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MotoGP | Bagnaia: "C'è un problema, non sono messo nelle condizioni di poter lottare"

La gara del Mugello è stata molto difficile da digerire per il pilota della Ducati, che non è neppure riuscito a salire sul podio dove era imbattuto da tre anni. Dopo sei giri da protagonista sono emersi i soliti limiti dell'anteriore della GP25 e Pecco può solo masticare amaro: "Nessuno mi sa spiegare perché non riesco più ad andare come sempre".

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Pecco Bagnaia non ci aveva girato troppo intorno giovedì, dicendo che se questo weekend non fosse riuscito ad essere competivo, allora ci sarebbe stato un problema. Purtroppo, il suo timore si è avverato, perché anche al Mugello, su una pista sulla quale era stato praticamente imbattibile negli ultimi tre anni, ha dovuto fare i conti con gli stessi problemi che lo hanno tormentato fino a qui in sella alla Desmosedici GP25.

Di fronte a questo scenario, il tre volte iridato non ha potuto che confermare quanto aveva detto tre giorni fa: "C'è un problema. Non stiamo riuscendo a risolvere niente e nessuno mi sa spiegare perché quest'anno non riesco ad andare come ho sempre fatto. Quindi sì, c'è un problema", ha detto Bagnaia quando ha incontrato i giornalisti dopo la gara. Sul suo umore attuale poi ha proseguito: "C'è molta rabbia. Sono dispiaciuto, perché so cosa posso fare, so di poter vincere le gare, ma non sono messo nelle condizioni di poter lottare".

L'inizio del Gran Premio d'Italia è stato promettente, perché per i primi sei giri il piemontese ha battagliato ad armi pari con i fratelli Marquez. Ma è stata solo una falsa speranza, perché poi sono emersi i soliti problemi e a quel punto non c'è stato più niente da fare per Pecco, che non solo ha visto scappare i due rivali di Cervera, ma nel finale ha perso anche il podio a favore di Fabio Di Giannantonio

"La gara l'avete vista tutti. Ci sono stati sei giri nei quali era tutto a posto, ma appena è calata la gomma davanti ho iniziato a fare il gambero e sono andato indietro. Le ho provate tutte. Andavo più forte di Alex, ma non riuscivo ad avvicinarmi: come sempre, fin dall'inizio dell'anno, ogni volta che arrivo a tre decimi devo andare indietro perché la gomma davanti non regge. E' stato il copione di sempre. Speravo che non succedesse ancora, ma pure stavolta all'improvviso sono cominciati il sottosterzo e i movimenti e non c'è stato più niente da fare".

Riguardo alla prima parte di gara nella quale ha lottato con il coltello tra i denti, Marc Marquez ha detto che secondo lui era l'unica strategia che poteva attuare il compagno perché a livello di passo era un pelino indietro. Quando gli è stato riportato, Pecco ha spiegato: "Volevo stare davanti, ma è normale che sia così. Ero abbastanza fiducioso nei primi giri, perché mi sentivo bene, ma dopo sei giri l'anteriore ha iniziato a calare ed ho dovuto rallentare per evitare di cadere. Il problema è sempre il solito: non posso fare quello che vorrei in moto, ma devo seguire quello che vuole la moto, altrimenti vado per terra".

Con il #93 c'è stato anche un contatto alla Borgo San Lorenzo nelle prime fasi, per il quale è stato anche convocato in Direzione Gara: "Quello è stato un contatto di gara, ma poi oggi in generale non hanno penalizzato cose ben peggiori in Moto3. Penso che sia stato solo un chiarimento. Non so cosa sia stato detto a Marc, ma per me era solo un contatto di gara: lui ha aspettato ad aprire il gas perché non voleva che incrociassi, quindi è stata una cosa normale".

Francesco Bagnaia, Ducati Team, Marc Marquez, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team, Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Di Giannantonio invece ha sottolineato che quando non riesce ad essere forte in staccata, Bagnaia è un po' senza armi. Il diretto interessato però ha spiegato che nel finale, in realtà, il problema è stato un altro quando gli ha offerto il fianco nel cambio di direzione della Casanova-Savelli: "Ero abbastanza in difficoltà, ma il problema principale è che avevo un buco enorme nella gomma dietro, che quindi vibrava veramente tanto. Dove mi ha superato lui non potevo portare dentro velocità e quindi è riuscito a buttarsi dentro".

Con 110 punti da recuperare su Marc e 70 anche su Alex, per lui ogni sogno di gloria ormai sembra essere sfumato: "Non è il momento di guardare a quello, ora devo trovare la mia velocità. Non posso pensare di vincere un titolo facendo delle gare così, nelle quali rimango dietro e non posso fare niente. Devo solo sperare che qualcuno faccia un errore per superare. Spero di riuscire a trovare una quadra, ma nella situazione attuale, se non cambia qualcosa, è difficile".

Uscire da questa situazione non è semplice, ma Pecco non è il tipo da mettersi a sbattere i pugni sul tavolo con la sua squadra: "Non so a cosa porterebbe, perché alla fine stanno lavorando tutti. Miglioriamo, poco, ma non stiamo arrivando da nessuna parte".

L'unica cosa positiva, in tutto questo, è che una stagione di questo tipo può essere un grande insegnamento per il futuro: "Io credo che, essendo uno che non molla mai e ci mette tutto se stesso, tutto questo possa solo aiutarmi a comprendere meglio tante situazioni e tante persone e a capire cosa poter fare in futuro".

Un futuro immediato che però non si prospetta molto semplice, anche se all'orizzonte c'è una delle sue gare preferite, dove si è imposto per tre anni di fila, esattamente com'era però al Mugello: "Assen è una pista dove il feeling con il davanti e la stabilità sono fondamentali, quindi se mi dovessi trovare come qua, farei molta fatica".

Ma il problema potrebbe essere anche a lungo termine, visto che per il prossimo anno i motori sono congelati: "Se dobbiamo rimanere esattamente con la stessa moto sì, perché sono passate nove gare e il mio problema è sempre quello, quindi il DNA della moto fai fatica a cambiarlo. Spero di trovare la quadra, perché altrimenti potremmo essere nei guai per due anni".

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