MotoGP | Bagnaia: "Cadere girando un secondo più piano dei migliori è umiliante e non vedo via d'uscita"
Il weekend di Aragon si è concluso con un altro doppio zero per il pilota della Ducati, che nella gara lunga è caduto nel corso del sesto giro. Subito dopo, quindi, si è lasciato andare ad uno sfogo su quello che ha definito "uno dei momenti più bassi" della sua carriera sportiva.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Qian Jun / MB Media / Getty Images
Un'altra domenica nera, durata appena una manciata di giri prima di una scivolata. La stagione 2026 della MotoGP sta prendendo davvero una brutta china per Pecco Bagnaia, che ricorda sempre di più quella della disastrosa seconda parte della stagione 2025. Oggi le cose stavano andando un filino meglio, perché il pilota della Ducati era in settima posizione nelle prime fasi del GP di Aragon, ma nel corso del sesto giro è finito ruote all'aria al "Cavatappino".
Questo vuol dire che dopo la pausa estiva il piemontese non è riuscito a raccogliere un singolo punto, a conferma che il feeling con la sua Desmosedici GP è veramente ai minimi storici in questo momento, ed ora in classifica si ritrova ottavo, staccato di ben 113 punti dal leader Jorge Martin. Una situazione che dopo la gara lo ha portato a lasciarsi andare ad uno sfogo abbastanza importante quando ha incontrato i giornalisti, tra cui quelli di Motorsport.com, che vi riproponiamo integralmente.
Cosa è successo? Come stai?
"Sto bene, ho perso il posteriore in ingresso senza gas e quando è tornata ho perso il davanti".
E' stato in percorrenza quasi come a Silverstone?
"No lì è stata diversa. Quella di oggi so come mai sono caduto, mi è partita dietro e si è chiusa davanti. Per Silverstone ancora non c'è una spiegazione alla caduta".
Ma sai come mai ti è partita dietro oggi?
"Oggi sono entrato alla stessa velocità, ho anticipato un po' il cambio di direzione e nel momento in cui è arrivato il carico, è partita e si è chiusa davanti. Meglio così, perché se ti lanci lì sei a bassa velocità ed eviti di farti male".
Eri comunque settimo, eri in una posizione in cui ti sentivi comodo? Quelle idee di cui stavi parlando ieri stavano in qualche modo funzionando?
"E' difficile saperlo, perché erano passati sei giri mi sa. Al quinto avevo già messo la mappa B di potenza, perché la gomma dietro aveva già iniziato a scivolare veramente tanto e quindi non so quanto sarei riuscito a mantenere quel ritmo lì. Però è così, lo sappiamo, abbiamo pochissimo grip anche rispetto agli altri e dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo. Sicuramente sono due gare che finisco per terra abbastanza in fretta e sono due gare che mi girano estremamente tanto perché meritiamo di più".
Ti hanno inquadrato per un attimo nel box e si vedeva questa cosa che ci stai raccontando...
"Io sono lì che do tutto quello che posso, sempre, in ogni situazione, in ogni turno e arrivo al box cercando di essere il più chiaro possibile, perché comunque stiamo cercando tutti una soluzione che non arriva. Quindi quando poi fai un weekend come questo, un weekend come Silverstone, finisci anche per terra spingendo, ma il tuo spingere vuol dire girare un secondo più piano dei più veloci, ti mortifica e soprattutto è umiliante in questo momento. Ed è forse appunto uno dei momenti più bassi della mia carriera sportiva, perché non vedo via di uscita al momento e la situazione è uguale alla prima gara. Anzi, nelle ultime due gare è quasi peggiorata, quindi è tosta".
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Oggi sei diventato il pilota con più partenze in Ducati, quindi immagino che faccia girare le scatole aver tagliato un traguardo del genere in un momento così...
" Diciamo che ho sempre dato tutto quello che potevo a Ducati, in tutte le situazioni. E' difficile adesso accettare che la situazione possa essere questa nonostante l'impegno che ci metto. E soprattutto, nonostante io guardi i dati anche vecchi e le cose che adesso vedo fare agli altri a me non vengono più. Quindi sono in una situazione dove con la moto di oggi non posso guidare in una maniera naturale e quando provo a fare qualcosa di più cado".
Ma quando guidi la Panigale in allenamento, ti senti bene?
"Con la Panigale volo, sono fortissimo. Ogni volta che guido un'altra moto tiro un sospiro di sollievo, perché comunque vuol dire che so ancora guidare la moto".
Deve essere anche difficile riuscire a non mettersi in dubbio, perché tu poi sei anche autocritico e non accampi scuse...
"Ma questa è una cosa in cui stavo cadendo lo scorso anno e poi fortunatamente sono arrivati il test a Misano e la gara in Giappone. E lì ho tolto ogni singolo dubbio e ho visto che basta solo che io mi possa trovare bene e sono comunque della partita per lottare con i primi tre".
Ma ci può essere quest'anno una gara com'è stata quella della Giappone?
"Non lo so, ma spero di sì".
La prossima è Misano...
"E' una gara importantissima per me, credo che verrà tantissimo pubblico, quindi spero che si riesca a migliorare un po'. Perché nella sua situazione di oggi, a Misano potrebbe essere veramente difficile, quindi spero di riuscire a trovare una soluzione e spero che la squadra mi aiuti in questo per arrivare a lottare almeno per una top 5 che dovrebbe essere all'ordine del giorno".
La squadra sta sgobbando molto per cercare di trovare una soluzione?
"Io credo che l'impegno che ci stiamo mettendo tutti quanti sia tanto, solo che appunto non siamo ancora arrivati da nessuna parte".
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