MotoGP | Bagnaia: "I passi avanti sono evidenti, ora dobbiamo continuare a crederci"
Dopo il ritorno alla vittoria nella Sprint di Brno, il tre volte iridato ha sottolineato il grande lavoro fatto insieme ai ragazzi della Ducati, che sta iniziando a dare i frutti sperati anche in termini di risultati. Riguardo alla scelta della gomma soft, ritiene che oggi sia stata una delle chiavi: "Con la media sarebbe stata più dura"
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
I segnali ormai c'erano già da un po', ma quello mandato oggi a Brno è stato ancora più forte e chiaro. Il "vero" Pecco Bagnaia sta finalmente tornando. I risultati delle ultime gare autorizzavano ad essere ottimisti in vista di questo fine settimana, perché il saliscendi ceco ha caratteristiche che ricordano abbastanza quelle del Mugello, dove il ducatista era già riuscito a lottare per la vittoria.
Anche se si tratta solamente di una Sprint, questa volta invece il piemontese è riuscito a centrare il bersaglio grande e lo ha fatto in maniera perentoria, prendendo il comando delle operazioni fin dalla partenza e mantenendolo per tutti i dieci giri da disputare, ritrovando un successo che gli mancava dalla gara breve della Malesia dello scorso anno, che porta a 14 il totale di quelli colti al sabato.
Il tre volte iridato ha visto ripagata anche la scelta della gomma soft al posteriore, a differenza delle Aprilia che avevano la media, che gli ha permesso di scappare ad Ai Ogura nelle prime fasi della corsa, ma anche di gestire il ritorno del giapponese di Trackhouse nel finale.
"I primi giri hanno deciso tutto, sono molto contento. Oggi sarebbe stata più dura con la media perché i primi giri avrei faticato un po' di più e dopo il passo di Ogura secondo me non ce l'avevo. La scelta della soft è stata quella giusta, non facile da fare, ma quella giusta, e sapevo che sarebbe stato fondamentale azzeccare la partenza e mettermi a spingere i primi tre giri", ha detto Bagnaia ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
"Forse aver spinto così tanto mi ha rallentato un po' alla fine, perché le vibrazioni erano un po' intense, però alla fine ho capito un po' di più come gestirle. Quindi, se domani dovessero rivenire fuori, sappiamo come limitare un po' i danni. Però in generale sono contento perché stiamo lavorando bene e i passi avanti che stiamo facendo nelle ultime gare, lasciando da parte Balaton, sono abbastanza evidenti. Quindi dobbiamo continuare a crederci e continuare a lavorare in questa direzione", ha aggiunto.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Quello visto oggi è parso il Pecco deciso in staccata che faceva faville nel 2024, ma il piemontese ha ribadito ancora una volta che è un altro l'aspetto su cui deve ancora continuare a lavorare per fare l'ultimo step che gli manca per lottare costantemente per la vittoria.
"Non è tanto nelle staccate che devo pensare a quello che faccio, è più nel momento in cui la inserisco e quando prendo il gas. Devo essere estremamente preciso, perché dietro mi scappa via tanto, quindi basta un 10% in più di gas e la moto reagisce in una maniera che magari non mi aspetto. Quindi è più quello. In staccata, ho lavorato abbastanza sul cercare di avere stabilità, soprattutto con la soft dietro staccata mi trovo abbastanza bene", ha spiegato.
"Grazie ad una modifica che il team mi ha fatto sul freno posteriore, riesco ad essere più preciso anche con quello e tutto questo mi aiuta per cercare di staccare forte. Senza esagerare il traverso, perché ultimamente era troppo il traverso che faccio in ingresso. Adesso invece è giusto e quando è ora di entrare la moto si allinea nel momento giusto, e questo mi aiuta tanto a farla girare", ha proseguito.
Tra le altre cose, proprio l'uso del freno posteriore è stata una delle chiavi per gestire il calo della gomma nella seconda parte di gara e riuscire a tenere a distanza sia Ogura che la Ducati gemella di Marc Marquez.
"Qual quarto giro avevo più di un secondo su Ogura, ma poi sentivo che stavano iniziando le vibrazioni, quindi ho subito cambiato mappa e non l'ho più forzata come nei primi giri. Soprattutto, ho capito abbastanza in fretta di non dover usare il freno posteriore e questo mi ha aiutato ancora di più. Sono state due cose che mi hanno permesso di rimanere costante con i miei tempi, però negli ultimi giri non ne avevo come Ai e Marc, che erano ancora sull'1'52" alto", ha concluso.
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