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MotoGP GP d'Olanda

MotoGP | Bagnaia: "Non si diventa campioni dal nulla, c'è tanto lavoro dietro"

Il pilota della Ducati è stato il dominatore del weekend di Assen, diventando il primo capace di vincere tre volte in Olanda dai tempi di Mick Doohan ed eguagliando anche le vittorie di Casey Stoner in sella alla Rossa. Nonostante gli elogi, però, rifiuta per il momento l'etichetta di "campione completo".

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Quella di Assen è una domenica che sicuramente Pecco Bagnaia farà fatica a dimenticare e non solo perché rischia di diventare una tappa fondamentale della rincorsa al suo terzo titolo iridato consecutivo della MotoGP. Il tre comunque è un numero ricorrente oggi. Tre, come le vittorie consecutive in questa stagione. Tre, come quelle messe in fila ad Assen, dando vita ad una tripletta che non riusciva a nessuno dai tempi di Mick Doohan. Per citare due nomi pesanti, neppure Valentino Rossi e Marc Marquez sono riusciti a fare tanto.

Ma non è tutto, perché il campione del mondo in carica oggi è andato ad appaiare un altro mostro sacro della MotoGP, diventando insieme a Casey Stoner il pilota più vincente della storia della Ducati nella classe regina, toccando quota 23 successi, cinque dei quali nelle prime otto gare di quest'anno. Di fronte a questi numeri, fa quasi strano pensare che al momento il pilota piemontese stia inseguendo Jorge Martin nel Mondiale, seppur distaccato di appena 10 punti.

Se gli ultimi weekend sono stati praticamente perfetti, come le due doppiette firmate tra Mugello ed Assen appunto, ci sono stati anche degli errori pesanti come quello di Barcellona, dove ha buttato via una Sprint già vinta all'ultimo giro. Per questo, anche dopo una prova maiuscola come quella di un Gran Premio d'Olanda comandato fin dal venerdì mattina, lasciando solo le briciole agli avversari, Pecco rimane molto prudente quando gli viene data l'etichetta di "campione completo".

"Sapete perfettamente che io sono molto critico con me stesso. Onestamente, c'è tantissimo lavoro da fare su di me. Ci sono stati degli errori come quello di Barcellona, che comunque era evitabile. Ci sarà sempre da imparare, non si diventa campioni dal nulla, c'è sempre un gran lavoro dietro. Al momento siamo sulla strada giusta, ma ne dobbiamo fare ancora moltissima", ha detto ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Quella di oggi è stata una cavalcata solitaria praticamente fin dall'inizio, perché ha preso il comando dalla pole position e poi ha imposto un ritmo infernale, che solamente Martin ha provato a reggere per poco più di metà gara, prima di arrendersi alla sua superiorità. Mentalmente, dunque, non deve essere stato semplice mantenere la concentrazione.

"C'è poco spazio per i pensieri. Più che altro bisogna cercare di controllare al massimo tutte le situazioni: c'era molto vento, quindi bisognava controllare molto bene la gomma anteriore, perché non c'era abbastanza caldo per andare con la dura, ma non era neanche abbastanza freddo da andare con la media. Abbiamo scelto di andare con la dura, ma era una situazione un po' al limite. Poi Martin comunque ha provato due volte a venire a prendermi e in quei momenti era fondamentale riuscire a riaprire il gap. Onestamente, ho solo cercato di fare il massimo, come sempre".

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Quel che è certo è che c'è un rapporto speciale tra lui ed il tracciato olandese, sul quale sembra veramente fare un altro sport rispetto alla concorrenza. Le tre vittorie, ma anche la doppietta di questo weekend con ogni singolo giro in testa, lo certificano, ma gli è stato chiesto cosa sia a renderlo così speciale per lui.

"Venerdì mattina siamo andati talmente forte con la gomma media, che non ci ha battuto neanche chi ha messo la soft per fare il tempo. Questa è una cosa che in altre piste difficilmente capita: vado sempre forte il venerdì mattina, ma di solito gli altri mi superano. Però in generale questa pista si adatta molto al mio stile di guida più che alla moto. La moto tende sempre ad essere abbastanza nervosa e si muove tanto. Devo dire che il lavoro che abbiamo fatto per metterla a posto ed essere competitivi nel veloce è stato fondamentale. Io poi adoro le curve quando sono veloci e da raccordare, quindi si adatta molto al mio stile".

Il prossimo appuntamento sarà al Sachsenring, dove l'anno scorso Martin piazzò una doppietta, ma soprattutto dove Marc Marquez detiene ogni record, quindi per lui potrebbe essere l'occasione giusta per andare a caccia della sua prima vittoria in sella alla Ducati.

"Il Sachsenring è una pista dove Martin e Marquez sono più forti, anche se l'anno scorso alla domenica forse ero più forte di Jorge alla fine della gara, ma lui è stato più bravo ed è riuscito a vincere. Vedremo quest'anno, ma penso che i passi avanti che stiamo facendo quest'anno ci porteranno ad essere subito competitivi e sarà una bella gara anche lì".

Infine, guardando avanti, gli è stato domandato se ci sono altre piste sulle quali si aspetta di potersi riproporre al livello di Assen: "Io vorrei essere così tutti i weekend. Ho la consapevolezza che se lavoriamo bene, possiamo sempre ottenere questo tipo di risultati. Sicuramente ci sono piste pro e piste contro, ma alla fine le prossime sono tutte abbastanza buone: il Sachsenring, poi Silverstone, il Red Bull Ring, Misano, Aragon, son tutte piste su cui sono sempre andato molto forte. Ma anche in Australia ed in Asia ho ottenuto buoni risultati. In realtà, non ci sono grossi contro".

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