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Il pilota della Ducati ha preso con filosofia il venerdì molto difficile vissuto al Balaton Park, chiuso solo al 14° posto, perché si aspettava già che avrebbe faticato, visto che le curve del tracciato ungherese hanno proprio le caratteristiche che lo mettono in difficoltà quest'anno. Proprio per questo, può essere un'opportunità per crescere.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Chi si aspettava un Pecco Bagnaia deluso o arrabbiato al termine della prima giornata di prove del Gran Premio d'Ungheria sarà rimasto sorpreso. Nonostante sia rimasto escluso dalla Q2, chiudendo addirittura con il 14° tempo, a sette decimi dal miglior riferimento di Pedro Acosta e da quello del compagno Marc Marquez, il pilota della Ducati si è mostrato quasi sereno, perché era già consapevole che la Balaton Park le cose sarebbero state molto complicate per lui.

Avendo fatto un test due settimane fa in sella alla Panigale V4 stradale, il piemontese sapeva bene che il layout dello stretto tracciato ungherese avrebbe messo in evidenza le difficoltà che sta affrontando quest'anno in sella alla Desmosedici GP25. E lo ha spiegato molto bene ai giornalisti presenti in sala stampa al termine della giornata.

"Onestamente, prima di iniziare il weekend, dopo aver provato la Panigale su questa pista ed essermi trovato bene, sapevo che con la GP25 avrei faticato, perché rappresenta molto le curve dove quest'anno sono in difficoltà. Dove devo rallentare la moto in poco spazio e farla girare ancora con i freni è dove questa moto mi mette ancora più in difficoltà. Lo sapevamo e quindi avevamo già un po' preventivato che potesse andare così", ha detto Bagnaia.

"Abbiamo provato ad entrare in Q2, ma purtroppo ho fatto un T4 pessimo all'ultimo giro, altrimenti la possibilità ci sarebbe stata. In ogni caso, di passo sono messo molto male, quindi domani mattina sarà molto importante provare qualcosa nella FP2, altrimenti è abbastanza complicata. Il lato positivo è che tra la mattina e il pomeriggio abbiamo dimezzato il gap e domattina proveremo a fare qualcosa di meglio", ha aggiunto.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Il paradosso è che queste enormi difficoltà possono paradossalmente rappresentare una grande opportunità: "Assolutamente sì. La cosa difficile è che quando hai un compagno di squadra che maschera i problemi così, è tutto più complicato, però l'appoggio della squadra è molto importante e ci stiamo lavorando per cercare di migliorare. Soprattutto su una pista come questa, che è molto complicata per noi, capire in che direzione dobbiamo andare, può essere un bel vantaggio".

In ogni caso, non crede che sia possibile trovare la chiave per risolvere tutti i suoi mali: "La vedo dura perché comunque il DNA della moto non lo cambi. Sarebbe stato un po' come chiedere alla GP23 di avere il freno motore che non spingesse, quindi è complicato, però possiamo trovare sicuramente un qualcosa che possa tamponare un po' la situazione".

Oltre a lui, domani sarà in Q1 anche Fabio Di Giannantonio, che con l'altra GP25 oltre a quella di Marc Marquez lo precede di una manciata di millesimi: "Ormai non è più da nascondere il fatto che bene o male Marc è l'unico che riesce a sfruttare il potenziale di questa moto, mentre le GP24 sono moto che funzionano molto bene e io qui soprattutto sto faticando molto".

Anche perché quando gli è stato domandato se ritiene concluso il suo processo di apprendimento in sella a questa moto non ha usato troppi giri di parole: "Penso di sì, perché in questi otto mesi abbiamo provato di tutto ma il risultato è stato sempre lo stesso e non mi ci sono mai trovato al 100%, quindi è complicato spingere come guido io su questa moto", ha concluso.

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