MotoGP | Bezzecchi: "Tornato il Bez del 2023? Io cerco di essere quello del 2025"
Dopo aver espresso grande curiosità di scoprire il nuovo circuito di Balaton Park, il pilota dell'Aprilia ha analizzato l'ottimo momento di forma che stanno vivendo lui e la Casa di Noale: nelle ultime quattre gare, sono stati l'unico binomio capace di dare almeno un minimo di fastidio ad un Marc Marquez praticamente imbattibile.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Marco Bezzecchi è uno dei piloti più in forma della MotoGP in questo momento. Anzi, se non ci fosse quel marziano di Marc Marquez sarebbe probabilmente il più in forma, visto che è stato l'unico capace di impensierire almeno un minimo il ducatista nelle ultime quattro uscite.
Una grande prova di maturità per il portacolori dell'Aprilia, che al suo primo anno da pilota ufficiale ha saputo stringere i denti quando era il momento di lavorare sodo per far crescere la RS-GP, ma poi ne ha raccolto i frutti con la vittoria a Silverstone, con la pole position in Austria e con ben tre podi nelle ultime quattro gare domenicali (nella quarta, in Germania, è caduto quando era secondo).
Per questo il riminese oggi si è preso la scena della conferenza stampa che ha aperto il weekend del Gran Premio d'Ungheria, che torna in calendario dopo 33 anni, ma su un circuito completamente inedito come il Balaton Park.
"E' sempre bello affrontare una nuova pista, perché è sempre interessante scoprire nuovi luoghi, specialmente con una MotoGP, quindi sono molto curioso di vedere come andrà. Ho visto molti video ed ho parlato un po' con Bagnaia e Morbidelli, che hanno girato qui con gli altri ragazzi della Ducati. Sembra un bel circuito, magari un po' piccolo, però divertente e con tante frenate forti. Spero che sarà bello da percorrere anche con una MotoGP", ha detto Bezzecchi.
L'ultima volta che la MotoGP ha affrontato una nuova pista è stato in India nel 2023 e in quell'occasione, ai tempi in cui difendeva i colori della VR46, ad imporsi era stato proprio Bezzecchi. A Marco quindi è stato domandato se abbia un modo particolare per prepararsi ai circuiti inediti.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing, Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"No e non è mai semplice. Quando c'è qualcosa di nuovo è sempre complicato imparare tutto. In India era andata molto bene per me e lo ricordo molto bene, ma ora è anche una storia diversa. Ad ogni modo, per prepararmi per questa gara ho solo cercato di guardare più cose possibile da casa, anche su internet, che ora è pieno di video. Chiaramente, ho seguito anche il weekend di Superbike. Per fortuna sono venuti qui anche i nostri collaudatori, quindi abbiamo alcuni dati da cui partire".
Durante il weekend della Superbike si è assistito anche ad una maxicarambola tra le curve 1 e 2, che effettivamente rappresentano una sorta di imbuto. Al momento però secondo il romagnolo è ancora prematuro parlare di una situazione di potenziale pericolo.
"Nel motorsport c'è una linea sottile tra qualcosa di fantastico e qualcosa di pericoloso. E' ovvio che la partenza è sempre il momento più critico di una gara, ma non solo qui, in generale. Ora faccio fatica a dirlo, perché questa pista non l'ho mai provata. Domani, dopo le prove libere, potremmo parlarne tutti insieme nella Safety Commission e considerare ogni aspetto, però fino a quel momento è difficile dirlo".
Il filotto di risultati positivi raccolto nell'ultimo paio di mesi ha fatto gridare al ritorno del Bezzecchi del 2023, quello che aveva vinto tre gare ed aveva chiuso terzo nel Mondiale, che poi si era un po' perso nella passata stagione: "Non lo so, ogni anno nello sport è qualcosa di unico. Io sto cercando di essere il Marco del 2025. Per il momento sta andando tutto bene, ma non possiamo smettere di lavorare e smettere di dare il 100% in tutto ciò che facciamo. Ora dobbiamo continuare così".
Oltre a Bezzecchi è innegabile che sia cresciuta anche l'Aprilia, che anche Gigi Dall'Igna, direttore generale di Ducati Corse, ha indicato come in grande avvicinamento alla Rosse, punto di riferimento della categoria da almeno tre anni e mezzo a questa parte: "E' difficile fare un paragone con le altre moto quando non le guidi. E' vero che rispetto all'inizio dell'anno siamo migliorati un po' in ogni area, specialmente a livello di stabilità, che era il nostro problema principale. Da quando ho provato la moto la prima volta a Barcellona l'anno scorso abbiamo fatto un bel passo avanti, ma dobbiamo continuare a migliorare. Trovare la stabilità però è il passo più importante che abbiamo compiuto".
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