MotoGP | Assen apre sempre di più il Mondiale: Ogura ora deve crederci, ma il vincitore occulto è Marquez
La prima vittoria in MotoGP ottenuta ad Assen ha inserito anche il giapponese in una corsa al titolo che ora vede Martin in vetta, favorito dall'ennesimo errore di Bezzecchi. Il sempre concreto Di Giannantonio è lì, terzo a -16, ma alla fine a sorridere è sempre Marc Marquez, che mantiene invariato il gap in un weekend per lui difficilissimo.
Ai Ogura, Trackhouse Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Jorge Martin può rischiare di provare sulla sua pelle, ma a parti invertite, ciò che è capitato a Pecco Bagnaia due anni fa? Nel 2024, quando si è laureato campione del mondo della MotoGP, lui vestiva i colori di una struttura satellite, il Prima Pramac Racing, e il piemontese invece era la punta di diamante della Ducati.
Oggi è il madrileno ad essere pilota ufficiale dell'Aprilia, ma la vittoria ottenuta oggi ad Assen sembra aver iscritto nel novero dei candidati al titolo iridato anche Ai Ogura, che come lui guida una RS-GP, ma con i colori del Trackhouse Racing. Un cambio di prospettiva interessante, che arriva proprio nel giorno in cui "Martinator" ha preso la vetta della classifica. Curiosamente, per la prima volta proprio dopo il Gran Premio della Solidarietà di Barcellona che lo aveva incoronato 588 giorni fa.
Dopo lo strike al via di Balaton Park ed il weekend difficile vissuto a Brno, il pilota spagnolo ha ritrovato la competitività nel Gran Premio d'Olanda. Ha firmato la sua prima pole position per i colori della Casa di Noale, poi ha chiuso quinto nella Sprint e terzo nella gara lunga, dopo aver comandato per i primi 17 giri.
Risultati che, complice l'ennesimo zero del vicino di box Marco Bezzecchi, gli hanno permesso di andare a prendersi la vetta della classifica con 7 lunghezze di vantaggio. "Tornare ad essere leader dopo l'inferno che ho passato significa molto. Ma ora arriva la cosa più difficile, che è confermarsi", ha tagliato corto, tuttavia, Jorge, che sa benissimo che la stagione è ancora molto lunga.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Il "problema", ed è giusto metterlo tra virgolette, è che a fare da padrone in questo fine settimana sono state le due moto con i colori del Trackhouse Racing, che hanno piazzato due doppiette, con Raul Fernandez ed il già citato Ogura che si sono spartiti i successi. Quello odierno del giapponese poi è stato storico, perché era addirittura dal Gran Premio del Giappone del 2004, vinto da Makoto Tamada, che un suo connazionale non saliva sul gradino più alto del podio in MotoGP.
Ma soprattutto il campione del mondo 2024 della Moto2 sembra essere diventato a tutti gli effetti un top rider e nelle ultime tre gare lunghe la sua è sempre stata la migliore delle Aprilia: quarto a Balaton Park, secondo a Brno e vincitore ad Assen. Tra le altre cose, il grande passo avanti che è riuscito a fare in quest'ultimo "back to back" è stato in qualifica, che fino ad una ventina di giorni fa era quasi sempre stata il suo tallone d'Achille.
Il giapponese aveva delle grosse difficoltà quando era il momento di fare il time attack, cosa che lo relegava sempre in terza fila o oltre, rendendo quasi vana la sua capacità di venire fuori alla distanza, che lo rende spesso il più veloce in pista nella parte conclusiva della gara. A Brno però è arrivata la prima pole nella classe regina e anche ad Assen si è qualificato secondo. E la musica è cambiata subito, perché Ai ha collezionato tre secondi posti tra Sprint e gare lunghe prima di centrare il bersaglio grande oggi.
Numeri che, sommati agli appena 25 punti di ritardo che accusa nella classifica iridata, lo inseriscono senza se e senza ma nella lista dei candidati alla corona di campione del mondo. E non lo ha potuto negare neanche uno solitamente molto misurato con le parole come il 25enne nipponico. "Con 25 punti di distacco, sono uno dei contendenti. Di certo mi piace essere considerato un contendente Penso che ci siano sette piloti che possono vincere il titolo, i numeri dicono questo oggi", ha detto Ai, che rischia anche di diventare un grande rimpianto per il marchio veneto, visto che per il 2027 è promesso sposo della Yamaha.
Raul Fernandez, Trackhouse Racing, Ai Ogura, Trackhouse Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
In casa Aprilia però non è tutto rose e fiori. Il super rendimento di Ogura nelle ultime tre gare è diamentralmente opposto a quello dell'ormai ex leader Bezzecchi. Quello rimediato oggi in Olanda, per di più con un bruttissimo incidente ad alta velocità alla curva 15, è stato infatti il suo terzo zero domenicale consecutivo.
In precedenza c'erano stati quello di Balaton Park, nel quale era stato vittima completamente incolpevole dell'incidente innescato da Martin, ma anche quello grave di Brno, quando non aveva potuto prendere parte alla gara lunga, essendo stato sospeso per aver schiaffeggiato un commissario in seguito ad una caduta avvenuta nella Sprint. Proprio per questo aveva bisogno di riscattarsi alla "Cattedrale" e la tripletta delle altre RS-GP dimostra che il potenziale per farlo c'era, quindi ripartire dall'Olanda con i soli 6 punti di ieri è molto deludente.
Se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, la buona notizia è che almeno è uscito dolorante alla cervicale, ma illeso, dalla carambola odierna. La TAC e le radiografie a cui è stato sottoposto all'Ospedale Universitario di Groningen hanno dato tutte esito negativo. Tra due settimane, in Germania, avrà quindi l'occasione di andare a caccia di quel weekend pulito di cui ha bisogno per uscire da quel buco nero in cui si è infilato dopo che neanche un mese fa, al Mugello, sembrava il favorito incontrastato per il Mondiale.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Le disavventure di "Simply the Bez" hanno avvicinato alla vetta anche il sempre concretissimo Fabio Di Giannantonio, che è stato il migliore dei ducatisti in entrambe le gare su una pista che le Desmosedici GP sembrano aver sofferto particolarmente. Con un terzo ed un quarto posto, il romano della Pertamina Enduro VR46 ha ridotto a sole 16 lunghezze il gap. La sua politica di stare lontano dai guai e di cercare di fare sempre punti, dunque, sta pagando in un contesto in cui invece gli altri tendono tutti a sbagliare abbastanza.
C'è poi un vincitore occulto in questo fine settimana e non è difficile immaginare di chi stiamo parlando. Dopo le due vittorie consecutive in Ungheria e Repubblica Ceca, Marc Marquez lo aveva detto in tutte le lingue che avrebbe sofferto in Olanda, su una pista troppo "fisica" per chi come lui è tornato in sella da neanche un mese dopo l'ennesima operazione alla spalla destra, e così è stato.
Il problema per la concorrenza è che due gare in cui non è mai stato protagonista, chiudendo con un sesto ed un settimo posto, lo hanno lasciato a 40 punti dalla leadership iridata. Gli stessi che aveva quando è atterrato ad Assen. E se si pensa allo strapotere che hanno avuto le Aprilia è un dato sorprendente, che ora gli offre una grande occasione, perché tra due settimane si va al Sachsenring, su una pista sulla quale ha vinto 9 volte nella classe regina, 12 in assoluto. E con il suo layout lento e sinistrorso, il saliscendi tedesco ha le caratteristiche giuste per rivedere lo stesso Marc di Balaton Park e Brno...
Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team, Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
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