MotoGP | Bezzecchi: “Contento della GP21, non sono pronto per la factory”
Marco Bezzecchi è pronto per iniziare la sua prima stagione in MotoGP in sella alla Desmosedici del Mooney VR46 Racing Team. Pur non disponendo della GP22, quella che avranno i piloti ufficiali e il suo compagno di squadra Luca Marini, si ritiene soddisfatto della sua GP21, rivelando di non essere pronto per guidare la moto factory.
Il conto alla rovescia è iniziato, fra una settimana i piloti della MotoGP scenderanno in pista per il Gran Premio inaugurale della stagione 2022, che si terrà in Qatar. Lì troveremo Marco Bezzecchi, che debutta quest’anno nella classe regina con il Mooney VR46 Racing Team, la struttura di Valentino Rossi che è stata presentata ieri.
La squadra del nove volte iridato ha tolto i veli alle Desmosedici che scenderanno in pista, intraprendendo l’avventura della Academy in MotoGP e facendolo con Luca Marini e Marco Bezzecchi. Il debuttante però, pur non avendo ancora esperienza nella classe regina, ha già mostrato il proprio talento in sella alla GP21 in occasione dei test pre-stagionali che si sono tenuti a Sepang e Mandalika. L’obiettivo di Bez è chiaramente quello di essere il rookie del 2022, ma prima di tutto di riuscire ad essere competitivo e poter trarre il massimo dalla Ducati di cui dispone.
Come è stata la presentazione? TI sei divertito? Cosa pensi della nuova livrea?
“È stata un momento speciale, molto bella. È stato bello vedere anche il dietro le quinte. Il teatro, la musica, la gente...Uccio, Vale, erano tutti lì. È stato bello, mi piace la livrea e tutto è pronto per cominciare”.
Non sei ancora il rookie of the year, ma avrai uno dei più esperti al tuo fianco, Matteo Flamigni. Senti la pressione o la fiducia?
“Al momento sono solo un rookie, perché il rookie of the year si decide a fine stagione. Ma al momento con Matteo che ha molta esperienza sicuramente sarà lievemente più facile iniziare e affrontare le nuove sfide. Sarà difficile sicuramente, ma la squadra è bella, quindi ho un buon supporto”.
Hai come compagni di marca Pecco e Marini, che fanno parte della Academy e hanno già esperienza con la Desmosedici. A chi preferiresti fare domande o chiedere consigli? Pecco o Marini?
“Non preferisco nessuno, mi piace chiedere a tutti dei consigli, anche a tutto lo staff Ducati, che sono tutti molto carini. Ho un buon rapporto con tutti, quindi è semplice scambiarsi informazioni”.
Il fatto di avere la moto del 2021 lo vedi come uno svantaggio o pensi che per te sia un vantaggio poter guardare anche i dati dello scorso anno?
“Per me non è uno svantaggio avere la moto del 2021 e non quella attuale. Ma ad ogni modo non ho l’esperienza sufficiente per guidare la moto factory, quindi per me è buono fare esperienza con quella dell’anno scorso per imparare come guidarla, come gestire le gomme e tutto il resto. Quando avrò più esperienza, mi piacerebbe molto avere la moto factory, ma questa cosa non si sa fino a quando arriva il momento. Per ora sto bene così, ho la possibilità di guardare i dati da tutti, di parlare con i ragazzi Ducati. Ho un buon pacchetto anche se non ho la moto factory e penso di non essere nemmeno pronto”.
C’è un pilota in particolare a cui guarderai per prendere spunto?
“Pecco, Bastianini e Martin vanno forte, ma anche Luca guida bene. Inoltre penso di avere uno stile simile a quello di Luca, anche in Moto2 eravamo non troppo diversi. Quindi mi piace guardare tutti, ma i migliori credo che siano loro”.
Guardando al Qatar, inizierai con il setup dei test o ne prenderai qualcuno dei piloti che lo hanno usato lo scorso anno?
“Onestamente, penso che inizieremo con il setup di base, non so cosa farà Matteo per la moto. Ma ancora non ho informazioni, quindi credo che iniziare con il setup di un altro pilota sia più complicato e non funzioni per me. Perciò forse cominceremo con una base simile a quella dei test e poi evolveremo, ma questo è il lavoro di Matteo, quindi non so”.
Adesso sei in MotoGP, ma per la pochissima esperienza avuta fino ad ora, ti viene da dire che sei davvero di fronte ai migliori piloti del mondo o alla fine, come ti è successo al debutto in Moto3 e Moto2, sono solo piloti?
“In realtà mi è venuto da pensarlo, ma mi è successa anche in Moto3 e Moto2. Dicevo ‘qui ci sono i migliori piloti Moto2 e Moto3 di tutto il mondo’ e adesso sono arrivato a un punto in cui più di così credo che non ci sia niente. L’ho detto e mi fa ancora un po’ strano”.
Cosa hai capito dopo i primi test invernali? Quali sono state le tue prime sensazioni?
“La moto l’ho un po’ capita, ma ci sono tante cose da imparare che ancora non ho imparato. Però quello che mi sembra di aver capito è che bisogna essere davvero precisi soprattutto nel descrivere l’elettronica ed essere il più puliti possibile anche nel time attack. Inoltre la Ducati ha un grandissimo avantreno in staccata, che mi piace molto. La cosa che mi ha fatto più impressione è che rispetto alla Moto2 c’è veramente tanta differenza tra un marchio e l’altro. Le diverse caratteristiche si vedono proprio in pista, dove uno perde rispetto all’altro. È stato bello vedere altre moto che fanno cose completamente diverse, però è bello, il livello di competitività è altissimo e sono tutti molto agguerriti”.
Storicamente tu sei un pilota che al primo anno in Moto2 e Moto3 ci ha messo un po’ a cucirsi la moto su misura, ma l’anno seguente sei sempre stato in top 5, dimostrando di essere vicino ai migliori. Pensi che anche in MotoGP si possa fare un ragionamento del genere o credi che sia una cosa completamente diversa?
“La differenza più grande con la MotoGP è che arrivando in Moto3 o passare dalla Moto3 alla Moto2 bisogna abituarsi a dei ritmi che sono un po’ innaturali, venendo dai campionati nazionali. Invece passare da Moto3 a Moto2 è stato difficile perché la moto è completamente diversa, il pieno di benzina, il peso. Da Moto2 a MotoGP il cambio è enorme perché la moto va sei volte più forte, ma più o meno sai già come funziona il pieno di benzina, le gomme hanno le stesse dimensioni. Bisogna più che altro adattare la guida alla potenza e imparare a sistemare l’elettronica, che secondo me è un procedimento lunghissimo. Però gran parte delle cose le hai imparate da Moto3 a Moto2, quindi con il passaggio in MotoGP mi sono trovato un po’ meno in difficoltà”.
Qual è un’area che ti ha colpito maggiormente la prima volta che hai guidato la MotoGP?
“Sicuramente è stata la potenza, l’accelerazione, la velocità con cui la moto fa strada. È stata una cosa incredibile la prima volta, soprattutto a Jerez che è un po’ stretta fa ancora più effetto. Poi metterei la frenata, perché con una velocità del genere riuscire a frenare tardi è impressionante grazie a tutta la tecnologia che c’è dietro. Poi direi quanto si piega...le pieghe che si fanno sono assurde! Dopo la prima volta in MotoGP è stato strano ma avevo un gran sorriso, ero incredulo. Non ricordo cosa ho detto di preciso, ma è stata sicuramente qualche parolaccia!”.
Luca Marini, Marco Bezzecchi, Celestino Vietti, Niccolo Antonelli, VR46 Racing Team
Photo by: Media VR46
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