MotoGP | Bagnaia: "Ora sono competitivo col serbatoio piccolo e fatico con il grande, è difficile da capire"
Dopo quasi un mese di pausa, la MotoGP si appresta a tornare in pista a Jerez e il pilota della Ducati ha approfittato di queste settimane per analizzare le difficoltà incontrate nelle prime tre gare. La speranza è che da Borgo Panigale arrivino delle soluzioni da sfruttare subito.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: David Buono - Icon Sportswire - Getty Images
Il conflitto in Medio Oriente ha creato un buco davvero grande nel calendario della MotoGP, con lo slittamento del Gran Premio del Qatar a fine stagione. E' passato quasi un mese dalla gara scorsa ad Austin e all'arrivo a Jerez i piloti non hanno nascosto l'impazienza di tornare in sella alle proprie moto.
Tra quelli che fremevano di più c'è sicuramente Pecco Bagnaia: "Non vedevo l'ora di tornare in pista, perchè allenarsi con l'Ohvale e con la moto da flat track... Poi tutti i giorni in palestra, quindi è sicuramente meglio stare qua", ha detto il pilota della Ducati quando ha incontrato i giornalisti presenti al circuito andaluso nella giornata di giovedì, che apre il fine settimana del Gran Premio di Spagna.
Tolto il lampo del secondo posto nella Sprint di Austin, fin qui l'inizio della stagione è stato senza ombra di dubbio al di sotto delle aspettative, ma il tre volte iridato ha spiegato che le sue difficoltà sono completamente diverse rispetto a quelle dell'anno scorso, perché emergono soprattutto in gara.
"Nelle prime tre gare, il weekend andava bene, poi sono stato io a fare degli errori in qualifica e mi sono trovato indietro. In generale, fino al sabato siamo stati competitivi, quasi sempre nella top 5 delle sessioni, mentre l'anno scorso non era quasi mai così. Quindi arrivi alla gara pronto per fare bene, poi in gara inizi a perdere prestazione, è più quella la cosa difficile da capire e su cui lavorare", ha spiegato.
"Durante la gara di domenica ad Austin ho riscontrato un calo di grip al posteriore piuttosto marcato. E' strano perché durante il weekend, il venerdì, ho fatto molti giri e sono riuscito a mantenere un ritmo molto costante, mentre in gara, dopo otto giri, ho consumato completamente la gomma posteriore. È una cosa che dobbiamo capire e credo che abbiano iniziato a pensare a qualcosa di diverso per il weekend".
Francesco Bagnaia, Ducati Team, Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: David Buono / Icon Sportswire via Getty Images
"E' un po' strano, perché anche in passato la domenica era il mio giorno. E ora posso essere più competitivo il sabato con il serbatoio più piccolo e con quello grande faccio fatica. E' difficile da capire, ma è così. Quindi cerco solo di entrare sempre in pista e spingere al massimo, adattandomi alla situazione. Penso che in queste tre settimane anche Ducati abbia analizzato tanto i dati per cercare di capire e, anche se le cose non sono chiare, si proverà qualcosa anche qui", ha concluso sull'argomento.
Se non altro, a livello di feeling, ha spiegato che la musica è cambiata decisamente tra la GP25, che proprio non digeriva, e la GP26: "Rispetto alla moto dell'anno scorso, l'anteriore quest'anno è più sincero, senti meglio cosa sta chiedendo e quanto puoi spingere. L'anno scorso poteva capitare di fare un giro piano ed uno molto spinto ed arrivare due decimi più lento alla fine del T1, ma non sapevo come mai. Non riuscivo a percepire il limite, mi sembrava di spingere tanto, ma in realtà andavo come il giro prima. Quest'anno invece se spingo abbasso i tempi, quindi il feeling è più veritiero e senti di più il limite".
Se non altro, quest'anno anche gli altri piloti della Casa di Borgo Panigale sembrano accusare più o meno le stesse difficoltà e quindi c'è la possibilità di cercare di imboccare una direzione comune: "L'anno scorso io lamentavo le stesse cose di Diggia, mentre Alex Marquez aveva la GP24, che è una moto che vincerebbe ancora oggi, senza problemi. Marc invece si è trovato particolarmente bene, senza trovare i problemi che ho avuto io. Almeno fino all'Indonesia, che ha avuto gli stessi anche lui e poi è successo quel che è successo. Però nel weekend di Mandalika lui era tanto in difficoltà".
"Quest'anno invece siamo tutti più o meno con lo stesso feeling, forse Diggia si sta trovando un pelino meglio, perché si è adattato bene a questa moto e la stabilità lo ha aiutato. Marc ed Alex invece sono più in difficoltà per un discorso che questa moto è più difficile da fermare ed è un po' quello che avevo io l'anno scorso. Dopo un anno però provi ad adattarti e a toglierti di dosso quello che avevi prima, che sicuramente era meglio. Comunque stiamo lavorando tutti insieme per capire cosa fare. Diverse volte, sia ad Austin che a Goiania, abbiamo parlato per cercare di capire cosa chiedere a Ducati per andare nella stessa direzione, e stiamo cercando di farli", ha proseguito.
Infine, gli è stato domandato se teme che l'inizio dello sviluppo della 850cc per il prossimo anno possa avere delle ripercussioni su quello della moto attuale, ma il piemontese sembra sereno da questo punto di vista: "Ducati, col fatto che ha Bulega come tester, con noi si potrà concentrare più a lungo sul cercare di migliorare la GP26, affidando tutto il lavoro della 850cc a Nicolò".
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