MotoGP | Aprilia fa 4 su 5 nella Sprint di Assen, ma vale solo 2 punti su Marquez
Le RS-GP si sono mostrate molto veloci sul tracciato olandese, ma a fare doppietta sono state quelle di Trackhouse con Fernandez ed Ogura, mentre Bezzecchi e Martin hanno chiuso quarto e quinto, non riuscendo ad approfittare di un Marquez in evidente difficoltà. Domani è fondamentale fare di più, anche perchè all'orizzonte c'è il Sachsenring...
Raul Fernandez, Trackhouse Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Quattro moto nelle prime cinque posizioni della Sprint di Assen sono la risposta migliore che l'Aprilia potesse dare alle batoste prese tra Balaton Park e Brno, dove a tornare a fare la parte del leone erano stati Marc Marquez e la Ducati, favoriti anche da errori evitabili e censurabili degli uomini di Noale.
Ma non è tutto oro quel che luccica, perché una giornata così positiva ha finito per lasciare praticamente invariata la situazione in classifica. E, in un certo senso, questo vuol dire aver sprecato una grande occasione, perché è innegabile che oggi il potenziale delle RS-GP fosse decisamente superiore rispetto a quello delle moto della concorrenza.
A brindare sui primi due gradini del podio sono state infatti quelle con i colori Trackhouse affidate a Raul Fernandez ed Ai Ogura, con le due moto ufficiali di Marco Bezzecchi e Jorge Martin che sono rimaste giù dal podio, dovendosi accontentare nell'ordine della quarta e della quinta posizione.
Un risultato preziosissimo per Raul, che è ancora in attesa della conferma del suo ingaggio per la prossima stagione, ma intanto ha piazzato il secondo successo in una Sprint nelle ultime quattro gare. Numeri che comunque lo portano molto vicino alla permanenza nella squadra di Justin Marks anche nel 2027, come lui stesso ha ammesso subito dopo il suo successo: "Nelle ultime settimane stiamo portando avanti buone conversazioni per restare nel Trackhouse Racing".
Raul Fernandez, Trackhouse Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Alle sue spalle c'è forse quello che può essere il grande rammarico per il marchio veneto, che ha scommesso su Ogura per farlo esordire in MotoGP da campione del mondo della Moto2 e lo perderà proprio ora che inizia ad essere protagonista. Quello di oggi ad Assen è stato infatti il suo terzo podio consecutivo, sempre sul secondo gradino, proprio come nelle due gare di Brno, dove aveva colto anche la sua pole position. Sapere che a fine anno saluterà per approdare in Yamaha, dunque, non deve essere troppo facile da digerire.
Se i due piloti di Trackhouse meritano solo elogi, forse oggi andrebbero messi dietro alla lavagna quelli che occupano il box ufficiale, perché le premesse erano ben altre rispetto al risultato che è venuto fuori alla fine. Bezzecchi era stato il più veloce in tutte le sessioni di libere e poi in qualifica è stata solo una bandiera gialla a negargli la pole position.
Ancora una volta però non è riuscito a superare a pieni voti l'esame della Sprint, che per lui sta diventando quasi un muro di gomma per lui. "I primi giri non sono riuscito ad essere incisivo, non riesco ancora ad essere incisivo come mi piacerebbe, poi pian piano miglioro durante la Sprint e viene fuori un ritmo decente", ha spiegato il riminese sulle sue difficoltà a prendere il ritmo nella gara del sabato, che appunto è troppo breve per permettere di rimediare una volta che trova il passo.
Dopo essere tornato in pole position dopo quasi due anni, Martin invece ha comandato la corsa per i primi tre giri, dando anche la sensazione di potersela giocare, prima di iniziare però a perdere ritmo fino a chiudere quinto, regalando anche un duello abbastanza spettacolare con il vicino di box, dal quale è uscito sconfitto, quando era in palio la quarta posizione. Rispetto al riminese, "Martinator" però sembra avere le idee più chiare sul perché abbia faticato a trovare il grip al posteriore: "Credo che più che di messa a punto oggi sia stata una questione di pneumatici".
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Resta il fatto che il risultato dei due "cavalieri neri" continua ad avere il sapore di un'occasione sprecata, non tanto per il punto recuperato con il terzo posto dal buon Fabio Di Giannantonio, ora tornato a -22 da Bezzecchi, quanto per gli appena 2 punti che il leader iridato ha potuto riguadagnare su un Marc Marquez parso in evidente difficoltà su una pista veloce e fisica come la "Cattedrale", ma ancora una volta aiutato anche dagli dei del motociclismo, che gli hanno regalato una posizione per un track limit violato da Pecco Bagnaia all'ultimo giro, facendolo salire sesto.
Un 4 su 5, per di più con un Marquez così, avrebbe dovuto essere sfruttato maggiormente. Ma il bello delle Sprint è che lasciano sempre l'occasione per rifarsi alla domenica ed è un qualcosa che soprattutto a Bezzecchi è riuscito spesso in questa stagione. Anche perché, tendenzialmente, la RS-GP gli piace di più quando calza la gomma media, verso la quale si andrà certamente domani, perché diventa più stabile e quindi prevedibile nei suoi comportamenti. Non a caso, il suo ruolino di marcia parla di quattro vittorie alla domenica contro appena due podi al sabato.
Ed è quello che si augura "Simply the Bez", magari ripetendo ancora il duello con "Martinator", ma questa volta per posizioni più nobili: "E' stata una bella bagarre, speriamo magari di rifarla un po' più avanti domani", ha detto commentando la battaglia odierna. Anche perché l'occasione per riallungare è adesso: all'orizzonte c'è il Sachsenring e su una pista lenta e fatta praticamente solo di curve a sinistra è quasi un'utopia pensare che là Marquez non tornerà a mettersi la corona di "Sachsenking"...
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