MotoGP | Bagnaia: "In gara faccio molta fatica, dobbiamo capire come migliorare"
Dopo un inizio al di sotto delle aspettative, il pilota della Ducati spera di poter risalire la china ad Austin, dove lo scorso anno aveva vinto a dispetto delle difficoltà. Per evitare il ripetersi di situazioni complicate con la pista come in Brasile invece propone di fare sempre dei test prima di andare su nuovi circuiti.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Il 2026 doveva essere l'anno del riscatto per Pecco Bagnaia, ma fin qui il pilota della Ducati ha dovuto ingoiare ancora dei bocconi amari. Dopo un inverno convincente, nel quale sembrava aver instaurato un buon feeling con la GP26, quando sono arrivati i weekend di gara le cose non sono andate come avrebbe sperato e tra la Thailandia ed il Brasile ha raccolto la miseria di 10 punti, che gli valgono il 13° posto nella classifica iridata. Questo fine settimana però si corre ad Austin, dove ha colto una delle due vittorie del suo travagliato 2025. Dunque, il saliscendi texano potrebbe rappresentare una buona occasione per provare a rilanciarsi.
"Ho vinto l'anno scorso, ma Marc era caduto, però è vero che ho vinto ed ho sempre dei bei ricordi su questa pista. E' un bel circuito e mi piace molto. E' piuttosto difficile, il più impegnativo del calendario, ma è sempre stimolante e piacevole. Sembra che anche il meteo sarà buono per tutto il weekend, a parte un po' di vento domani forse, ma penso che qui potremo fare un ottimo lavoro. Sarà importante capire cosa migliorare in gara, perché durante il weekend in Brasile siamo stati molto veloci, poi in gara abbiamo faticato molto. Quindi devo capire e migliorare su questo aspetto", ha detto Bagnaia quando ha incontrato i giornalisti presenti al Circuito delle Americhe.
Quando gli è stato domandato se la situazione sia simile o differente rispetto a quella che gli aveva complicato la vita lo scorso anno, ha spiegato: "E' diverso perché l'anno scorso era sempre molto difficile mantenere un rendimento costante durante la sessione, per lavorare e migliorare. Ora, durante le sessioni, riesco a migliorare, a percepire le differenze tra le diverse configurazioni, ma poi in gara faccio molta fatica, quindi dobbiamo capire cosa fare".
Inevitabilmente, si è tornati anche sulle enormi difficoltà affrontate da tutti lo scorso fine settimana in Brasile, tra gli allagamenti, la voragine che si è aperta sul rettilineo sabato e l'asfalto che si stava sbriciolando domenica. Il ducatista ha provato ad essere molto diplomatico comunque: "Penso che la pista sia bella e molto divertente. C'è stato qualche problema, ma ho notato un grande impegno nel cercare di risolverli e di rendere possibile la gara. La pista non era pronta ad accoglierci, ma siamo riusciti a disputare un weekend normale e stanno già lavorando per il prossimo anno".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Le perplessità in generale sono legate al fatto che il circuito sia stato omologato dalla FIM nonostante tutti questi problemi e questo preoccupa pensando, per esempio, che l'anno prossimo si dovrà andare addirittura a correre su un cittadino ad Adelaide. Secondo Pecco, la chiave per evitare altre situazioni di questo tipo, sarebbe quella di organizzare sempre dei test sulle piste nuove prima di arrivare per il GP.
"E' difficile dirlo, ma ci sono delle regole: ad esempio, i circuiti dovrebbero essere lunghi almeno 4,5 km, ma Goiania è solo 3,8. Quindi ci sono alcune regole che possono essere interpretate, ma penso che in futuro dovremo assolutamente fare un test prima, magari con i collaudatori, perché arrivare su una pista nuova come quella o come l'India è difficile. In Indonesia abbiamo fatto un test ed abbiamo capito che si potevano individuare dei problemi guidando con le MotoGP. Se vai in pista con una moto stradale, non riesci a vedere i limiti. Penso che questo debba essere cambiato in futuro".
"Forse bastano i collaudatori. Ma, per esempio, nel 2022, quando siamo andati in Indonesia è stato fantastico, perché abbiamo capito come funzionavano le gomme e che non erano sufficienti per il weekend di gara, quindi abbiamo avuto modo di cambiarle. I titolari vanno al limite, mentre non tutti i collaudatori lo fanno. Ma far girare loro sarebbe comunque meglio che andare direttamente in gara", ha concluso.
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