MotoGP | Bezzecchi: "Meglio vincere o i soldi? Se vinco divento anche ricco!"
Il pilota dell'Aprilia è considerato da molti l'uomo che dovrà provare a sfidare Marc Marquez e la Ducati in questa stagione ed è normale che sia anche un pezzo pregiato su un mercato piloti che si prospetta frizzante. Per ora non si sbilancia su obiettivi o sul futuro, ma una cosa è certa: il riminese vuole vincere.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Aprilia Racing
I pronostici danno ancora Marc Marquez come grande favorito, ma in molti vedono Marco Bezzecchi pronto per un salto di qualità definitivo nella stagione 2026. Il pilota riminese è reduce da un finale di stagione esaltante, con due vittorie consecutive, con un'Aprilia che grazie a Raul Fernandez ne ha vinte tre delle ultime quattro e che gli ha permesso di chiudere il Mondiale al terzo posto.
E' vero che nelle ultime uscite in pista mancava il mattatore, il #93, che si era infortunato in un incidente provocato proprio dal riminese in Indonesia, ma è altrettanto vero che il binomio formato da "Simply the Bez" e dalla RS-GP ha mostrato un potenziale notevolissimo. Ed è normale quindi che sia considerato il naturale possibile sfidante del campione di Cervera e della Ducati.
Per il momento Marco però preferisce non fissare obiettivi troppo a lungo termine, anche se è chiaro che gli piacerebbe ripartire da dove ha lasciato, e neanche pensare troppo ad un mercato piloti del quale potrebbe essere uno dei pezzi pregiati in vista del cambio regolamentare del 2027. Ecco cosa ha raccontato nel giorno della presentazione della RS-GP26, l'arma con cui la Casa di Noale proverà a sfidare la Rossa.
La scorsa stagione sei cresciuto come pilota e come persona, in parte perché hai dovuto portare avanti da solo il progetto con Martin infortunato. Sei diventato quasi un leader naturale, ma ti ci vedi in queste vesti? Ti potrà aiutare quest'anno?
"Ovviamente è stata una situazione particolare, perché Jorge si è infortunato molto presto, quindi è stata dura sia per me che per il team. Se devo essere completamente onesto, per me è stata un'occasione per provare a sfruttare questa opportunità come pilota ufficiale, cercando di imparare il più possibile e fare del mio meglio per aiutare gli ingegneri, anche se non è stato facile. Ma alla fine non direi che sono diventato un leader, ho solo cercato di essere me stesso e ho cercato di spingere tutti a raggiungere non solo il mio obiettivo, ma quello di tutta la squadra, che era quello di tornare al top. Il resto è venuto naturalmente".
Alla luce di questo, come vedi il tuo ruolo in Aprilia nel 2026?
"Nello sport, alla fine ogni anno è sempre diverso. Penso che l'anno scorso abbiamo costruito una buona base con la moto e speriamo di poterla utilizzare e migliorare. Ovviamente non è mai facile, perché quando devi fare grandi passi avanti è più semplice, anche se può sembrare strano. E' molto più complicato trovare gli ultimi dettagli. Quindi cercherò di sfruttare l'esperienza che ho acquisito imparando a conoscere la moto e provando molti pezzi, perché devo dire che ho imparato molto su come percepisco le modifiche sulla moto. E spero di poter migliorare ancora, ma questo lo vedremo solo col tempo".
L'anno scorso tu e Martin praticamente non avete mai potuto lavorare realmente insieme a causa dei suoi infortuni. In che modo pensi che ti potrà aiutare in questa stagione?
"Penso che Jorge possa essere di grande aiuto in molti aspetti. E' un pilota velocissimo ed è anche molto forte nelle gare. Ovviamente ha avuto dei problemi fisici ed è normale che abbia bisogno di un po' di tempo per riabituarsi alla moto e capirla sempre meglio. Ma penso che potrà essere di grande aiuto perché ha ottime capacità sotto ogni aspetto. Quindi non posso dire una sola cosa, dovrei dirne molte. Speriamo solo che si riprenda presto e che potremo avere anche delle belle battaglie".
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Aprilia Racing
Hai finito la stagione in grande forma, quasi dominando. Pensi che quello che hai costruito l'anno scorso basti per ripartire da lì o credi che ti serva un altro step?
"Dobbiamo migliorare entrambi, sia io che la moto. E' vero che alla fine del 2025 abbiamo raggiunto un ottimo livello ed eravamo veloci, con la moto che era sempre un po' migliore. E' anche vero che nell'ultima parte della stagione però abbiamo anche faticato a Sepang, quindi sono curioso di andare lì per i test per capire se abbiamo fato un altro passo avanti. Ma in generale non ci si può mai fermare in MotoGP, bisogna sempre fare dei progressi. E' questo che stiamo cercando io ed i ragazzi in fabbrica. Non voglio dire che dobbiamo fare un grande step, ma solo che non dobbiamo mai smettere di lavorare per dare il meglio di noi stessi".
I nuovi proprietari della MotoGP probabilmente cercheranno di lavorare a livello di marketing, cercando di rendere tutto un po' più dinamico. Questo potrebbe anche obbligarvi ad un lavoro extra, tu cosa ne pensi?
"Beh, fa parte del lavoro, quindi mi sta bene. L'importante per me è sentirmi bene quando guido la moto, è la cosa che amo fare. Quindi, se devo fare molte più interviste per guidare la moto, lo farò, senza stress".
Nelle ultime gare del 2025 l'Aprilia è sembrata quasi una moto perfetta. In cosa hai chiesto di migliorarla agli ingegneri?
"La moto perfetta non esiste, quindi cerchiamo sempre di migliorare. E' vero che abbiamo raggiunto un ottimo livello, ma c'è stato un lavoro continuo. All'inizio ci mancava un po' di stabilità, poi abbiamo migliorato questo aspetto ma perso qualcosa in qualifica. Quando abbiamo messo a posto la qualifica, dovevamo gestire meglio la gomma posteriore. Nel complesso, ogni volta che abbiamo risolto un problema, ne è emerso un altro più piccolo. Quindi cerchiamo sempre di lavorare sul pacchetto completo".
Ma dopo quel gran finale di stagione, con due vittorie di fila, pensi di poter lottare per il Mondiale quest'anno?
"Il mio obiettivo fondamentale è quello di cercare di partire bene. E' quello che ci è mancato l'anno scorso, perché nella prima parte della stagione abbiamo faticato molto. Sarebbe fantastico cercare di partire in modo competitivo, lottando per la top 5, la top 3 e magari anche qualcosa in più. Ma non dobbiamo avere fretta: voglio solo iniziare dai test con calma, rimanendo concentrato e godendomi di nuovo la moto. Poi dopo un paio di gara potremo fissare un obiettivo chiaro".
Le aspettative quest'anno sono molto alte su di te, come ci convivi?
"Nel nostro sport la pressione è sempre presente: quando sei lento hai quella della paura di restare a casa, quando sei veloce quella di cercare di vincere. Alla fine, quindi, è sempre la stessa cosa. Ovviamente mi sento fortunato ad essere in questa posizione, perché è quello che sognavo da quando ho iniziato a correre. Ma devo anche essere onesto, è bello perché ho persone fantastiche intorno a me e nella squadra. Ovviamente non si può mai sapere cosa succederà, ma al momento affronto tutto con positività e cercando di usare questo aspetto a mio vantaggio. So che non sarà facile e che ci saranno momenti in cui forse faremo un po' fatica. Ma fa parte del processo, fa parte del gioco. Quindi iniziamo e poi vediamo cosa succede".
Il momento chiave della scorsa stagione è stato il test di Jerez. Ci puoi dire qual è stata la soluzione che vi ha fatto invertire la rotta?
"Ovviamente non posso rispondere, ma è vero che il test di Jerez è stato il momento chiave per me. Abbiamo capito molte cose, perché nei test hai più tempo per provare. Ma anche il test di Aragon è stato molto utile. Diciamo che in generale i test ti consentono sempre di avere una comprensione più approfondita della moto e dello stile di guida che serve per sfruttarla al meglio".
Con le Sprint, il campionato è arrivato a sommare ben 44 gare. C'è un modo per risparmiare un po' di energia?
"Non è possibile risparmiare delle energie, ma bisogna arrivare alla fine con la stessa che avevi all'inizio. Questo è difficile, ma è il nostro lavoro, quindi dobbiamo cercare di mantenere sempre la stessa intensità".
Il mercato piloti è già molto caldo in vista della stagione 2027: cosa potrebbe indurti a continuare questo matrimonio con l'Aprilia e cosa invece potrebbe convincerti ad accettare altre proposte?
"Faccio fatica a rispondere perché non abbiamo neanche acceso la moto una volta, e già parlare di queste cose è strano. Comunque, fondamentalmente il mio obiettivo è quello di pensarci un pelo più avanti, perché è vero che adesso è il momento magari in cui potrei anche sfruttarlo a mio favore, però io voglio iniziare a girare in moto, poi il resto viene di conseguenza. Quindi, di base è questo".
La moto che hai guidato fino a Valencia l'anno scorso è la migliore che tu abbia mai guidato?
"Guarda, se devo dire la miglior moto che ho mai guidato in vita mia, ti dico la Mahindra Moto3, per farti capire. Spaccava, aveva un telaio devastante, però quella dell'anno scorso era sicuramente una gran moto. Infatti, non a caso, la metterò in casa".
Qual è stato l'aspetto che ti ha colpito di più arrivando in Aprilia? Quello tecnico? Quello umano?
"Allora, la cosa che mi è piaciuta di più e che mi ha colpito di più è stata la prima volta che sono andato in azienda, quando avevo firmato il contratto da poco. Vedere gli occhi di tutti i ragazzi, degli ingegneri e non solo, che lavorano in Aprilia. Ho visto proprio l'emozione del vedermi nonostante venissi da una stagione comunque difficile come quella del 2024. Però quella sorta di fiducia nei miei confronti e quella voglia di vedermi andare bene mi ha fatto veramente emozionare. Ed è stato praticamente lo stesso quando sono tornato a fine stagione, poco fa, prima delle feste. E' stata sicuramente una delle cose che mi ha emozionato di più nella mia vita. Poi chiaramente l'approccio alle gare, quello mi è piaciuto tantissimo. Però, a livello proprio di emozioni, forse quella è stata la cosa più bella".
Realisticamente, quanto pensi che siate ancora distanti dalla Ducati?
"Intanto non si tratta solo della Ducati, si tratta in generale di tutti i costruttori, tutti i nostri rivali che sono piloti e marche. Quindi, chiaramente, nell'ultimo periodo c'è stato Marc che l'anno scorso è stato super forte, quindi di conseguenza anche la Ducati, che è la moto con cui ha vinto. Però non mi soffermerei solo su quello. Noi dobbiamo cercare, secondo me, di concentrarci su di noi, quindi su Aprilia, cercando di fare il massimo, migliorarci giorno dopo giorno e cercare sempre di avere quel giusto mix tra essere soddisfatti e abbastanza affamati, vogliosi di fare di più. Perciò questa è la chiave, secondo me, per cercare di migliorare sempre. Quindi non fare troppi paragoni, perché c'è poco da fare di paragoni, bisogna lavorare e fare il massimo. Questo è il nostro obiettivo".
Per come sei fatto tu come pilota, ti insegna di più una stagione difficile con il 2024 o una positiva come la scorsa?
"Una volta il mio preparatore mi ha detto sarebbe bello dimagrire mangiando la Nutella, però si impara sempre nei momenti di merda. E la sposo abbastanza questa sua filosofia".
Prima hai detto che vuoi aspettare prima di iniziare a pensare al mercato, ma è perché ti aspetti che il cambiamento regolamentare stravolga i lavori?
"Allora, è molto difficile perché siamo tutti un po' messi così, che non sappiamo dove andiamo a parare: è un cambio abbastanza grande per quanto riguarda le moto, le gomme, un po' tutto. Quindi non c'entra per me quello, cioè io voglio andare in moto più che altro perché è quello che voglio fare, che mi piace fare. Però non è assolutamente per il cambio di regolamento, non ci ho neanche pensato e, dico la verità, non so cosa possa cambiare e neanche mi interessa. Tanto alla fine bisogna essere convinti delle proprie idee e quindi io vorrei andare in moto prima possibile e poi pensare a queste cose solo dopo".
Ma un pilota come te, che è indicato come il possibile sfidante di Marc Marquez, se guarda al mercato pensa più a vincere o a guadagnare tanto?
"Dipende sempre uno com'è fatto, dipende quali sono le tue priorità. Alla fine se tu vuoi guadagnare molto e hai delle persone che lavorano insieme a te per darti quello che vuoi, il tuo manager, le persone che lavorano per te fanno quello che per te è la cosa migliore. Se per te la cosa migliore è prendere molti soldi, loro faranno il massimo per farti prendere molti soldi. Se tu vuoi la moto migliore, sei disposto a rinunciare a tutto per cercare di avere la moto migliore e per provare a vincere, il tuo manager deve fare quello che vuoi per cercare di farti stare meglio. Ma è chiaro che quando vinci comunque di base già di tuo guadagni bene. Io penso che adesso, al giorno d'oggi, tutti i piloti che sono in MotoGP siano lì per provare a vincere e quindi ognuno cerca di fare il meglio. Poi è chiaro, se sei in un momento positivo e lo sfrutti guadagni anche di più, come in tutte le cose. Però non credo che sia quello il focus. Almeno per me, personalmente, non è quello lo scopo della mia vita. Il mio è cercare di fare il meglio che posso con le moto, lottare per vincere, anche perché poi se vinco comunque divento anche ricco. Mi va anche bene due volte".
Se ai test di Jerez ti avessero detto che avresti finito il Mondiale terzo, probabilmente avresti firmato. Ora, dopo il grande finale di stagione che hai fatto, firmeresti per finire di nuovo terzo, magari più vicino ai Marquez?
"Sicuramente se me l'avessero detto ai test di Jerez, sarei stato chiaramente contento e comunque lo sono. Non è che non sono contento, ma è chiaro che mi piacerebbe sempre fare un po' meglio. Già essere più vicini e comunque fare un po' meglio, ci serve ad essere contenti. Poi sai, dipende da molte cose, come va la stagione, come vanno le gare, quanti errori fai. Ci sono tante variabili, quindi bisognerebbe vedere tutto. E' chiaro che io devo cercare sempre di fare un po' di più. Se questo fare un po' di più mi porterà a lottare fino alla fine o a essere più vicino o comunque a fare qualcosa di meglio della stagione passata, mi riterrò soddisfatto. Se non sarà così magari no, però spero di sì".
Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Aprilia Racing
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments