MotoGP | Bagnaia: "Se Ducati volesse aiutarmi, avrei qualcosa in più da Misano"
Nella conferenza stampa di Phillip Island, il campione del mondo in carica ha ribadito di non aspettarsi favoritismi nella lotta per il titolo con Martin, perché Gigi Dall'Igna ha promesso ad entrambi una battaglia ad armi pari fino al gran finale di Valencia.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Dopo aver vinto entrambi i suoi titoli della classe regina all'ultima gara, si potrebbe quasi dire che la stagione 2024 della MotoGP sta entrando nella "zona Bagnaia". Con la bellissima doppietta conquistata in Giappone, il pilota della Ducati ha ridotto a 10 punti il suo gap nei confronti di Jorge Martin, ma la seconda tripletta inizia da Phillip Island, una pista che sulla carta è favorevole al suo rivale. Anche il piemontese ne è consapevole, ma questo non vuol dire che parta sconfitto o per giocare in difesa, perché conosce bene l'importanza di ognuno dei quattro appuntamenti che decideranno le sorti del Mondiale.
"Non è obbligatorio essere in testa in questo momento, ma anche guadagnare o perdere punti sappiamo che non è un qualcosa di definitivo. Sarà importante giocarsela a Valencia. Cercherò di fare il massimo questo weekend, finendo almeno secondo, anche se credo che possiamo avere il potenziale anche per vincere, quindi ci proveremo per recuperare qualche punto come abbiamo fatto in Indonesia e in Giappone", ha detto Bagnaia nella conferenza stampa che ha aperto il weekend del Gran Premio d'Australia.
Proprio come 12 mesi fa, la battaglia è tra lui e lo spagnolo del Prima Pramac Racig, quindi a Pecco è stato domandato se trova che il madrileno sia migliorato o se sia cambiato in qualche aspetto rispetto al 2023.
"Credo che l'aspetto principale sia che quest'anno ha iniziato meglio. In termini di punti, è sempre stato nelle prime posizioni. È stato in testa quasi sempre, tranne che in Qatar, in Germania e ad Aragon. È stato più costante di me. Siamo stati sfortunati in alcune situazioni. Ma credo che sia migliorato perché sa di poter vincere, sa di poter essere competitivo e questo fa la differenza. Questa è la cosa principale che ho provato quando ho lottato per il campionato nel 2021. A livello mentale, non lo capisci finché non arrivi alla fine della stagione. L'anno scorso mi sentivo più preparato per il 2022, ma a Valencia ero più o meno la stessa cosa, perché senti la pressione e devi cercare di combatterla".
A mettere del pepe ci ha pensato uno dei loro colleghi, lo spagnolo Pedro Acosta, che ha domandato ad entrambi se pensano che la Ducati possa giocare un ruolo, favorendo magari uno dei due rispetto all'altro.
"Penso che se la Ducati avesse voluto aiutarmi in qualche modo, avrei potuto avere qualcosa di meglio nel mio attuale pacchetto moto fin da Misano. Abbiamo provato un nuovo telaio, che non era pronto per tutti, e non lo stiamo usando. È la cosa giusta da fare, credo che Gigi Dall'Igna l'abbia sempre detto chiaramente. Nelle ultime stagioni, le squadre hanno lo stesso pacchetto. Se io ho qualcosa di nuovo, entrambi i team (quello ufficiale e Pramac) hanno la stessa moto. È la strategia che ha portato la Ducati dove si trova ora, con prestazioni e competitività molto elevate. Quindi non credo che cambierà nulla fino a Valencia".
A questo punto però anche a loro è stato chiesto che aspettative hanno sul pilota della GasGas Tech3 per questo fine settimana, alla luce anche del fatto che è reduce dal secondo posto in Indonesia e dalla pole position in Giappone.
"In Indonesia nessuno si aspettava questa performance da lui. Poi pensando anche a Motegi è vero che è stato molto veloce e competitivo per tutto il weekend. Lui è un pilota che frena molto forte, ma non me l'aspettavo così vicino, con anche la possibilità di vincere. Conosciamo il suo potenziale, perché è stato velocissimo fin dall'inizio, anche se poi ha perso un po' di confidenza. Adesso però sembra che sia tornato al potenziale di inizio stagione, qui poi la moto fa meno la differenza rispetto ad altri tracciati. Sarà molto difficile quindi vedere qualcuno aprire un gap".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Guardando al weekend, ci sarà anche l'incognita di un nuovo manto d'asfalto. Variabile che in passato ha sempre reso particolarmente complicate le cose sul tracciato australiano. Senza dimenticare il meteo, che qui sposta sempre parecchio.
"La cosa più importante sarà capire che gomme montare in base alle condizioni. Già l'anno scorso eravamo abbastanza al limite da questo punto di vista e non c'era ancora l'asfalto nuovo. Ci saranno anche delle gomme che hanno la stessa carcassa dell'Indonesia, quindi sarà fondamentale capire questa cosa. Poi bisognerà dare un occhio anche alle condizioni meteo, perché sembra che domani possa piovere, poi che sabato e domenica invece ci sarà parecchio vento. Phillip Island è sempre un circuito difficile, ma sembra che l'asfalto nuovo non sia per niente male: magari potrebbe anche darci un feeling migliore rispetto all'anno scorso".
Tra le curiosità, c'è il fatto che sia lui che Martin non hanno mai vinto a Phillip Island, chissà quindi che questa non possa essere la volta buona.
"Ho avuto una chance in Moto3, ma poi la bagarre si è complicata. In Moto2 è stato un disastro in entrambi gli anni. In MotoGP invece sono arrivato vicino alla vittoria sia nel 2022 che nel 2023. Non si sa mai, ci riproveremo domenica, anche se dobbiamo pensare al campionato e quindi cercare di non prendere troppi rischi, anche perché poi Phillip Island è un tracciato che rende difficile non farlo".
Negli ultimi giorni, Aleix Espargaro ha sottolineato il fatto che secondo lui gli appassionati di MotoGP stanno sottovalutando le imprese di cui si stanno rendendo capaci Bagnaia e Martin. Un pensiero che Pecco sembra condividere, ma al quale non dà troppo peso.
"Non mi interessa quello che pensano gli altri. So cosa stiamo facendo e stiamo facendo molto meglio degli altri. Questo fatto è di per sé molto importante. Ma dobbiamo considerare che ci sono molte persone che possono rimanere ancorate al passato, e non è facile fare meglio. Ad esempio, se si pensa al Mondiale Superbike, si pensa alle battaglie che si combattevano in passato, e ora è tutto molto diverso. Oggi è più difficile fare la differenza. In passato avevamo Casey Stoner, che derapava molto. Valentino Rossi, che frenava molto tardi. Ora tutti fanno le stesse cose più o meno, quindi è difficile vedere le differenze. Ma credo che quello che abbiamo fatto in Giappone, per esempio, sia stato pazzesco, visto il ritmo che abbiamo tenuto per tutta la gara. Quindi non capisco cosa dice la gente, ma non mi interessa neanche capire, perché a volte è come se si parlasse al muro".
Infine, al campione in carica è stato chiesto cosa pensa della lotta per il terzo posto nel Mondiale tra il suo attuale compagno Enea Bastianini ed il futuro Marc Marquez, e se crede che possano essere una variabile anche in quella per il titolo.
"Penso che sarà una lotta onesta, come sempre, come abbiamo visto in Giappone. La battaglia tra loro è sempre incandescente, lo abbiamo visto al Mugello, ad Assen o a Motegi. Penso che sarà una lotta bella da vedere e che siano abbastanza forti da poter lottare con noi anche qui, in Thailandia o in Malesia. Il loro potenziale è molto simile a quello che abbiamo noi", ha concluso.
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