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MotoGP | Bagnaia: "Vedere la gamba di Zarco agganciata alla mia moto è stato un duro colpo"

Il pilota della Ducati è rimasto coinvolto nel secondo dei gravi incidenti di oggi a Barcellona ed è rimasto molto colpito nel vedere Zarco agganciato alla sua moto. Tornato in pista per la terza ed ultima partenza ha raccolto un terzo posto che per sua stessa ammissione va decisamente oltre a quelli che sono stati i suoi meriti.

Johann Zarco, Team LCR Honda, Francesco Bagnaia, Ducati Team crash

Johann Zarco, Team LCR Honda, Francesco Bagnaia, Ducati Team crash

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Con tutto quello che è successo, il risultato sportivo è quasi passato in secondo piano nel Gran Premio di Catalogna di MotoGP. Le bandiere rosse provocate dai terribili incidenti di Alex Marquez e Johann Zarco hanno lasciato il segno, ma i piloti "superstiti" hanno avuto il coraggio di abbassare ancora una volta la visiera per una terza partenza, con una simil-Sprint di appena 12 giri che questa volta si è conclusa senza intoppi.

Tra quelli che ne hanno beneficiato c'è senza ombra di dubbio Pecco Bagnaia, che fino a poche curve dalla fine si trovava in sesta posizione, ma alla fine si è visto servire su un piatto d'argento il primo podio domenicale stagionale. All'ultima curva, infatti, c'è stato il contatto tra Ai Ogura e Pedro Acosta, che è costato una caduta al pilota della KTM ed una penalità al giapponese dell'Aprilia Trackhouse. Dopo la gara, inoltre, è stato sanzionato anche Joan Mir per non aver rispettato il valore minimo della pressione delle gomme imposto dalla Michelin.

Dunque, un weekend che si conclude con una nota positiva per il pilota della Ducati, che però ha ammesso di essere stato premiato oltre ai suoi meriti. "Sicuramente abbiamo lavorato benissimo a livello sportivo e non è stato facile, perché le mie difficoltà col grip su una pista come questa sono moltiplicate per dieci. Onestamente, la gara di oggi l'ho finita sesto, poi è successo tutto il patatrac di cui siamo stati estremamente fortunati su ogni aspetto ed ho finito terzo, ma non me lo sento molto meritato", ha detto Bagnaia ai giornalisti presenti a Barcellona, tra cui quelli di Motorsport.com.

"Gli unici che se lo meritano sono i ragazzi al box, che lavorano tanto e insieme a me fanno il massimo per arrivare ad ottenere risultati. Però ci vuole un po' di respiro dopo una giornata come oggi e bisogna trarre il positivo: come il weekend scorso siamo stati veloci, abbiamo lavorato bene e dobbiamo solo incastrare tutte le cose", ha aggiunto.

Se per tutti non è stata una domenica semplice, a maggior ragione lo è stata per Pecco, che si è ritrovato suo malgrado coinvolto nell'incidente che ha provocato la seconda bandiera rossa, quello di Johann Zarco. Alla ripartenza, infatti, il pilota della Honda LCR lo ha tamponato, rimanendo agganciato con la gamba sinistra al posteriore della sua Desmosedici GP, con la quale è carambolato in maniera davvero rovinosa nella ghiaia della via di fuga. Immagini che il piemontese farà fatica a dimenticare.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Qian Jun / MB Media via Getty Images

"Alla seconda ripartenza, onestamente mi aspettavo che tutti fossero più cauti in prima frenata, ma rivedendo il video, Zarco non ha fatto nulla di sbagliato, quindi c'era qualcosa di strano sulla sua moto, perché ha iniziato a frenare prima ma non è riuscito a fermarla. L'impatto con il terreno è stato molto forte, enorme, ma non appena ho visto Johann agganciato alla mia moto, ho visto la sua gamba e quel dolore, è stato un duro colpo per me".

Tra le altre cose, anche il ducatista era uscito un po' acciaccato dall'incidente, anche se ha aspettato la fine della gara prima di farsi visitare al Centro Medico: "Mi sono fatto fare una radiografia al polso sinistro: è tutto a posto, anche se non mi sento molto bene, ma va bene così. Il problema è al collo: hosubito un forte impatto ed ho le vertigini a causa della colonna cervicale".

Anche oggi quello che è parso abbastanza chiaro, come già in altre occasioni in passato, è che i piloti non siano stati presi troppo in considerazione quando è stato il momento di decidere se andare avanti o fermarsi: "Non so bene cosa risponderti, noi siamo qua per correre in moto e dare il massimo. Non siamo quelli che devono decidere, ma siamo quelli che possono influenzare queste cose. La Safety Commission è stata creata per questo e si può provare a farlo, ma bisogna andarci tutti. Ci sono state diverse situazioni contestabili questo weekend, quindi spero di vedere più gente alla prossima Safety Commission".

Quello che Pecco ha voluto chiarire è che comunque i piloti sono liberi di fermarsi se non se la sentono di correre, anche se non è semplice con tutti gli interessi che ci sono in ballo: "Nessuno obbliga nessuno, se tu non vuoi partire, non parti. Ognuno prende le sue decisioni, ma ovviamente sei pagato un sacco di soldi e ci sono un sacco di sponsor. Non dico che tu sia obbligato, ma è giusto rispettare il tuo lavoro. In una situazione come oggi, la terza partenza è stata forzata, ma fino a lì direi che si parte".

Si è tornati quindi anche sul discorso già affrontato ieri della Safety Commission, che avrebbe bisogno di un maggior supporto da parte di tutti i piloti: "In questo momento è tutto in mano ai team, che decidono sulle varie cose. Per me non c'è un capo ideale, basterebbe andare tutti insieme in Safety Commission come si faceva una volta, votando per le cose che vanno cambiate. Adesso, essendo in tre, fai fatica ad aver voce, perché se non ci siamo tutti, non si può fare niente".

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