MotoGP | Bezzecchi e l'Aprilia dominano anche a "casa" di Marquez ad Austin
Il riminese firma la sua quinta vittoria consecutiva comandando dall'inizio alla fine, portando a 121 giri il record di giri in testa di fila. La Casa di Noale festeggia un'altra doppietta con Martin secondo e a -4 su Bez nel Mondiale. Acosta completa il podio, mentre le Ducati soffrono ancora con Diggia 4° e Marc Marquez 5° dopo la penalità.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Aprilia Racing
Se Austin doveva essere un banco di prova importante per le ambizioni iridate di Marco Bezzecchi e dell'Aprilia, la risposta arrivata dal Gran Premio degli Stati Uniti è stata a dir poco fragorosa. Il riminese ha reagito alla grande all'errore di ieri nella Sprint e ha mandato in scena un copione che ormai è abbastanza noto agli appassionati di MotoGP.
Il pilota della Casa di Noale è partito molto bene dalla seconda fila e nello spazio di appena 11 curve si è preso il comando delle operazioni. Non senza un brivido però, perché davanti a lui Pedro Acosta è andato largo in uscita proprio dalla curva 11 ed i due sono arrivati ad un contatto che ha finito per strappare l'ala posteriore della sua RS-GP.
Neppure questo però è riuscito a fermare "Simply the Bez", che è andato a scrivere una vera e propria pagina di storia su una pista che sulla carta doveva essere casa di Marc Marquez. Sotto alla bandiera a scacchi è diventato infatti il primo pilota nell'era MotoGP a vincere cinque gare consecutive comandando ogni singolo giro. Tra le altre cose, si è preso anche un altro primato, perché ora i suoi giri al comando consecutivi sono arrivati addirittura a 121. Inoltre, era dal 2014 che nessuno riusciva a vincere le prime tre gare della stagione.
Ma è l'Aprilia in generale a poter fare festa alla grande, perché gli uomini capitanati da Massimo Rivola si sono tolti la soddisfazione di concedere il bis alla doppietta di domenica scorsa in Brasile. Dopo un grande brivido alla curva 1 nelle prime fasi della corsa, quando ha rischiato di perdere l'anteriore, rimanendo in piedi per miracolo, Jorge Martin si è preso la piazza d'onore, infilando il quarto podio consecutivo tra gare lunghe e Sprint. Ora quindi i due alfieri del marchio veneto sono separati tra loro da 4 lunghezze, con l'italiano a comandare nuovamente la classifica iridata.
Tra le altre cose, le RS-GP sul podio avrebbero anche potuto essere tre se quella del Trackhouse Racing non avesse tradito Ai Ogura proprio sul più bello, quando stava andando a riprendere Pedro Acosta, costringendolo al ritiro. Lo spagnolo della KTM, dunque, ha disputato un'altra gara da protagonista ed è andato a riprendersi quel podio che nella Sprint di ieri gli è sfuggito per una penalità legata alla pressione degli pneumatici. Dopo il brivido del primo giro, lo "Squalo di Mazarron" è rimasto anche a lungo davanti a Martin, prima di cedergli il secondo posto nel finale. Con questo risultato comunque rimane aggrappato alla lotta per il titolo, staccato di 21 lunghezze.
In molti pensavano che queste sarebbe stata la gara che avrebbe regalato la riscossa alla Ducati dopo un inizio al di sotto delle aspettative, ma anche oggi le moto di Borgo Panigale si sono ritrovate giù dal podio e a vestire i panni di terza forza. La migliore delle Desmosedici GP alla fine è stata quella di Fabio Di Giannantonio, che però ha chiuso con quasi sette secondi di ritardo nei confronti del vincitore.
Probabilmente, se non avesse dovuto scontare la long lap penalty relativa all'incidente con "Diggia" nella Sprint, la migliore delle Rosse sarebbe stata quella di Marc Marquez, che ha chiuso poco più di un secondo più indietro dopo essersi ritrovato addirittura 11° dopo aver pagato la sanzione. Nella seconda parte di gara il suo ritmo non era affatto male, ma quello visto oggi non era sicuramente il "Texas Ranger" che qui era stato capace di vincere ben sette GP. E questo dice molto delle stato di forma suo, non ancora al 100% dopo l'infortunio alla spalla dello scorso anno, e delle Desmosedici GP in questo momento. Senza contare che ora il #93 si ritrova a -36 nel Mondiale.
Cosa che è certificata anche dal crollo verticale di cui si è reso protagonista nel finale Pecco Bagnaia. Dopo una brutta partenza dalla prima fila, il piemontese era andato a riprendere Di Giannantonio, ma nella seconda parte di gara ha perso completamente ritmo, precipitando addirittura fino alla decima posizione.
Sono diversi quindi quelli che sono riusciti a sfilarlo nel finale e tra questi c'è un Enea Bastianini che ha dato seguito al podio artigliato nella Sprint di ieri grazie alla penalità di Acosta. Il riminese della KTM Tech3 ha venduto carissima la pelle nel duello con Marc Marquez fino alla fine, nel quale però è uscito sesto e sconfitto per appena 143 millesimi. Vederlo molto aggressivo a battagliare con il ducatista però è stato veramente uno spettacolo per gli occhi.
Continuando a scorrere la classifica poi ci sono la Ducati Gresini di un Alex Marquez in ombra, l'Aprilia Trackhouse di Raul Fernandez e un Luca Marini che alla fine è stato il migliore tra i piloti Honda. Il suo compagno Joan Mir, infatti, ha gettato alle ortiche un'altra buona gara con l'ennesima scivolata. Un peccato, perché stava battagliando per le posizioni a ridosso del podio, anche se era già stato sanzionato con una long lap penalty per un taglio di pista nella sezione dello snake. Penalità che probabilmente a questo punto dovrà scontare nella prossima gara.
Sono letteralmente disperse invece le Yamaha: la prima delle Yamaha V4 è quella di Toprak Razgatlioglu, che ha chiuso 15°, alle spalle di Franco Morbidelli, e ha pagato ben 25" in una gara di 20 giri. Tra le altre cose, le moto della Casa di Iwata sono state le ultime quattro ad aver tagliato il traguardo, a riprova di una crisi profondissima, con Fabio Quartararo solo 17° ed addirittura fuori dai punti.
La classifica del GP degli Stati Uniti
| Cla | Pilota | # | Moto | Giri | Tempo | Distacco | km/h | Ritirato | Punti | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | |
72 | Aprilia | 20 |
40'50.653 |
161.9 | 25 | ||||||
| 2 | |
89 | Aprilia | 20 |
+2.036 40'52.689 |
2.036 | 161.8 | 20 | |||||
| 3 | |
37 | KTM | 20 |
+4.497 40'55.150 |
2.461 | 161.6 | 16 | |||||
| 4 | |
49 | Ducati | 20 |
+6.972 40'57.625 |
2.475 | 161.5 | 13 | |||||
| 5 | |
93 | Ducati | 20 |
+8.100 40'58.753 |
1.128 | 161.4 | 11 | |||||
| 6 | |
23 | KTM | 20 |
+8.243 40'58.896 |
0.143 | 161.4 | 10 | |||||
| 7 | |
73 | Ducati | 20 |
+11.253 41'01.906 |
3.010 | 161.2 | 9 | |||||
| 8 | |
25 | Aprilia | 20 |
+13.129 41'03.782 |
1.876 | 161.1 | 8 | |||||
| 9 | |
10 | Honda | 20 |
+14.471 41'05.124 |
1.342 | 161.0 | 7 | |||||
| 10 | |
63 | Ducati | 20 |
+14.544 41'05.197 |
0.073 | 161.0 | 6 | |||||
| 11 | |
54 | Ducati | 20 |
+21.063 41'11.716 |
6.519 | 160.5 | 5 | |||||
| 12 | |
33 | KTM | 20 |
+22.062 41'12.715 |
0.999 | 160.5 | 4 | |||||
| 13 | |
11 | Honda | 20 |
+22.201 41'12.854 |
0.139 | 160.5 | 3 | |||||
| 14 | |
21 | Ducati | 20 |
+24.371 41'15.024 |
2.170 | 160.3 | 2 | |||||
| 15 | |
7 | Yamaha | 20 |
+25.549 41'16.202 |
1.178 | 160.3 | 1 | |||||
| 16 | |
43 | Yamaha | 20 |
+26.309 41'16.962 |
0.760 | 160.2 | ||||||
| 17 | |
20 | Yamaha | 20 |
+27.136 41'17.789 |
0.827 | 160.1 | ||||||
| 18 | |
42 | Yamaha | 20 |
+38.701 41'29.354 |
11.565 | 159.4 | ||||||
| dnf | |
5 | Honda | 18 |
+2 Giri 38'51.967 |
2 Giri | 153.1 | Ritirato | |||||
| dnf | |
79 | Aprilia | 15 |
+5 Giri 31'23.220 |
3 Giri | 158.0 | Ritirato | |||||
| dnf | |
36 | Honda | 5 |
+15 Giri 10'16.273 |
10 Giri | 161.0 | Incidente | |||||
| Guarda i risultati completi | |||||||||||||
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