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MotoGP GP d'Olanda

MotoGP | Bagnaia domina e spaventa i rivali: "C'era ancora del margine"

Il pilota della Ducati ha centrato ad Assen la sua seconda vittoria consecutiva in una Sprint, comandando dall'inizio alla fine e confermandosi in un momento di forma invidiabile. Nemmeno il leader Jorge Martin è riuscito a tenere il suo ritmo infernale, ma Pecco non era del tutto contento del feeling con la gomma anteriore...

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Pole position e vittoria nella Sprint. In MotoGP è praticamente impossibile chiedere di più ad un sabato ed infatti Pecco Bagnaia ha sfoggiato un sorriso che valeva più di 1.000 parole mentre riceveva la medaglia per il successo nella gara breve del Gran Premio d'Olanda. Dopo la doppietta del Mugello, il pilota della Ducati sembra poter ambire ad apparecchiarne un'altra ad Assen ed il suo grande momento di forma potrebbe davvero iniziare ad essere una campanella d'allarme per la concorrenza.

Su tutti per il leader iridato Jorge Martin, che oggi si è visto battere proprio al suo gioco: lo specialista delle Sprint è sempre stato lui, ma se ora il campione del mondo può iniziare a rubargli punti anche in queste, non sarà facile amministrare il margine in classifica, che si è assotigliato a 15 punti.

Secondo Bagnaia, però, i risultati delle ultime uscite sono il risultato di una progressione che era iniziata molto prima, ma che per un motivo o per l'altro non era riuscito a dimostrarlo. Ora invece ne sta finalmente raccogliendo i frutti.

"In realtà sono cinque gare che andiamo fortissimo da venerdì e potremmo essere veloci anche nelle Sprint, ma sono successe diverse cose, come il contatto con Binder a Jerez, il problema tecnico a Le Mans o la mia caduta a Barcellona all'ultimo giro, quando ero primo. Nelle ultime due siamo riusciti a non avere alcun tipo di problema e le abbiamo vinte. Ma devo dire che qui per il momento stiamo riuscendo ad avere qualcosina in più rispetto anche a Barcellona: siamo partiti con il piede giusto da ieri mattina ed abbiamo lavorato veramente bene", ha detto Bagnaia ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Il segreto quindi è che ora ha trovato una base solida con cui iniziare i weekend senza dover toccare troppo la sua Desmosedici GP. Una situazione molto simile quindi a quella che gli ha permesso di dare vita nel 2022 alla cavalcata che lo ha portato al suo primo titolo iridato della classe regina.

"Abbiamo lavorato tantissimo ad inizio campionato. Nonostante avessimo vinto in Qatar, non ero troppo contento del feeling generale, soprattutto nei venerdì. Ho cercato insieme al team di trovare una quadra e l'abbiamo trovata a Jerez. Da lì in avanti siamo riusciti sempre a migliorare, fino ad arrivare qui, dove siamo riusciti ad essere estremamente competitivi fin dall'inizio. Abbiamo toccato giusto il minimo per adattare un po' di più la moto alla pista, ma per il resto non abbiamo fatto niente. La cosa su cui mi sono concentrato di più poi sono stati l'allenamento e la preparazione fisica, perché bisogna migliorarsi sempre e devo dire che anche quello aiuta".

Oggi ha impresso un ritmo infernale alla gara, con un passo sull'1'31" alto, ma il feeling con la gomma anteriore dura non è stato ottimale. E forse è questo che deve spaventare ancora di più la concorrenza, perché il ducatista è convinto che ci sia ancora del margine per fare meglio.

"Dopo che ho fatto l'1'31"5 ho cercato di gestire un pochino di più, ma girando comunque forte. Quando giri sotto all'1'32" qua, è veramente incredibile. Un po' di margine c'era ancora, perché non ero troppo contento del feeling con la gomma dura all'anteriore, perché non mi dà quel grip di cui ho bisogno. Ma era l'unica opzione possibile con 50 gradi d'asfalto. La gomma media magari avrebbe retto, ma avrebbe potuto essere un problema se all'inizio fossi stato secondo ed avessi dovuto seguire Martin. Alla fine quindi credo che la dura sia stata la scelta giusta, ma un pelino di margine ancora c'era".

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