dell'intero processo, nel paddock del circuito del Sachsenring, dove lo scorso fine settimana si è svolta l'ultima tappa del calendario prima della pausa estiva.
Lì, la frattura tra i costruttori non ha potuto essere sanata, tra le altre cose, perché mancavano Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati, e Paolo Pavesio, il responsabile di Yamaha.
Il dialogo riprenderà tra tre settimane, a Silverstone, da dove ci si aspetta che arrivi già un verdetto decisivo su una questione che tiene con il fiato sospeso l'intero paddock, piloti inclusi. Molti di loro sono arrivati a considerare l'idea della moto unica un autentico delirio.
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