MotoGP | Aprilia RS-GP26: l'aerodinamica cerca il carico e la facilità di guida
La nuova moto di Noale, presentata giovedì a Milano, riuscirà a sfidare Marc Marquez con la Ducati? Non sono cambiati freni e sospensioni, mentre le novità riguardano poco il motore (scarico e alimentazione e molto di più l'elettronica e le soluzioni aerodinamiche. Cerchiamo di scoprire qual è stata l'evoluzione dalla moto dei test a Valencia.
Aprilia RS-GP26, dettaglio tecnico
Foto di: Franco Nugnes
Nessuno ne ha parlato in termini così chiari, ma la sfida 2026 dell’Aprilia Racing è quella di sfidare con la RS-GP26 Super Marquez, più che la Ducati, come se all’ultimo anno del regolamento “mille”, la Casa di Noale abbia una potenza di fuoco dal punto di vista tecnico per contrastare il dominio che caratterizza le Desmosedici in questi ultimi anni.
Aprilia GP-RS26: quanto è pulita la vista frontale?
Foto di: Aprilia Racing
L’Aprilia Racing riparte da dove ha finito: l’eccellente finale di stagione 2025 con Marco Bezzecchi capace di vincere delle gare e di portare la Casa veneta al secondo posto nel mondiale Costruttori e il Bezz al terzo in quello piloti. Il contesto da cui ripartire è ben definito, anche se bisogna ricordare che all’epilogo del campionato è mancato proprio Marc Marquez: il ruggito del... Leone basterà per battere al rientro il fuoriclasse spagnolo?
Fabio Sterlacchini, direttore tecnico di Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Fabiano Sterlacchini, direttore tecnico di Aprilia, ci vuole provare, come tutto lo staff di Massimo Rivola. La RS-GP26 non rappresenta un taglio netto con il recente passato, ma è l’espressione di un’evoluzione piuttosto spinta in ogni direzione. La MotoGP presentata negli studi Sky di Rogoredo, infatti, è già una base concreta di quella che effettivamente sarà la moto 2026.
La ragione è semplice: in quest’annata incombe il drastico cambiamento dei regolamenti per cui bisognerà essere subito pronti con le novità, per poi dedicare il nucleo tecnico alla nascita della “otto e mezzo”. Già nei test in Malesia scopriremo le importanti novità sul fronte aerodinamico, mentre l’anno scorso con la moto completamente nuova l’evoluzione era stata più graduale.
Aprilia RS-GP26, dettaglio tecnico
Foto di: Franco Nugnes
Sul motore 4 cilindri non ci saranno grandi sorprese: “Lo sviluppo del motore può valere 1, - spiega Sterlacchini - essendo la base del propulsore congelata. Possiamo attribuire un valore 3 al veicolo, mentre l’elettronica può arrivare a 6 e l’aerodinamica addirittura a 8 perché c’è ancora tanto da scoprire”.
In poche parole, l’ingegnere marchigiano ci ha dato una chiave di lettura di quale sarà l’impegno dei suoi collaboratori.
Aprilia RS-GP26, dettaglio tecnico della carenatura della sospensione anteriore e dei freni
Foto di: Franco Nugnes
Avendo il carry over di freni e sospensioni, l’attenzione sarà rivolta ad altri elementi tecnici.
Interessante notare lo sviluppo del telaio: nel 2025 una nuova versione era stata affidata in via sperimentale a Raul Fernandez e solo nel finale di campionato è stata data anche a Bezzecchi che ha beneficiato di un vero salto di qualità che ha contribuito alla sequenza entusiasmante di risultati negli ultimi GP.
Aprilia RS-GP26: un deviatore di flusso dove è apparso il Leone
Foto di: Franco Nugnes
La RS-GP26 beneficia di quell’esperienza che ha aperto un fronte sullo sviluppo per rendere la moto sempre più “facile” da guidare. Fra gli aspetti non visibili dell’evoluzione c’è l’elettronica: è vero che c’è una centralina unica uguale per tutti, ma la possibilità di intervenire sul traction control (e non solo) apre a un fine tuning che può rendere i controlli un po’ meno invasivi a vantaggio della ricerca delle prestazioni.
Inutile nasconderlo, il grosso dell’impegno è rivolto alla ricerca aerodinamica che sfocia nei test in galleria del vento di Toyota Motorsport a Colonia. Fabiano Sterlacchini e Marco De Luca hanno compreso quanto importante sia gestire l’andamento dei flussi su una MotoGP e l’Aprilia Racing è ormai diventata la squadra di riferimento nell’introdurre nuove idee che nascono dal wind tunnel.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Aprilia Racing
L’orientamento 2026 tocca due aspetti: primo, sviluppare concetti che consentono di aumentare la downforce quando la RS-GP26 è in piega, evitando che le soluzioni deliberate possano creare drag, quindi resistenza aerodinamica, quando la moto è dritta alla ricerca della massima velocità in rettilineo; secondo, mettere a disposizione di Jorge Martin e Marco Bezzecchi un mezzo che nella conduzione al limite sia più facile, per non avere picchi di prestazione, ma l’obiettivo è alzare la fiducia del pilota in sella.
Fra questi aspetti c’è anche l’intenzione di controllare il forte calore che investe il rider quando è impegnato in pista: gli sfoghi d’aria che sprigionano le alte temperature causate dal motore e dai radiatori sono pensati per investire di meno chi guida e offrirgli una maggiore opportunità di mantenere alta la concentrazione in particolare nel momento finale della corsa.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing, nei test di Valencia a fine 2025
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Rispetto alla moto camouflage che bene aveva impressionato nei test di Valencia subito dopo l’ultima gara, si sono osservati a Milano alcuni particolari che sono stati cambiati: è scomparso l’S-duct, la soluzione di derivazione F1, che pescava l’aria sotto al cupolino e con un condotto per parte la espelleva attraverso un'apertura superiore che serviva a pulire i flussi d'aria turbolenti, migliorando l'efficienza aerodinamica e aumentando il carico sull'anteriore.
Aprilia RS-GP26, dettaglio dell'ala anteriore e dell'airbox a trapezio
Foto di: Franco Nugnes
Con la nuova ala anteriore molto arcuata che non ha più i soffiaggi nel profilo principale, ma propone un secondo elemento che si allaccia al cupolino (riprendendo efficaci idee di altri), cambia drasticamente l’andamento dei flussi a monte.
L’asola e il “gradino” della carena (dove è apparso il muso del Leone) sono stati rivisti proprio in funzione di questo aspetto, così come sono stati ridisegnate le aperture che estraggono il calore dai radiatori: il tentativo, grazie all’adozione di generatori di vortice, è non convogliare troppo caldo alla gamba del pilota, “saltando”, almeno parzialmente, l’arto.
Aprilia RS-GP26: asola e gradino della carena sono stati ridisegnati
Foto di: Franco Nugnes
Rispetto ai test spagnoli sembra meno ingombrante il diffusore nel bordo d’entrata della carena, mentre è stato ripensato l’effetto Venturi che viene generato fra i due profili triangolari che si aprono verso il posteriore.
Aprilia RS-GP26, dettaglio del "Venturi" creato nella carena
Foto di: Franco Nugnes
Quello superiore all’esterno serve a generare carico in massima piega, mentre all’interno, grazie al suo disegno, consente di evacuare del calore. Un pezzo, quindi, che può assolvere due funzioni.
Proprio come il deviatore di flusso inferiore che lavora in sinergia con un altro piccolo flap che permette al cucchiaio di essere più efficiente nella delicata fase della staccata.
Aprilia RS-GP26, dettaglio tecnico
Foto di: Franco Nugnes
Incuriosiscono anche i quattro tiranti che legano la sella alla piastra della pedana: si tratta di una novità bisognerà capire quale sarà la loro funzione, forse aerodinamica per ripulire le perdite generate dalla ruota posteriore in movimento o aumentare la rigidezza dell'insieme?
Aprilia RS-GP26, dettaglio delle leg wings
Foto di: Franco Nugnes
L’Aprilia ha mostrato orgogliosamente le leg wings che qualcuno aveva cercato di vietare con presunte osservazioni sulla sicurezza, mentre è stato confermato l’alettoncino posteriore biplano con i due elementi orizzontali differentemente arcuati e le paratie laterali che si attaccano verso la base del codone, offrendo, con il relativo supporto dell’endplate un altro soffiaggio.
Aprilia RS-GP26: ecco l'ala posteriore biplana
Foto di: Franco Nugnes
E ora aspettiamo Sepang per vedere quali altre sorprese ci prepareranno a Noale...
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