MotoGP | Bezzecchi: "Ha vinto più gare Marc ad Austin che io in tutta la mia carriera"
Il pilota dell'Aprilia arriva ad Austin da leader iridato e reduce da quattro vittorie consecutive, mettendo nel mirino il record di giri consecutivi in testa in MotoGP. Nonostante questo, sembra voler lasciare la palma di favorito per il weekend allo "sceriffo" della Ducati.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Se la matematica non è un'opinione, Marco Bezzecchi ha sopravvalutato le capacità di Marc Marquez ad Austin o sottovalutato le sue, a seconda dei punti di vista. Durante la conferenza stampa che ha aperto il weekend del Gran Premio delle Americhe, alla quale si è presentato da leader del Mondiale e con quattro vittorie consecutive all'attivo tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, il pilota dell'Aprilia avrà anche fatto male i calcoli, ma ha mandato un messaggio forte e chiaro: l'uomo da battere è il pilota della Ducati, da sempre considerato lo "sceriffo" di Austin.
"Marc è sempre stato fantastico su questa pista, credo che abbia più vittorie lui qui che io in tutta la mia carriera in MotoGP. Quindi non sarà sicuramente un weekend facile, ma cercheremo di fare il massimo e vedremo se funzionerà", ha detto il leader iridato, che però ha fatto un pochino di confusione, visto che le sue vittorie nella classe regina sono 8, contro le 7 del campione del mondo in carica sul saliscendi texano.
Questo non vuol dire però che il riminese sia arrivato negli Stati Uniti con l'idea di partire già sconfitto: "Sicuramente mi sento felice e mi sento bene. Ho vissuto un ottimo momento in questo periodo, ma ora si riparte da zero in questo weekend, perché ogni gara è un capitolo nuovo. Però sono contento di essere qui, perché mi piace molto il tracciato, il luogo è fantastico e i tifosi americani sono molto caldi. Non vedo l'ora di saltare sulla moto per godermi questo bel tracciato".
Anche perché due anni fa era stata proprio l'Aprilia a fare la voce grossa, con Maverick Vinales che aveva piazzato addirittura una doppietta. Ma da allora di acqua sotto ai ponti ne è passata davvero parecchia: "Non saprei che dire, perché ogni anno è unico, è una storia a sé. Sicuramente in quella situazione Maverick fece un grande weekend, ma la moto è molto diversa ora, quindi non so sinceramente cosa aspettarmi".
Quel che è certo, è che si parla di una delle piste più selettive del Mondiale: "E' molto lunga, con 20 curve. Il primo settore è molto fisico, ma anche il resto della pista è piuttosto complicato, perché ha tante frenate importanti. Non c'è quasi mai un momento per respirare, tranne che sul rettilineo. Poi ci sono tanti avvallamenti, quindi la moto continua a muoversi e non hai mai tempo per rilassarti. Queste forse sono le grandi differenze tra questa e le altre piste".
"Simply the Bez" non è reduce solamente da quattro vittorie consecutive. In queste quattro gare ha comandato dall'inizio alla fine, arrivando a totalizzare la bellezza di 101 giri consecutivi in testa. Il record, che appartiene a Jorge Lorenzo, è fissato a 103. Dunque, in America potrebbe anche provare a prendersi questo primato storico.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing, Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Evaristo Sa / AFP via Getty Images
"Non sapevo di questo record ed è davvero bellissimo avere la possibilità di provare a batterlo. Però non è ciò che è realmente importante per me e per la mia squadra. Noi cerchiamo semplicemente di fare il nostro lavoro weekend dopo weekend. Se riusciremo ad essere competitivi, saremo contenti, altrimenti cercheremo di lavorare e migliorare".
Dopo l'avvio scoppiettante dell'Aprilia, che in Brasile ha fatto addirittura doppietta grazie anche al secondo posto di Jorge Martin, si è scatenato il dibattito su quale sia la moto migliore in pista e se si sia quindi già concretizzato il sorpasso ai danni della Ducati. Su questo fronte però Marco ha preferito non sbilanciarsi.
"Sicuramente è una risposta molto difficile da dare per me, perché io sto guidando l'Aprilia e non so come sia la Ducati. Quindi è impossibile fare una comparativa tra le due moto e alla fine è talmente presto ancora nel campionato, che è troppo difficile dare questa risposta. Quello che è molto importante per me è che il mio team stia lavorando bene con me, perché mi sento veramente bene ed amato nel box. Questo è quello che conta di più per me".
Così come è stato molto cauto anche riguardo alla sua candidatura alla corona di campione del mondo: "Mancano ancora 40 gare tra Sprint e Gran Premi, è veramente troppo presto per dirlo. Io certamente vorrei essere competitivo per tutta la stagione, è il mio obiettivo e cercherò di farlo con la mia squadra. Però in questo momento non voglio riempirmi la testa con questi pensieri".
Infine, nonostante tutte le difficoltà vissute in Brasile, tra allagamenti, voragini sulla pista e l'asfalto che si stava sbriciolando, il portacolori della Casa di Noale ha provato a spezzare una lancia a favore della FIM e degli organizzatori.
"Io penso che sia sempre stato fatto un ottimo lavoro per proteggerci. Tutti gli aspetti di sicurezza sono stati curati bene negli ultimi anni. Non posso lamentarmi, eravamo tutti nelle stesse condizioni in Brasile, quindi hanno fatto il massimo possibile per garantire che potessimo correre in maniera sicura per quanto possibile", ha concluso.
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