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MotoGP | Bagnaia: "La GP25 non si adatta al mio stile, devo trovare qualcosa di diverso"

Il pilota della Ducati ha riflettuto molto sulle sue difficoltà durante la pausa estiva, guardando anche i video delle gare del passato, ed è giunto a questa conclusione. Dunque, l'unico obiettivo che si pone per la seconda parte del 2025 è tornare ad essere veloce. Su Balaton ha detto: "Pericolosa? Si va talmente piano che non credo".

Francesco Bagnaia, Panigale V4 S, Balaton Park

Francesco Bagnaia, Panigale V4 S, Balaton Park

Foto di: Ducati Corse

Se c'era qualcuno che aveva davvero bisogno della pausa estiva, questo era senza ombra di dubbio Pecco Bagnaia. La stagione 2025 è stata fin qui la più deludente da quando è entrato a far parte della squadra ufficiale Ducati, con una sola vittoria arrivata ad Austin per gentile concessione del compagno Marc Marquez, caduto quando era in fuga solitaria. Ma soprattutto dovendo fare i conti con una GP25 con la quale non è mai scoccata la scintilla, che gli impedisce di sfruttare i punti di forza del suo stile di guida.

Le vacanze sono andare bene, ma il piemontese si è dedicato solo poco tempo prima di ricominciare a pensare a come uscire da questo momento di difficoltà: "Tutto a posto, tutto bene. Ho avuto una fantastica settimana in Sardegna con mia moglie ed il mio cane, nella quale ci siamo rilassati alla grande. Poi siamo tornati a casa a lavorare come sempre, per tornare ad essere competitivi, veloci e preparare questa seconda parte di stagione per essere al 100%, perché sarà bella intensa", ha detto al suo arrivo al Red Bull Ring, dove questo fine settimana la MotoGP riaccenderà i motori con il Gran Premio d'Austria.

A mente fredda, però, sembra aver capito qualcosa di importante: "Ragionando e pensando, sono arrivato alla conclusione che questa moto non si adatta al mio stile di guida, quindi bisognerà trovare il modo di lavorare diversamente per darmi un minimo di feeling in più. Alla fine le difficoltà sono le stesse da inizio anno, anche se abbiamo cambiato tante cose, quindi dobbiamo trovare nuove soluzioni e lavorare su quelle per cercare di tornare a lavorare bene. Ho guardato molte gare del passato in questo periodo, dal 2021 a quest'anno, e ho visto che ho sempre guidato in un modo solo, essendo sempre efficace e velocissimo. Quest'anno vedo un altro Pecco, si vede che non ho confidenza per niente. Dobbiamo lavorare su questo per cercare di tornare a guidare bene".

Il problema è proprio che bisognerà trovare degli spunti che per il momento non sono ancora tra i suoi pensieri: "Non ho idee, perché alla fine tutte quelle che avevamo le abbiamo provate, ma bisogna cambiare proprio approccio e trovare altre soluzioni. Domani quindi scenderò in pista dando il massimo come sempre e vedremo di trovare altre soluzioni con le due moto. Il primo obiettivo è quello di ritrovare la velocità, perché a quel punto i risultati arriveranno. Però per prima cosa devo trovarmi a mio agio sulla mia moto e non combatterci. Il problema però è che il DNA della Ducati di quest'anno è cambiato rispetto a quelle che conoscevo dal 2019".

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Provare a "copiare" le linee di Marquez al momento però non sembra essere un'opzione per provare a risalire: "Marc si è adattato perfettamente a questa moto, ma lui non aveva mai guidato la GP24, quindi è salito e si è subito trovato meglio, anche perché è molto nel suo stile di guida. Lui ha sempre dimostrato di riuscire a guidare sopra ai problemi, poi ha uno stile che si adatta bene a questa moto. Nel mio caso è diverso, ma ci stiamo lavorando e voglio lavorare su me stesso per farcela".

Il Red Bull Ring sulla carta è una pista favorevole, visto che ha sempre vinto negli ultimi tre anni. Ma gli stessi precedenti non hanno portato a nulla di buono in questa stagione: "I riferimenti sono cambiati. E' stato così anche Assen, Mugello e Jerez. Diciamo che questa pista si adatta ancora un po' di più al mio stile per le frenate, però vedremo perché è cambiato tutto".

Il tre volte iridato è stato tra quelli che la scorsa settimana hanno girato al Balaton Park, la pista che la settimana prossima ospiterà il GP d'Ungheria, che secondo lui non è particolarmente adatta alle MotoGP odierne: "E' una pista tanto diversa. E' la prima pista dove la moto dovrà adattarsi tanto al circuito, perché le MotoGP attuali non ci stanno lì dentro, è troppo piccola. Sarà molto complicato riuscito a fare un weekend fatto bene con le MotoGP attuali, ma vedremo. Si va talmente piano che non credo che la sicurezza sarà un problema. Penso che la sesta non la utilizzeremo neanche".

Questo fine settimana debutterà anche il controllo di stabilità, un nuovo aiuto elettronico che i vertici della MotoGP hanno pensato proprio vedendo il terribile incidente di cui era stato vittima Pecco a Barcellona due anni fa: "L'ho provato. Sicuramente è un vantaggio, perché puoi aprire 0-100 il gas ed è ancora più in mano all'elettronica. A dire il vero non mi fa impazzire come cosa, non mi piace, perché preferisco che sia ancora il pilota a fare la differenza su queste cose. Però sicuramente è un qualcosa che può aiutare per la sicurezza, anche se non credo che il mio incidente di Barcellona non sarebbe avvenuto, perché lì era un altro fattore che non funzionava. E' un qualcosa che ci farà andare più forte, ma saremo tutti più allineati".

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