MotoGP | Aprilia studia nuovi flussi aerodinamici sulla RS-GP camouflage
Bezzecchi, dopo il successo nel GP di domenica, ha impressionato nella giornata di test a Valencia con la RS-GP dotata di una livrea camouflage pensata per confondere le molteplici novità che sono state sperimentate dalla squadra di Noale. Scopriamo le soluzioni più vistose che hanno attirato molta attenzione.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
L’Aprilia continua a stupire. Dopo la doppietta di domenica con Marco Bezzecchi e Raul Fernandez nell’ultimo GP della stagione, la Casa di Noale ha deciso di lasciare tutti a bocca asciutta con la nuova aerodinamica della RS-GP in sperimentazione per la versione 2026. I tecnici diretti da Fabiano Sterlacchini si sono divertiti: hanno deliberato una livrea camouflage bianca e nera studiata per confondere le linee e rendere meno visibili le molte novità apparse sulla moto inizialmente affidata a Bezzecchi.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
La nuova Aprilia sviluppa ogni aspetto della RS-GP: l’aspetto più appariscente è sicuramente l’ala anteriore che associa il profilo principale svergolato al secondo elemento che si trasforma nel biplano tradizionalmente visto su Ducati, Honda e KTM. Le due orecchie esterne sembrano un allineamento alla concorrenza, ma non bisogna lasciarsi portare fuori strada perché molta cura è stata dedicata nella parte centrale dell’ala che mostra un interessante soffiaggio utile ad aumentare la portata del flusso all’airbox di nuovo disegno.
La presa non è più quadrotta, perché è diventata pentagonale con la base superiore più lunga, ma a colpire sono i due nuovi piloncini svergolati che supportano l’ala al cupolino. Il dubbio è che la funzione di sostegno sia molto secondaria, mentre sarebbe prevalente l’effetto aerodinamico utile a creare una sovrappressione alla presa del motore.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Completamente rivista è la carena: nella parte superiore si osserva l’affinamento dell’asola sempre più integrata al profilo che verticale che si estende al bordo del gradino. L’intenzione è quella di estrarre in modo più efficiente il calore dalla meccanica.
Per quel che riguarda il diffusore ai lati del radiatore sembra vedersi un’apertura sostanzialmente più lunga, ma anche più stretta nel tentativo di ridurre la resistenza all’avanzamento, mentre garantisce lo stesso carico quando la moto è in massima piega.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Gli aerodinamici Aprilia nella parte centrale della carena stanno simulando un altro effetto Venturi quando la RS-GP è stesa: il piccolo estrattore è delimitato da due profili crescenti e divaricati, mentre in mezzo c’è una superficie adeguatamente sagomata utile alla causa di cercare carico. È incredibile come sia stato specificatamente studiato ogni singolo passaggio d’aria, cercando di separare i flussi destinati all’estrazione del calore da quelli destinati alla downforce, con un tentativo di ridurre le perdite.
Un fatto è certo: Bezzecchi fin dai primi giri nella giornata di test valenciani ha dato la chiara sensazione di riuscire a ridurre le reazioni brusche dell’Aprilia, con una maggiore guidabilità al limite.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Steve Wobser / Getty Images
Importanti esperimenti sono stati fatti anche nel codone: sono scomparse le alette verticali abituali nelle ultime gare e sono apparse due soluzioni interessanti: nel bordo d’uscita, infatti, è comparso un vero e proprio alettoncino con due profili sovrapposti di corda molto diversi e chiusi da due paratie laterali.
Non è sfuggita anche una seconda soluzione che ha visto scomparire la tail wing: il vistoso “castello di coda” ha lasciato il posto ad un profilo arcuato che è stato montato davanti alla micro camera posteriore. È possibile che il primo concetto sia buono sulle piste guidate dove serve la spinta verticale, mentre la seconda potrebbe ripulire il flusso dietro alla schiena del pilota e potrebbe migliorare l’efficienza.
Come dire che in stagione si potrebbero anche evolvere concetti aero diversi in funzione delle caratteristiche dei tracciati. E saremmo arrivati ad un’ulteriore evoluzione della ricerca in galleria del vento...
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