MotoGP | Bagnaia: "L'idea di fare un documentario sul Sepang Clash non è stata brillante"
Pecco Bagnaia si interroga sull'iniziativa del Campionato del Mondo di MotoGP di pubblicare un documentario in occasione del decimo anniversario del "Sepang Clash", l'episodio che coinvolse Valentino Rossi e Marc Marquez e che da allora ha diviso il mondo del motociclismo.
Il circuito di Sepang sarà sempre ricordato per essere stato il palcoscenico in cui la tensione della rivalità tra Marc Marquez e Valentino Rossi, che arrivava in Malesia con un vantaggio di 11 punti in testa alla classifica generale su Jorge Lorenzo, suo compagno di squadra Yamaha, a due gare dalla fine della stagione 2015, ha raggiunto il suo apice.
Nella conferenza stampa pre-gara del giovedì, l'italiano ha deliberatamente accusato lo spagnolo di correre a favore di Lorenzo, con osservazioni che hanno stupito i presenti, compreso Marquez. Tuttavia, nessuno poteva immaginare fino a che punto la tensione tra il numero 46 e il numero 93 sarebbe degenerata in pista domenica.
La colluttazione tra i due si è conclusa con il catalano, allora pilota di punta della Honda, a terra, dopo un duello che per diversi giri aveva visto entrambi andare oltre le righe, e con lo spagnolo che aveva accusato il pesarese di averlo buttato giù con un calcio. I commissari sportivi hanno punito "Il Dottore" con tre punti sulla licenza che, sommati a quelli che aveva già, lo hanno costretto a partire ultimo a Valencia, ultimo appuntamento del calendario.
La vittoria di Lorenzo al Ricardo Tormo e il quarto posto di Rossi hanno incoronato il maiorchino e hanno avuto un effetto devastante sulla maggior parte della tifoseria, che si è divisa per sempre tra "Rossisti" e "Marquistas" sulla scia del cosiddetto "Sepang Clash".
In concomitanza con il decimo anniversario di quell'episodio, il dipartimento di comunicazione della Dorna, promoter del campionato, ha pubblicato un breve documentario di 26 minuti sull'accaduto.
Nel filmato compaiono alcuni dei protagonisti, tra cui Lorenzo, Andrea Dovizioso e Dani Pedrosa, il vincitore di quel Gran Premio, ma non i due principali protagonisti. Ad un certo punto appare anche un giovanissimo Pecco Bagnaia in un angolo del box di Rossi, una scena che l'attuale pilota della Ducati non ha ben compreso.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Qian Jun / MB Media via Getty Images
Domenica a Sepang, Bagnaia ha criticato chi ha deciso di continuare il programma del Gran Premio della Malesia, nonostante lo shock per il terribile incidente avvenuto prima della gara della Moto3 che ha coinvolto José Antonio Rueda e Noah Dettwiler, evacuati entrambi in elicottero. Ha fatto appello alla sensibilità di coloro che hanno il compito di decidere quando un evento traumatico come quest'ultimo diventa troppo pesante da sopportare per i piloti e si è chiesto se non sarebbe stato più opportuno sospendere la gara della Moto3. Nella stessa ottica, il due volte campione del mondo (2022 e 2023) ha messo in relazione la decisione di pubblicare il documentario su quanto accaduto dieci anni fa tra Rossi e Marquez.
"In molte cose i piloti hanno una sensibilità che chi prende le decisioni non ha. Anche solo l'idea di far uscire il documentario, se così lo vogliamo chiamare, sul 'Sepang clash', per me non è stata una grandissima cosa, anche perché sono stati dipinti dei ruoli in una maniera un po' distorta. Non voglio entrare nel merito, ma non era il caso, poi in una giornata come giovedì, che era anche l'anniversario della morte di Simoncelli. Sono state prese delle decisioni in generale un po' particolari", ha detto Bagnaia.
"Mi avevano chiesto all'inizio dell'anno e avevo detto che non era il caso di parlarne. Lì hanno buttato dentro Dovizioso, che ha detto che non si ricordava. Non ho capito neppure la scena in cui hanno messo me", ha detto Bagnaia.
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