MotoGP | Bagnaia: "Volevo vincere, ma accetto il podio con Fabio out"
Il calo della gomma anteriore ha impedito al pilota della Ducati di giocarsi tutte le sue carte per la vittoria in Australia, ma sapendo del ritiro di Quartararo ha anche deciso di essere prudente nel finale, perché i punti del terzo posto erano troppo preziosi: ora è a +14 nel Mondiale e in Malesia si giocherà già un primo match point.
Era il 19 giugno di quest'anno e sembrava tutto perduto. Al Sachsenring, Pecco Bagnaia era finito ruote all'aria mentre Fabio Quartararo andava a centrare la sua terza vittoria stagionale, portandosi a +91 dal pilota della Ducati. A distanza di meno di quattro mesi e di otto gare il mondo si è ribaltato e non solo perché questo fine settimana si correva in Australia.
Grazie al terzo posto di Phillip Island ed alla contemporanea caduta del rivale della Yamaha, il pilota piemontese si è portato in testa al Mondiale per la prima volta in questa stagione, con un margine di 14 punti. In questo modo ha completato una rimonta davvero storica, perché si parla di ben 105 lunghezze recuperate, e che vale addirittura un match point tra una settimana in Malesia.
"Sono contento per la classifica, non troppo per la gara, perché una vittoria è sempre una vittoria. Sono molto felice, perché in questo momento essere primo in campionato è molto importante, ma non voglio gongolarmi ancora", ha detto a caldo Bagnaia ai microfoni di Sky Sport MotoGP HD, dopo essersi visto sfuggire il successo all'ultimo giro per mano di Alex Rins e soffiare il secondo posto da Marc Marquez.
E' stato il calo della gomma anteriore ad impedirgli di portarsi a casa quella che sarebbe stata la settima vittoria stagionale, ma anche la testa: il muretto della Ducati gli aveva infatti dato l'indicazione del ritiro di Quartararo, quindi Pecco sapeva di non potersi permettere alcun errore oggi.
"Abbiamo deciso di correre con la gomma media all'anteriore, perché non avevo un buon feeling con la dura e non riuscivo a scaldarla. Negli ultimi sei giri però era veramente distrutta, non riuscivo più a far girare la moto e perdevo molto in percorrenza. Sapevo che gli altri due mi avrebbero attaccato, quindi ho cercato di stare il più avanti possibile".
"La mia gara comunque è cambiata tantissimo quando ho letto sulla tabella che Fabio era out. In quel momento lì ho accettato anche un podio come risultato. Fino a quel momento l'obiettivo era vincere e volevo arrivare a quello, ma non volevo prendere rischi perché ho già fatto troppi errori quest'anno ed era importante prendere punti".
Alex Rins, Team Suzuki MotoGP, Marc Marquez, Repsol Honda team, Francesco Bagnaia, Ducati team podio
Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images
Riguardo alla possibilità di andare a chiudere i giochi a Sepang, è stato molto prudente: "Voglio rimanere calmo e pensare a lavorare anche nella prossima gara come abbiamo fatto in questa. Voglio correre senza pensare al campionato, solo farlo in maniera intelligente. L'obiettivo principale è fare delle belle gare, poi vedremo cosa succederà".
Tra le altre cose, il weekend australiano non era iniziato per niente bene per lui, che nei primi turni di prove libere aveva fatto molta fatica ad essere competitivo e costante. Ancora una volta, però, il lavoro fatto con la sua squadra gli ha permesso di trovare la strada giusta e punti pesantissimi nella corsa al titolo.
"Siamo riusciti finalmente a dare carico alla gomma davanti. Adesso lo posso dire, visto che è finito il weekend. Con il mio stile di guida o con il mio setting, il vento mi portava sempre molto largo e non riuscivo a chiudere le linee. Finalmente nella FP4 abbiamo trovato una modifica piccola che però ha dato tanto, perché avere la gomma davanti attaccata a terra qui fa tanta differenza in punti come la curva 3 e la curva 8".
"Fino a quel momento ero veloce, ma non abbastanza da fare top 5. Con questa modifica siamo riusciti ad essere più veloci, ma siamo anche andati a mangiare di più la gomma davanti, quindi è stato un bilanciamento positivo, che però mi ha un po' precluso la possibilità di attaccare negli ultimi giri. In ogni caso, va bene così".
Dopo tanto tempo si è rivista una gara di gruppo, ma questo è stato dovuto al fatto che la gestione gomme ha fatto da padrona, imponendo a tutti quanti di aspettare il momento giusto per attaccare per evitare di ritrovarsi in piena crisi nel finale.
"Ci sono stati dei momenti in cui mi sono detto che avrei provato a spingere, ma poi sapevo che l'avrei pagato. Per esempio, Martin aveva il passo, ma nei primi giri ha spinto molto ed ha perso un po' di grip. La stessa cosa è successa a me, perché ho distrutto la gomma anteriore sul lato sinistro nonostante avessi provato a prendermene cura".
"E' stata una gara di totale gestione ed era tanto tempo che non succedeva. Oggi il gruppo era molto folto per questo motivo. Non mi aspettavo un ritmo così lento, pensavo di poter andare più forte, ma non avrei finito la gara se lo avessi fatto".
Infine, ha rivelato quali sono state le difficoltà che gli erano costate qualche posizione al via: "Ho avuto qualche difficoltà ad ingaggiare l'abbassatore anteriore, ma ero molto concentrato, quindi non ci ho pensato troppo ed ho cercato di recuperare subito, infatti ero già terzo alla fine del primo giro".
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