MotoGP | Bagnaia deluso: "Devo sempre guidare in protezione, dobbiamo capire perchè"
Il terzo posto di Jerez ha lasciato l'amaro in bocca al pilota della Ducati, che però ha spiegato che in questo momento è costretto a correre in difesa: se si avvicina troppo a chi lo precede, l'anteriore si alleggerisce e si chiude, quindi non può attaccare come vorrebbe e a sfruttare i suoi punti di forza.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Javier Soriano - AFP - Getty Images
Un podio è sempre un risultato importante, ma a volte può anche lasciare l'amaro in bocca. Ed è così per quello che ha conquistato Pecco Bagnaia nel Gran Premio di Spagna di MotoGP. Se ad Austin era stato bravo a sfruttare l'occasione che gli si era presentata quando è caduto Marc Marquez, a Jerez l'errore del compagno di box non gli è bastato per consegnargli la seconda vittoria stagionale.
E dire che la gara era iniziata con un duello da leccarsi i baffi con il #93, con tanto di toccatina in ingresso alla curva 11. Quando al terzo giro Marc ha salutato il gruppetto di testa con una scivolata, per il piemontese sembrava profilarsi una grande occasione, ma le cose sono andate molto diversamente: non solo non è riuscito ad andare a prendere la Yamaha di Fabio Quartararo, che stava comandando la gara, ma è stato ripreso da Alex Marquez, che ha superato entrambi involandosi solitario verso la sua prima vittoria nella classe regina.
ll terzo posto finale, dunque, gli ha permesso di accorciare la classifica, visto che ora è a 20 punti dal pilota del Gresini Racing, che si è riportato in vetta. Ma le aspettative per il weekend di Jerez, dove aveva sempre vinto negli ultimi tre anni, erano altre. E infatti Pecco non ha nascosto la sua delusione quando si è presentato alle interviste di rito.
"In realtà i primi giri ero molto tranquillo. C'è stata bagarre con Marc, poi mi sono messo a spingere per provare ad andare a prendere Fabio, ma una volta che gli sono arrivato sotto non ho mai avuto lo spunto per riuscire a passarlo. Da lì in avanti ho faticato molto, ma purtroppo oggi non avevo i miei punti di forza su questa pista, che sono sempre state le curva 11 e 12, e non riuscivo ad avvicinarmi. Anzi, su Fabio perdevo addirittura. Ho fatto tutta la gara tra mezzo secondo e sette decimi, ma ogni volta che mi avvicinavo dovevo lasciare perché diventava troppo rischioso", ha detto Bagnaia ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
"In ogni caso, non mi piacciono questo tipo di gare: forse, per cercare di evitare errori, non mi metto nella condizione di arrivare vicino. E' inspiegabile, perché l'anno scorso non ho mai avuto questo tipo di problema. Bisognerà analizzare e capire i motivi di questa situazione. Ho visto che non c'era più Marc, quindi era una giornata buona per recuperare punti, ma non sono riuscito ad ottenere il massimo potenziale che aveva la mia moto, che era finire secondo davanti a Fabio, quindi non sono molto contento", ha aggiunto.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Jose Breton - Pics Action - NurPhoto - Getty Images
La sensazione è proprio che la GP24 in questo momento abbia qualcosa in più rispetto alla sua GP25, che non gli permette di fare ciò che lo rendeva velocissimo lo scorso anno e che invece sta esaltando proprio Alex Marquez, che non era mai stato così tanto competitivo nella sua carriera in MotoGP.
"Anche nei dati, comparando i giri di Alex con i miei dell'anno scorso sono molto simili. Se invece compariamo i miei, ci sono delle differenze. Ed è un qualcosa che è difficile da capire, perché la moto è estremamente simile, però lui riesce a forzare l'anteriore anche nel veloce senza avere grosse chiusure di sterzo", ha spiegato il tre volte campione del mondo.
"Invece io ho faticato parecchio, ma appena ti avvicini un po' di più, davanti diventa molto leggera e la perdo molto spesso. Oggi in gara il davanti mi si è chiuso diverse volte alla 8, alla 11 e alla 12, quindi diventa una situazione in cui devi stare molto più in protezione, e non mi sento libero di lasciarla andare. Ieri mattina abbiamo fatto uno step e cercheremo di lavorarci perché finalmente mi sono trovato meglio. Ora quindi è il momento di lavorare in questa direzione, perché il margine per migliorare c'è", ha proseguito.
L'unica cosa che si può pensare di fare in questa fase quindi è cercare di limitare i danni e portare a casa più punti possibile in attesa di ritrovare il suo vero valore: "E' un momento in cui bisogna raccogliere. Sto cercando di portare a casa ed è quello su cui l'anno scorso ho peccato di più, quindi è importante riuscire a finire le gare. Anche perché sono convinto che nel momento in cui tornerò a sentirmi al 100% sulla moto tornerò a vincere o almeno a lottare. Questa invece è stata un'altra gara nella quale, tolti i primi 3-4 giri, sono stato sempre abbastanza in difesa. Ho provato tante volte almeno a passare Fabio, ma non mi sono mai trovato nella condizione di chiudere completamente il gap".
Infine, Bagnaia ha raccontato anche il duello con Marc che ha animato le prime fasi della corsa, dando anche un giudizio sulla caduta del compagno di squadra: "Speravo potesse durare di più, ma in realtà è durata davvero poco. Sapevo che lui non si sarebbe aspettato da me il sorpasso alla curva 9, perché alla 8 lui è sempre molto veloce, ma sono riuscito a progredire nel weekend e oggi riuscivo a farla abbastanza veloce. Mi sono buttato dentro alla 9 e l'incrocio è stato bello, poi ci siamo anche toccati prima della 11, perché lui stava ancora impennando e non è riuscito a direzionare la moto. Quando poi è caduto, gli è successo quello che non si sarebbe aspettato stando sempre davanti, perché se stai così vicino a qualcuno nel veloce l'anteriore perde carico: quando vai a forzare per farla girare, il davanti si alleggerisce. E' un po' un limite quello", ha concluso.
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