MotoGP | Aprilia: ecco perché la RS-GP non teme più le piste "stop and go"
La moto di Noale ha sempre dato il suo meglio sulle piste più scorrevoli, ma quest'estate c'è stata un'inversione di tendenza, con Bezzecchi che ha fatto una pole position e due terzi posti tra l'Austria, storica bestia nera Aprilia, e l'Ungheria. Il race manager Paolo Bonora ha spiegato a cosa può essere dovuta questa evoluzione.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Dopo un avvio al di sotto delle aspettative, dovuto in parte anche all'assenza forzata di Jorge Martin, l'Aprilia è venuta fuori alla grande nella parte centrale della stagione 2025 della MotoGP, con Marco Bezzecchi che è stato capace di salire sul podio in quattro delle ultime cinque gare, conquistando anche una pole position in Austria.
Ed è proprio questo aspetto a stupire particolarmente, perché non solo la Casa di Noale sembra aver risolto le problematiche legate alla stabilità del posteriore che impedivano al riminese di essere veloce con la RS-GP nel time attack, ma ha reso il suo prototipo competitivo anche su una pista "stop and go", che fino all'anno scorso erano a tutti gli effetti una bestia nera.
Dopo la pole position, infatti, è arrivato anche il gradino più basso del podio, con tanto di quasi due terzi di gara al comando. Ma non solo, perchè sulla carta anche il Balaton Park, con le sue chicane strette e le sue staccate violente, non era certamente l'habitat ideale per la moto veneta. Bezzecchi però si è ritagliato nuovamente un posto in prima fila e poi ha bissato il terzo posto del Red Bull Ring.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Qian Jun / MB Media via Getty Images
Davvero un'inversione di tendenza importante per una moto che fino a pochi mesi fa aveva sempre brillato solo su tracciati più veloci e scorrevoli come Austin, Termas de Rio Hondo, Barcellona o Silverstone. Il race manager Paolo Bonora ha spiegato ai microfoni di TNT Sports su cosa hanno lavorato nel reparto corse di Noale per ottenere questo importante step e rendere la moto più versatile.
"Sicuramente preferiamo le curve un po' più 'fluide'. La nostra moto è stata progettata per molti anni per quel particolare tipo di tracciato. Ma sembra che ora, dopo l'Austria e qui, abbiamo trovato qualcosa, in particolare con il set-up elettronico ed il freno motore per evitare il bloccaggio del posteriore", ha detto Bonora.
"Abbiamo lavorato molto su quella fase perché sappiamo che, una volta sistemata la stabilità della moto e lavorato bene su quella parte, ora la chiave è rendere la moto più forte nelle frenate brusche, in particolare nella fase iniziale. E' in quella che si guadagna molto. Non bisogna dimenticare, infatti, che se riesci a proteggerti in quella fase, è difficile per gli altri batterti o entrarti all'interno della curva", ha concluso.
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