MotoGP | Bagnaia: "Le cose possono cambiare, ma nulla toglie il lavoro che ho fatto in Ducati"
Nella pausa tra Assen ed il Sachsenring, il pilota della Ducati ha provato forti emozioni tra la nascita del primo figlio e il suo ultimo WDW. Al suo arrivo in Germania, dunque, ha tracciato un bilancio degli 8 anni in Rosso, ma anche di questa stagione che arriva al giro di boa: ora è a -63 e senza 40 punti persi per strada...
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
La pausa tra il Gran Premio d'Olanda e quello di Germania è stata particolarmente ricca di emozioni per Pecco Bagnaia. Il tre volte campione del mondo è diventato per la prima volta papà e ha vissuto la sua ultima World Ducati Week prima di passare a difendere i colori dell'Aprilia nella prossima stagione. E' inevitabile, però, che l'arrivo del piccolo Oliviero abbia avuto il sopravvento su tutto il resto.
"Sicuramente l'arrivo di mio figlio è qualcosa che sovrasta qualsiasi altra cosa, però vedere l'affetto dei fan Ducati al WDW è stato incredibile. Non mi immaginavo qualcosa del genere, però significa che comunque qualcosa di buono l'abbiamo fatto in questi anni ed è stato molto emozionante vedere un tifo ed una vicinanza così calorosa", ha raccontato Bagnaia quando ha incontrato i giornalisti, tra cui quelli di Motorsport.com, al suo arrivo al Sachsenring.
L'avventura con la Casa di Borgo Panigale si concluderà alla fine di questa stagione, ma secondo lui resterà un percorso importante, nel quale ha costruito anche dei rapporti speciali, destinati a continuare nel tempo anche dopo.
"È chiaro che sono arrivato in Ducati che avevo 21-22 anni, sono passati 8 anni e in 8 anni ci si conosce al 100%, Abbiamo avuto diversi scontri ma ci siamo capiti da subito, abbiamo lavorato estremamente bene da subito", ha detto.
"Il mio intento è stato quello di creare un ambiente fantastico all'interno del box e insieme a Jack Miller, soprattutto nei primi due anni, abbiamo creato quello che è adesso il team Ducati ed è stato bello riuscire, e anche grazie a loro che mi hanno dato molta retta all'inizio, creare una moto che andasse bene per tutti quanti".
"Abbiamo fatto diverse gare dove 8 Ducati erano nei primi 8 posti ed è qualcosa che a me rende molto orgoglioso perché vuol dire che il lavoro e la direzione che stavano facendo prendere era quella giusta. Dopo le cose possono cambiare, ma nulla toglie il lavoro che è stato fatto", ha proseguito.
Tornando all'attualità della pista, ad Assen il weekend non è finito come avrebbe sperato, perché Pecco è stato costretto ad alzare bandiera bianca per un problema tecnico quando si trovava in quarta posizione. Sulla sua natura però le bocche cucite in Ducati: "Non posso dire niente. Solo che dovevo riportare la moto al box".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Il piemontese ha valutato poi che sono parecchi i punti che ha perso per strada per colpe non sue in questa stagione, ma ha anche sottolineato che fa parte del gioco, ma soprattutto che la sua carriera gli ha già insegnato che non bisogna mai arrendersi. Basta pensare che nel 2022, nell'anno del suo primo titolo, dopo la Germania aveva oltre 90 punti di gap e che ora sono "solo" 63.
"Considerando cosa è successo davanti sì. Se prendiamo in considerazione solo i punti persi tra Jerez, Le Mans ed Assen, abbiamo perso più di 40 punti. Se consideriamo che sono a 63, sarebbe potuta andare meglio, ma ormai è andata così. Nella mia carriera ho già capito che, in molte situazioni puoi riguadagnare quello che hai perso".
"Il mio lavoro rimane questo, massima concentrazione qua ovviamente, perché in ballo comunque c'è qualcosa di molto importante. Non abbiamo il potenziale per pensare di vincere il campionato al momento, però siamo a 63 punti dal primo, sono pochi in realtà a metà stagione. Quindi bisogna continuare a crederci, continuare a lavorare e magari arriverà il momento in cui posso pensare di lottare per vincere".
Parlando del weekend, gli è stato chiesto se pensa che sia possibile battere Marc Marquez su una pista sulla quale ha già vinto 12 volte tra tutte le classi, ora che non è ancora al 100% della forma fisica, ma Bagnaia continua a vederlo come il riferimento assoluto.
"A sinistra Marc non ha punti deboli. Penso che sia di gran lunga l'uomo da battere. Se lavoriamo bene, possiamo stargli vicino. Ma devo trovare qualcosa in più per stargli dietro. Questa pista non è la mia preferita, ma mi è sempre andata bene. Qui ho ottenuto alcuni buoni risultati. Se riesco a lottare per il podio, va bene. Voglio provare a stargli dietro e capire tutto".
Sul perché il saliscendi tedesco non sia tra i suoi tracciati preferiti, ha concluso: "Perché è molto stretto. Mi piace il fatto che sia molto veloce, ma preferisco quando ci sono più traiettorie, si hanno più modi per affrontare le curve. E in questa qui ce n'è solo uno. Non è la mia preferita, ma è molto meglio di altre".
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