MotoGP | Bautista replica a Iannone: "Sono 3" più veloce io!"
Dopo essere stato utilizzato come metro di paragone da Andrea Iannone per il suo ritorno in MotoGP a Sepang, il pilota spagnolo ha replicato, spiegando che non è vero che "The Maniac" è stato più veloce di lui di 15" in gara. Un "dissing" che comunque toglie poco all'abruzzese, che indubbiamente è stato una delle attrazioni del weekend.
Alvaro Bautista, Aruba.It Racing - Ducati
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Alvaro Bautista non ci sta. Il due volte campione del mondo della Superbike è stato usato come metro di paragone da Andrea Iannone per valutare il suo ritorno in MotoGP dopo cinque anni d'assenza.
Il pilota di Vasto, che sostituiva Fabio Di Giannantonio sulla Ducati della Pertamina Enduro VR46, ha sottolineato di essere stato più veloce dello spagnolo, nonostante quest'ultimo disponesse di una moto factory ed avesse avuto anche modo, a differenza sua, di effettuare dei test in precedenza.
"Alla fine ho fatto 15 secondi meglio di Bautista dell’anno scorso a parità di moto. Anzi, no. Questa è la GP23 di inizio anno, lui aveva la GP23 factory. E aveva anche fatto quattro o cinque giornate di test, io niente. Ho finito la gara a Jerez, ho fatto la valigia e sono venuto qua. Il mio metro di paragone deve essere quello, non può essere Bagnaia", ha detto "The Maniac", che ha tagliato il traguardo in 17° posizione, accusando un distacco di 47"599 dal vincitore, ma riuscendo a mettersi dietro l'Aprilia Trackhouse affidata a Lorenzo Savadori, che essendo il collaudatore della Casa di Noale sicuramente ha molta più confidenza di lui con la MotoGP.
In effetti, il paragone con Bautista, che proprio come lui non saliva su una MotoGP da cinque anni, sembrava il più sensato. Secondo il pilota di Talavera de la Reina però ci sono un paio di fattori da considerare che Iannone ha ignorato.
Andrea Iannone, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
"Madre mia... Per fortuna ci sono i tempi. Veramente è stato due minuti più veloce di me, ma con un giro in meno. Se al mio tempo togli un giro, per farne 19 come ha fatto lui, sono 3 secondi più veloce io... E ero infortunato", ha spiegato Alvaro su X, ricordando che la gara di ieri è stata accorciata di un giro per l'incidente al via tra Binder, Quartararo e Miller, oltre che lui non era al top della condizione fisica quando aveva corso in Malesia un anno fa.
I numeri in effetti sembrano dare ragione allo spagnolo, che aveva completato 20 giri in 40'52"701, contro i 38'52"162 dell'abruzzese per metterne insieme 19. Alvaro, infatti, ha fatto l'ultimo giro in 2'03"218, cosa che conferma i 3" di margine a suo favore. E' chiaro però che lo spagnolo ha avuto modo di studiarsi i numeri con calma, mentre per Iannone si è trattato di una reazione a caldo, al termine di una gara molto impegnativa anche dal punto di vista fisico.
Resta il fatto che Andrea è stato una delle grandi attrazioni del weekend malese e anche questo piccolo battibecco toglie poco, soprattutto in un momento in cui i "dissing" sono sempre dietro l'angolo praticamente per ogni cosa.
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