MotoGP | Bagnaia: "Le differenze dalla GP25 sono poche, ma sono quelle giuste"
Il pilota piemontese sembra approcciarsi con grande fiducia al suo ultimo anno in Ducati, con la convinzione di aver ritrovato la strada giusta per guidare al suo meglio nel corso dell'inverno. Per il momento però non si lascia andare a proclami, dichiarando che al momento l'obiettivo primario è confermare in gara le buone sensazioni dei test.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Quello che si presenta ai nastri di partenza della stagione 2026 è un Pecco Bagnaia rinfrancato. Il piemontese sa già che questo sarà il suo ultimo anno in Ducati, ma vorrebbe chiudere in bellezza un capitolo molto importante della sua carriera: otto anni insieme, due dei quali con i colori del Prima Pramac Racing, che fin qui gli sono fruttati due titoli e ben 31 successi in MotoGP.
L'obiettivo quindi è mettersi alle spalle un 2025 da dimenticare e tornare a riassaporare con regolarità le posizioni che contano e, perché no, magari sognare anche più in grande, anche se ancora non è il momento. Il punto di partenza per tutto questo era ritrovare il feeling con l'anteriore della Desmosedici GP, che con la GP25 sembrava aver completamente smarrito. E il pre-campionato sembra avergli dato delle indicazioni molto interessanti in questo senso.
"Sono piuttosto soddisfatto, anche di più di quanto non lo fossi in Malesia, dove era già andata bene. Questa volta siamo riusciti a fare uno step in avanti rispetto all'anno scorso ed era molto importante, perché qua era un test fondamentale per capire come mi sarei adattato alla moto nuova, e mi è piaciuta. E' vero che le differenze dalla moto dello scorso anno sono molto poche, ma sono quelle giuste e mi permettono di essere più comodo a guidare, ed è quello che cercavamo. E' difficile dai test vedere il reale potenziale di tutti quanti, ma credo che abbiamo fatto un buon lavoro", ha detto Bagnaia alla vigilia del Gran Premio della Thailandia, che questo fine settimana apre la stagione 2026 al Chang International Circuit di Buriram.
Un anno fa, proprio a Buriram, si era capito subito che la sua non sarebbe stata una stagione facile. Per questo gli è stato domandato se quella di domenica sarà già una gara che potrà dire molto del suo 2026: "L'anno scorso ho finito terzo, quindi non lo so. Bisognerà aspettare delle altre gare. Però, per come mi sono sentito io nei test, il potenziale c'è e bisognerà sfruttarlo. Mi sento pronto per cominciare. In ogni caso, la cosa importante è come si fa terzi o secondi o primi. Magari questa volta faccio quarto, ma mi sento meglio in moto. E' chiaro che è sempre il risultato quello che resta, ma riuscire a guidare dando il 100% è sicuramente più importante".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Steve Wobser / Getty Images
Tra le altre cose, dopo quattro anni in cui era sempre stato primo o secondo nel Mondiale, una stagione difficile può essere sempre utile per maturare ulteriormente. E ne è convinto anche Pecco: "Penso che l'anno scorso sia stato un buon insegnamento per me, perché a volte ci si può adattare alle cose, ma altre è impossibile farlo. Quindi bisogna rimanere calmi, lavorare meglio, avere una mentalità migliore e cercare di godersi ogni risultato nel miglior modo possibile. E ho provato di tutto per non ripetere la situazione dell'anno scorso, quindi lavorare meglio, essere più umile e stare sempre più calmo".
Il suo vicino di box Marc Marquez, che è anche il campione in carica, lo ha messo nell'elenco dei favoriti per il titolo insieme al fratello Alex e a Marco Bezzecchi. Sono cose a cui il piemontese per il momento però non vuole dare troppo peso: "Preferisco non mettermi tra i favoriti, visti i risultati dell'anno scorso, ma è chiaro che l'ambizione sarebbe quella di lottare per questo. Quando hai la moto migliore, i risultati devono essere da top 3, ma voglio solo iniziare con calma e provare a migliorarmi".
Infine, gli è stato chiesto se gli fosse stato dato qualche consiglio particolare da Gigi Dall'Igna, direttore generale di Ducati Corse, in vista di questo 2026, e il tre volte iridato ha replicato: "No, perché ho capito da solo quello che ho sbagliato e credo che questo sia il modo migliore".
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