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MotoGP | Bagnaia punge Ducati: "Dopo Motegi io non devo dimostrare più niente"

In neanche una settimana il pilota della Ducati è passato dal dominare in Giappone a chiudere ultimo a 30" nella Sprint in Indonesia. La sua Desmosedici GP è tornata ad essere difficile da guidare, nonostante fosse "teoricamente" ugualea quella di Motegi, come ha fatto notare con una frase sibillina ai microfoni di Sky.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Robertus Pudyanto / Getty Images

Dalle stelle alle stalle in soli 6 giorni. Questo è probabilmente il riassunto più semplice di quello che è successo a Pecco Bagnaia in meno di una settimana. Facendo fare alla sua Ducati GP25 un passo indietro verso la GP24, il piemontese sembrava aver finalmente trovato la quadra nel Gran Premio del Giappone, perché a Motegi era stato l'assoluto dominatore con pole e doppietta tra Sprint e gara lunga.

All'arrivo a Mandalika, però, è sembrato quasi che tutto questo non fosse mai successo, perché il tre volte iridato si è ritrovato a fare i conti con gli stessi problemi che lo hanno tormentato per tutto il 2025. E la Sprint del Gran Premio d'Indonesia è stata a dir poco desolante, visto che l'ha chiusa all'ultimo posto, rimediando un distacco di oltre due secondi al giro dal vincitore Marco Bezzecchi. Inevitabilmente, la sua delusione è stata davvero grande e visibile quando si è presentato alle interviste di rito.

"Era difficile immaginare un weekend così dopo aver vinto con due secondi di margine una settimana fa. Dopo ieri, però, avevo capito che sarebbe stato un sabato così. Nel momento in cui il mio feeling non era quello di Motegi, ma quello di Misano, dato che le moto erano teoricamente uguali, sapevo già che oggi sarebbe stata una gara complicata", ha detto Bagnaia ai giornalisti presenti sull'isola di Lombok.

"Il mio massimo oggi è stato fare 16° in qualifica e 14° in gara, ma a 30 secondi dal primo e a 13 dal penultimo. Non riesco a capire neanche io, pensavo che sarei arrivato qui e che avrei avuto lo stesso feeling di Motegi. Ora però sembra che anche quella stessa moto non funzioni più come prima. Non riesco proprio a capire", ha aggiunto.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Quando poi gli è stato chiesto di entrare più nello specifico delle difficoltà che ha incontrato oggi, ha spiegato: "Ho passato la gara a dover chiudere il gas sul rettilineo, ad arrivare alla staccata della curva 10 senza freni per le sbacchettate che avevo. Non so da cosa dipenda, ma per l'ennesima volta quest'anno non stavo guidando la moto e mi stavo facendo portare a spasso. Alla fine l'ho voluta portare al traguardo, perché la situazione era come quella dell'Austria, si muoveva allo stesso modo. Là mi ero ritirato e qui l'ho portata alla fine, ma non è che cambi molto".

Pecco però poi si è tolto anche un sassolino nella scarpa, che arrivati a questo punto sembra quasi più un macigno: "E' molto frustrante, ma l'unica cosa positiva è che dopo il weekend di Motegi non devo dimostrare più niente. L'ho dimostrato domenica scorsa cosa sono in grado di fare. Anzi, molti dei dubbi che avevano in tanti sono stati spazzati via. Spero solo che per domani si faccia la magia e si possa tornare a sentire quel feeling lì, altrimenti sarà un'altra gara difficile. Cosa dobbiamo fare non lo so, ma probabilmente non lo sa neanche il team".

Tra le altre cose, ai microfoni di Sky Sport MotoGP si è lasciato andare ad una dichiarazione sibillina, perché ha parlato di una moto "teoricamente" identica a quella di Motegi. Dallo studio poi gli è stato domandato: "In che senso teoricamente?". E la risposta è destinata a far discutere, perché sembra quasi una velata accusa: "In pratica non lo so, teoricamente sì". Il tutto a sole 24 ore dal polverone alzato sul test di Misano...

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