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MotoGP | Bagnaia-Ducati: un matrimonio con la scadenza, che ora però può almeno finire in bellezza

Il ritorno alla vittoria nella Sprint di Brno è stato un'altra conferma dell'aver finalmente trovato la strada giusta per essere competitivo in sella alla sua Ducati. E sembra un buon viatico per chiudere nel migliore dei modi un matrimonio con la Rossa che è stato bellissimo, ma che pareva destinato a finire nel peggiore dei modi.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Nel mondo di oggi ormai ci siamo abituati a veder finire nei modi peggiori anche quei matrimoni che sembrano felicissimi. Per fare un esempio, alzi una mano chi qualche anno fa avrebbe avuto il coraggio anche solo di ipotizzare il divorzio tra Francesco Totti ed Ilary Blasi. Dopo i due titoli di fila conquistati nel 2022 e nel 2023, riportando la Casa di Borgo Panigale sul tetto del mondo a 15 anni di distanza da quella che era stata l'unica corona della Rossa con Casey Stoner, anche il rapporto tra Pecco Bagnaia e la Ducati sembrava essere tra quelli destinati a durare per sempre.

L'avvento dei social network ha reso le nostre vite basate molto sul "qui e subito", senza dare più troppo peso al passato. E anche il mondo dello sport è stato inghiottito da questo tipo di atteggiamento, che ha portato a basare i giudizi sempre e solo sui risultati più recenti, senza guardare troppo al percorso che ha portato a raggiungerli.

Forse è anche un po' sull'onda di questo che ad un certo punto il marchio bolognese è sembrato essersi un po' "dimenticato" di cosa ha rappresentato Pecco Bagnaia. La sconfitta all'ultima gara del 2024, che ha incoronato Jorge Martin, ha sicuramente pesato, ma era inevitabile che l'arrivo di un personaggio ingombrante come Marc Marquez avrebbe avuto un impatto sul ruolo di leader del box rosso del piemontese.

Ma allora nessuno poteva immaginare che ad un anno di distanza si sarebbe parlato addirittura di un divorzio. Il 2025 è stato catastrofico per il tre volte iridato, con due vittorie, ma con una seconda parte di stagione decisamente non all'altezza di un pilota con il suo palmares, a causa dell'anteriore di una GP25 che aveva finito per azzerare i suoi punti di forza. Esaltando invece quelli del #93, che ha colto il suo nono titolo con ben cinque gare d'anticipo, prima di infortunarsi alla spalla in Indonesia.

Francesco Bagnaia, Ducati Team, Marc Marquez, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team, Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Durante l'inverno, dunque, le due parti hanno deciso di prendere strade diverse, con il piemontese che l'anno prossimo sposerà la causa dell'Aprilia, facendo posto all'astro nascente Pedro Acosta. In mezzo però c'era da affrontare un anno da separati in casa, che avrebbe potuto essere molto lungo partendo dai presupposti di quanto visto nella seconda parte del 2025, anche a livello di rapporti interni.

Pecco però non ne voleva sapere di salutare quella moto che sognava fin da quando era un bambino come uno qualsiasi, anche perché lui non lo sarà mai per i ducatisti. Dunque, grazie ad una GP26 che ha iniziato a restituirgli il feeling giusto sull'anteriore, ha piano piano ricostruito la sua fiducia ed i risultati hanno incominciato a vedersi anche in pista, seppur limitati da qualche problemino di grip al posteriore.

Fin qui, il segnale più incoraggiante era stato quello del Mugello, dove il #63 ha comandato per oltre metà gara, arrendendosi alle due Aprilia solo quando è calata la sua gomma posteriore. E quello alla fine è stato il secondo di una striscia di tre podi consecutivi, anche se bisogna essere molto onesti nel dire che quelli di Barcellona e di Balaton Park erano stati più frutto del caso, perché arrivati grazie ad incidenti e penalità altrui.

E' normale quindi che il weekend di Brno fosse già stato cerchiato in rosso da Pecco, perché il saliscendi ceco ha delle caratteristiche molto simili a quelle del Mugello. E stavolta Bagnaia si è fatto trovato pronto: sfruttando un'ottima qualifica, conclusa con il terzo tempo, ha preso il comando della Sprint fin dalla prima curva e non lo ha più mollato fino alla bandiera a scacchi, andando a prendersi di forza un successo che gli mancava dalla gara breve della Malesia dello scorso anno, quindi da ben 238 giorni.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Michal Cizek / AFP via Getty Images

"Stiamo lavorando tanto e bene, piano piano arriviamo. So di non essere ancora al 100%, devo ancora pensare molto mentre guido, ma ci stiamo arrivando. Bisognava ricostruire la velocità e, secondo me, lo stiamo facendo, ma non è un percorso facile", ha detto Bagnaia, che si gode la 14° vittoria in carriera in una Sprint, ma evidentemente non reputa ancora il cerchio chiuso completamente.

Quello di oggi però è stato indubbiamente un altro passo nella direzione giusta che, sia chiaro, non vuol dire dover sognare chissà che, perché i 69 punti di ritardo dal leader Marco Bezzecchi restano tanti e perché comunque la vittoria domenicale manca da ancora più tempo, dal Gran Premio del Giappone dello scorso anno. Ma alimenta la speranza di potersi godere altre giornate come questa di qui alla fine della stagione, regalandosi almeno un finale degno di quello ha rappresentato questo binomio.

Perché sì, nel mondo frenetico di oggi le coppie si lasciano sempre più facilmente, ma hanno anche imparato a continuare a volersi bene anche dopo. Ed è proprio così che deve andare tra Bagnaia e la Ducati, perché in questi otto anni insieme (se si conta anche la parentesi in Pramac) hanno significato troppo l'uno per l'altra e viceversa.

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