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MotoGP | Bagnaia, che livido sul braccio: "I sassi sono proiettili"

Il pilota della Ducati, colpito ieri al braccio, ha sottolineato quanto sia fondamentale che la pista venga pulita a dovere per il GP di fine marzo. Il bilancio finale dei test è positivo, soprattutto sul passo gara, anche se manca qualcosina sul time attack e va migliorata l'erogazione della GP22.

Francesco Bagnaia, Ducati Team con un livido

Dopo il disastro di venerdì, con la prima giornata dei test collettivi di Mandalika condizionata dalla pista davvero sporca, la situazione è andata via via migliorando nell'arco dei tre giorni, anche se i piloti della MotoGP hanno fatto una raccomandazione importante in vista di quando dovranno tornare qui tra poco più di un mese per la seconda gara della stagione.

Durante l'incontro di ieri della Safety Commission hanno infatti chiesto che la pista indonesiana venga pulita a dovere, perché al momento è praticamente impossibile stare troppo vicino ad un'altra moto, a causa dei sassi che vengono sollevati e sparati come priettili. Una situazione che sarebbe ancora più pericolosa in una situazione di gara, con tutte le moto vicine tra loro.

Lo sa bene Pecco Bagnaia, che è tra quelli che hanno lanciato l'allarme, essendo stato colpito ad un braccio ieri e portandone ancora i segni ben visibili, come ha mostrato durante l'incontro virtuale con i media di fine giornata.

"In Safety Commission abbiamo considerato il fatto che saremo in tanti a girare in pista, quindi l'asfalto si pulirà di più. Il problema sono i sassi che ti colpiscono quando stai girando. Per esempio, ieri me ne è arrivato uno su un braccio ed ho un segno abbastanza evidente (mostra il livido sul braccio sinistro). E' davvero come un proiettile e non so cosa sarebbe successo se mi fosse arrivato sul collo, quindi diciamo che non è proprio il massimo", ha detto Bagnaia.

"Se sei primo in gara sei abbastanza tranquillo che nessuno si possa avvicinare, perché i sassi che lanci son proprio tanti, quindi è impossibile rimanere attaccati a qualcuno. In vista di una gara, se sei nel secondo gruppo, i primi giri di gara possono essere veramente pericolosi, perché la traiettoria da seguire è molto stretta. Per esempio, se questo sasso che ha colpito me fosse andato sul radiatore, lo avrebbe rotto. Però ci hanno rassicurato che puliranno la pista e che faranno in modo che sia perfetta", ha aggiunto.

Francesco Bagnaia, Ducati Team con un livido

Francesco Bagnaia, Ducati Team con un livido

Test MotoGP Mandalika: il bilancio di Bagnaia è positivo

Il pilota della Ducati ha tracciato anche un bilancio del lavoro che ha portato a termine in questi tre giorni in Indonesia. Se ieri aveva detto di aver scoperto solo l'80% del potenziale della nuova GP22, oggi è convinto di aver fatto un altro passettino verso la piena comprensione.

"Diciamo che abbiamo trovato un bel 5% anche oggi, quindi va già meglio. Sicuramente essendo una moto nuova, cinque giorni di test non bastano per capirla a fondo. In più il primo qui in Indonesia lo abbiamo buttato via a causa delle condizioni della pista. Siamo un po' indietro su questo, ma non è che giriamo due secondi più piani. Secondo me il margine c'è , perché questa moto può andare due o tre decimi al giro più forte".

"Stiamo arrivando a capire come fare, anche perché tra ieri ed oggi sono migliorato tanto a livello di passo e la pista era abbastanza simile. Anzi, forse era anche un po' più lenta, perché fa molto caldo e c'erano quasi 15 gradi di differenza sull'asfalto, quindi siamo tutti contenti del lavoro che stiamo facendo. Il nostro passo è costante ed abbiamo deciso di fare la simulazione di gara con la gomma media, che non era l'opzione migliore, ma i tempi non sono stati male. Penso che abbiamo trovato un compromesso che mi piace, quindi che in Qatar potremo iniziare bene la stagione".

Riguardo ai più veloci, Bagnaia non si è sbilanciato, sottolineando di aver utilizzato una gomma diversa dagli altri (la media) per la simulazione di gara, quindi per il momento non può fare un confronto diretto con la concorrenza.

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"Oggi è difficile dire chi sia il più veloce, perché la gomma media non era la più adatta, ma la soft che porteranno per il weekend di gara non sarà la stessa del test. Solo io, Marini e Bezzecchi abbiamo fatto la simulazione di gara con la media e non è stato facile, perché si scivolava parecchio. La soft era sicuramente migliore e gli altri hanno utilizzato tutti questa. Oggi però era importante girare tanto con la media per capire la gomma, per capire le condizioni. Per il momento ci manca qualcosina sul time attack, ma sul passo gara credo che siamo messi bene".

Il Mondiale scatterà il 6 marzo a Losail e nelle prove libere ci sarà ancora da lavorare per cercare di fare un passettino in avanti, soprattutto per quanto riguarda l'erogazione della potenza, che in questo momento forse è il punto debole rispetto alla GP21.

"Spero che quando inizierà il weekend in Qatar le condizioni siano buone, perché normalmente quando cominciamo i test c'è sempre tanta sabbia in pista, quindi i primi giri sono sempre difficili. Ma prima di noi gireranno le altre categorie, quindi penso che sarà ok e spero che le prove libere ci possano aiutare a trovare ancora qualcosina sulla moto nuova, che ha mantenuto i punti di forza dello scorso anno, quindi la staccata, l'inserimento e l'accelerazione. Anche se dobbiamo ancora lavorare un po' su questo punto, perché l'erogazione non è ancora al livello dell'anno scorso, anche se di giorno in giorno ci stiamo avvicinando. Ma sono convinto che questa moto abbia più potenziale di quella del 2021", ha concluso.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: MotoGP

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