MotoGP | Bagnaia: "Finalmente trovata la quadra, peccato non esserci riusciti prima"
Dopo tanti bocconi amari, finalmente il pilota della Ducati si è regalato una giornata da protagonista a Motegi, con la pole position e la vittoria nella Sprint. Il lavoro fatto nei test di Misano gli ha permesso finalmente di trovare un modo per sfruttare la GP25, anche se resta il rammarico di esserci riuscito solo a sei gare dal termine.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Dopo tanti esperimenti andati a vuoto e delusioni, finalmente Pecco Bagnaia sembra aver trovato un modo per sfruttare la Ducati Desmosedici GP25 nei test collettivi andati in scena a Misano la scorsa settimana. Peccato che ci sia voluto praticamente tutto il 2025, perché la stagione della MotoGP ormai è agli sgoccioli, ma quello visto a Motegi è sembrato di nuovo il pilota che lo scorso anno era stato capace di vincere 18 gare tra Sprint e lunghe, aggressivo in staccata come piace a lui.
E i risultati le confermano: dopo il miglior tempo nella FP1 di ieri, cosa che non gli era mai successa quest'anno, si è regalato un sabato da protagonista, con pole position, record della pista giapponese e Sprint dominata dall'inizio alla fine. La prima affermazione stagionale in una gara breve del sabato, ma anche la prima volta in cui ha realmente battuto Marc Marquez in pista, visto che ad Austin, quando aveva vinto la gara lunga, il suo compagno di box lo aveva favorito stendendosi quando era in fuga solitaria.
Un trionfo che è stato quasi una liberazione, come lui stesso ha lasciato intendere ai microfoni di Sky Sport MotoGP: "Sono molto orgoglioso di questa giornata e della mia squadra, perché a Misano siamo riusciti finalmente a trovare una quadra, perché siamo arrivati qui e non abbiamo toccato praticamente niente. Ho avuto solo un po' di sfortuna ieri pomeriggio all'inizio del turno, ma poi tutto ha funzionato bene, con la pole e la gara con questo ritmo. Mi mancava tanto".
"E' un grandissimo peccato non esserci arrivati prima, perché il mio campionato sarebbe stato completamente diverso. Mancano solo 11 gare tra Sprint e lunghe adesso, però bisogna guardare avanti. Sappiamo che tasto siamo andati a toccare, ma capire intanto era fondamentale. Per il mio umore questo risultato è fantastico, non tanto perché avessi smesso di crederci, perché ho sempre detto che nel momento in cui mi fossi sentito nelle condizioni di poter spingere, sarei stato davanti. Questo weekend è la prima volta che effettivamente mi sento veramente competitivo e la gara è stata sicuramente fantastica. C'è da dire che Marc è stato un po' imbottigliato all'inizio, altrimenti sarebbe stata una lotta, ma sono estremamente felice", ha aggiunto, riconoscendo che se il #93 fosse partito meglio, probabilmente non sarebbe stata una vittoria così semplice.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Toshifumi Kitamura / AFP via Getty Images
Il suo punto di forza è sempre stata la staccata e quindi ha ancora più valore il fatto che questa svolta sia arrivata su una pista come Motegi, sulla quale frenare in maniera decisa è il requisito fondamentale per essere veloci: "Prima di arrivare qui, chiacchierando con la squadra, avevo detto che se non avessimo risolto i nostri problemi sarebbe stato un incubo come a Barcellona. Fortunatamente c'è stato il test di Misano in mezzo che ci ha risolto molto, quasi tutto. E' bello che sia così. Questo weekend sono tornato a guidare in un modo più comodo: si è visto dalla pole position e dal modo in cui riesco ad aggredire le curve in staccata. Chi merita tanto questo risultato sono le persone che mi sono state vicine e che, come me, non hanno mai smesso di crederci. Soprattutto la squadra, perché ieri sera i ragazzi ha fatto molto tardi per far sì che avessi due moto più uguali possibile".
Quando poi gli è stato domandato se non fosse possibile trovare prima questa svolta tecnica, il piemontese ha concluso: "Probabilmente sì, ma alla fine è sempre nei momenti più difficili che si tirano fuori più cose. Quest'anno abbiamo fatto dei test dopo le gare di Jerez ed Aragon. A Jerez avevo finito terzo nella gara e comunque ero andato forte. Anche ad Aragon avevo finito terzo ed ero a due secondi dalla vittoria. Quindi ci stavamo concentrando più su altri dettagli, invece ora abbiamo cercato un'altra strada. Come ho detto in questi giorni, è diverso da tutto quello che avevamo pensato in precedenza ed ha funzionato, perché sono tornato a guidare come sono sempre riuscito a fare".
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