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MotoGP | Bagnaia: "La foratura può capitare, la Moto3 invece non doveva partire"

Il pilota della Ducati ha preso con filosofia la foratura della gomma posteriore avvenuta nel corso del 12° giro, che lo ha privato di un podio praticamente certo e della possibilità di lottare per la vittoria a Sepang. Pecco però è stato duro soprattutto per la gestione dell'organizzazione dopo il terribile incidente di Rueda e Dettwiler.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

La domenica di Sepang ha regalato un'altra delusione a Pecco Bagnaia. Il pilota della Ducati è stato davvero sfortunatissimo, perché è stato costretto al ritiro da una foratura della gomma posteriore. E questa volta brucia, perchè dopo la vittoria ottenuta nella Sprint di ieri, il piemontese aveva almeno il podio alla portata di mano, perché era terzo quando ha dovuto rallentare improvvisamente e riportare la sua Desmosedici GP al box, anche se si è trattato di una foratura lenta, che aveva iniziato a compromettere la sua gara quando era ancora secondo e con Alex Marquez a tiro. Dunque, rispetto alle ultime uscite complicatissime in Indonesia ed in Australia aveva fatto un passo avanti deciso in Malesia, ma stavolta non è riuscito a raccogliere quanto avrebbe meritato.

Dopo la gara, però, i primi pensieri del tre volte campione del mondo sono stati rivolti a José Antonio Rueda e Noah Dettwiler, rimasti coinvolti in un terribile incidente mentre andavano a schierare le loro moto prima della gara della Moto3. Il portacolori del Team CIP Green Power ha accusato un problema tecnico in uscita dalla velocissima curva 3 e il campione del mondo se lo è ritrovato praticamente fermo in traiettoria, non potendo fare nulla per evitare un impatto devastante. Entrambi sono stati elitrasportati in ospedale e le prime indicazioni sullo spagnolo sono state tutto sommato positive, mentre resta qualche dubbio in più sulle condizioni di Dettwiler.

"Prima di tutto, penso che dovremmo spendere qualche parola sulla Moto3 e sui due problemi che l'hanno riguardata e sono molto contento di aver saputo che Rueda stia bene, a parte qualche contusione e il polso rotto. Non sappiamo niente di più su Dettwiler, solo qualche ipotesi ma niente di chiaro e niente di confermato, quindi aspettiamo di avere notizie. Vorrei solo sapere che va tutto bene, anche se sapere che non è in pericolo di vita è già una buona notizia, quindi aspettiamo", ha detto Bagnaia ai giornalisti presenti a Sepang.

La cosa che non sembra affatto andare giù al piemontese è che il programma delle gare poi sia ripreso regolarmente, come se niente fosse: "Forse sono un po' troppo sensibile, ma secondo me far correre dei piloti molto giovani per 10 giri in quelle condizioni, dopo aver visto gli elicotteri portare via due di loro, non è stata una decisione perfetta. Non lo capirò mai, ma è così".

E ha criticato l'atteggiamento dell'organizzazione, che secondo lui ha mostrato una carenza di tatto fin dall'inizio del weekend, quando ha pubblicato un documentario sul decennale dell'incidente a Sepang tra Valentino Rossi e Marc Marquez che ha segnato la stagione 2015: "In molte cose i piloti hanno una sensibilità che chi prende le decisioni non ha. Anche solo l'idea di far uscire il documentario sul 'Sepang clash', per me non è stata una grandissima cosa, anche perché sono stati dipinti dei ruoli in una maniera un po' distorta. Non voglio entrare nel merito, ma non era il caso, poi in una giornata come giovedì, che era anche l'anniversario della morte di Simoncelli. Sono state prese delle decisioni in generale un po' particolari. Io all'inizio dell'anno non avevo voluto parlarne e lì hanno buttato dentro Dovizioso, che ha detto che non si ricordava. Hanno buttato dentro addirittura Sasaki, che non so cosa potesse aggiungere. Oggi poi io onestamente non avrei fatto partire la gara".

Poi è tornato sulla dinamica dell'incidente di stamattina: "Considerate che in Moto3 e in Moto2 non fanno il Warm-Up intanto, quindi devono riuscire a fare quel giro entro cinque minuti per riuscire a farne almeno un altro. Loro partono senza sapere le condizioni, senza sapere come vanno le cose, e lo devono scoprire in quel giro. Tant'è che Dettwiler ha avuto un problema e, probabilmente, se avessero fatto il Warm-Up, se ne sarebbe accorto anche prima. Poi ovviamente un pilota quando esce da un curvone così, in salita, come Rueda, si concentra su altro e non si aspetta che ci possa essere una moto ferma in traiettoria. E' difficile anche capire la vera dinamica, forse nessuno ce la dirà mai. Noi in MotoGP dobbiamo anche andare piano per non consumare carburante, ma facendo il Warm-Up non abbiamo bisogno di fare quei due giri lì a fuoco per verificare che funzioni tutto".

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Shameem Fahath / Motorsport Network

Di fronte a tutto questo, la sua gara è passata quasi in secondo piano, anche se Pecco ha spiegato che la foratura è avvenuta nel corso del 12° giro ed è per questo che in quel momento ha perso improvvisamente prestazione. Cinque giri più tardi però la pressione ormai si era abbassata troppo per proseguire e non ha potuto fare altro che rientrare.

"Riguardo alla foratura, non c'è altro da aggiungere, è qualcosa che può succedere in un weekend di gara, anche se spiace proprio in questo weekend, ma ho iniziato a perdere prestazioni da un giro all'altro. Abbiamo visto dai dati che ho avuto una foratura al 12° giro e poi ho fatto altri 5 giri e senza sapere perché avessi iniziato a faticare molto di più: non controllavo più la frenata, sono andato largo molte volte, ed era strano perché stavo controllando molto il passo fin dalla partenza".

"Stavo facendo una gara come a Barcellona l'anno scorso, quando ho lasciato andare gli altri e poi ho attaccato nell'ultima parte. Stavo solo cercando di fare lo stesso, ma poi Acosta mi ha superato, ho iniziato a faticare molto di più, non sono più riuscito ad aprire il gas al massimo e poi mi sono dovuto fermare. Quando sono arrivato al box, i ragazzi hanno preso la pressione ed era solo 0,6 bar, quindi non ci sono dubbi che fosse una foratura".

Quest'anno sembra esserci davvero una maledizione su Bagnaia, che anche a Motegi aveva rischiato di vedersi sfuggiare la vittoria quando la sua Ducati aveva iniziato a fumare mentre si trovava in fuga solitaria. In realtà, lui ha cambiato completamente la prospettiva: "Onestamente, inizio a pensare che a Motegi alla fine sono stato fortunato perché non mi hanno fermato. Ma ci sono piloti che sono più sfortunati di me, per esempio se penso a Jorge Martin (quest'anno si è infortunato ben quattro volte). Queste cose non sono veri problemi".

Nella prima parte di gara era parso comunque un po' più in difficoltà rispetto al leader Alex Marquez e si pensava che la cosa fosse dovuta alla scelta della gomma anteriore media. In realtà, il ducatista ha solo ribadito che stava solo gestendo la situazione, aspettando il momento giusto per attaccare: "Non saprei dire, perché penso che stessi gestendo piuttosto bene le gomme. E, anche se quando ero al limite perdevo un po' di aderenza, ero molto forte in staccata. Quindi non so se sarei arrivato all'ultima parte di gara con più potenziale rispetto alle gomme morbide. E' difficile trarre delle conclusioni da questo punto di vista".

Nonostante il finale amaro, il bicchiere resta mezzo pieno per questo weekend: "Anche se i punti sono meno rispetto a Motegi, qui la sta vivendo con le idee più chiare. Vediamo, aspettiamo Portimao, ma qui abbiamo lavorato partendo da un venerdì che non era stato proprio positivo. A Motegi ero super fiducioso che tutto andasse bene, perché finalmente mi sentivo in maniera fantastica sulla moto. Ed era strano, perché nessuno sapeva il perché. Qui sono arrivato con le stesse sensazioni della gara di Phillip Island, quindi buone ma non ideali. Ci abbiamo lavorato e alla fine abbiamo trovato qualcosa che funzionava un po' meglio, e siamo riusciti a vincere la Sprint. Oggi stavamo lottando per il podio, forse per la vittoria, ma sicuramente è stato un weekend positivo".

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