MotoGP | Alex Marquez vince e sogna: “Un capolavoro, sentivo che era il mio giorno”
Nella sua Spagna è arrivata quella magia sognata da tempo. Alex Marquez ha centrato la sua prima vittoria in MotoGP davanti al pubblico di casa, in quella che è stata una gara all'attacco, fatta di sorpassi e un ritmo inarrivabile per i rivali, che Alex ha definito come un "capolavoro". Ora che si è sbloccato, però, non vuole smettere di sognare.
Prima vittoria in MotoGP, davanti al suo pubblico di casa, guadagnando tra l’altro la testa del mondiale: poteva esserci una domenica migliore per Alex Márquez? L’inizio di stagione 2025 ha un sapore magico per lo spagnolo del team Gresini, condito da ben quattro podi, incluso quello odierno, ma impreziosito dal fatto di essere finalmente anche sul gradino più alto.
Una vittoria che aveva solamente pregustato un anno e mezzo fa, quando, in una sprint race in Malesia, si era imposto centrando il suo primo successo nella classe regina del Motomondiale, ma una vittoria nella gara della domenica ha tutt’altro sapore, questa volta magico.
“Questo è il miglior regalo di compleanno che potessi ricevere. È fantastico: vincere la prima gara qui a Jerez è qualcosa di incredibile. Mi sono dovuto fermare per vedere la folla. Non avrei potuto chiedere di più, è stata una gara movimentata”, ha raccontato un Alex sorridente ed emozionato dopo la gara.
Alex Marquez, Gresini Racing
Foto di: Jorge Guerrero - AFP - Getty Images
Tutte le stelle si sono allineate, ma la bellezza di questa vittoria sta anche nel modo in cui è arrivata, ben oltre la semplice rimonta, perché quella di oggi è stata una gara movimentata e ricca di duelli. Dopo essere scattato dalla quarta casella, Alex si è subito messo in lotta con il fratello Marc in un primo giro davvero all’attacco, anche esagerando, perché una staccata aggressiva in curva sei avrebbe potuto cambiare il volto della corsa per entrambi i fratelli Márquez.
Alex è arrivato lungo dopo aver perso la moto in fase di frenata, fortunatamente senza colpire il fratello, riaccodandosi così dietro a Quartararo e ai due piloti della squadra ufficiale Ducati, a loro volta impegnati in una battaglia interna.
Ma è proprio da lì che è nata la meraviglia firmata da Alex, seppur favorita dalla caduta del fratello nelle prime tornate, capace di infilare prima Pecco Bagnaia e poi Fabio Quartararo, strappando la leadership al francese della Yamaha, conquistata al sabato con una pole da ricordare.
Alex Marquez, Gresini Racing
Foto di: Jorge Guerrero - AFP - Getty Images
Sorpassi significativi, perché giunti in un weekend in cui, in realtà, si sono visti tanti errori, cadute e poche manovre di attacco, specie quando il divario di passo si assottigliava, come hanno evidenziato anche le difficoltà di Bagnaia nel superare il pilota della Yamaha. Alex stesso, in realtà, ha rischiato di cadere quando era riuscito ad agganciarsi a Quartararo, ed è per questo che, nel momento in cui ha visto un’opportunità, ha affondato la manovra in curva 1 senza attendere.
“La pista era al limite con le temperature e controllare l’anteriore non era facile. È vero che sono quasi caduto e ho avuto tanti problemi davanti quando ero dietro a Fabio, per questo, quando ho visto una minima possibilità in curva 1, mi sono detto di provarci, perché magari poi non ci sarebbe stata un’altra chance per passare”, ha raccontato il pilota del team Gresini ai microfoni di Sky dopo la corsa.
“Quando sono riuscito a passare, da lì in poi è stata una gara totalmente diversa: la moto era cambiata, l’anteriore era perfetto, ho potuto fare i tempi che volevo. Guardavo il distacco su chi avevo dietro e, quando vedevo che mi recuperavano qualcosa, spingevo un giro per mantenere la distanza”.
Alex Marquez, Gresini Racing
Foto di: Javier Soriano - AFP - Getty Images
Dopo aver passato Quartararo, infatti, Márquez ha imposto il suo passo, ampliando con una certa facilità il vantaggio su chi si trovava alle sue spalle. Un ritmo figlio di un weekend definito come un “capolavoro”, nonostante avesse perso tanto tempo nelle libere del venerdì a causa di una caduta che gli aveva procurato anche qualche livido, mancando così parte della raccolta dati utile per la gara.
Non a caso, anche il fratello Marc ha passato il venerdì a sperimentare con l’assetto per trovare il setup ideale per un tracciato differente da quelli extra-europei. Tuttavia, la sprint ha fornito elementi preziosi per affinare l’assetto e Alex ha ritrovato quel ritmo visto anche in altri appuntamenti di inizio mondiale.
“Penso che abbiamo fatto un capolavoro tutto il weekend, impressionante. Abbiamo perso quasi tutte le libere del venerdì pomeriggio, ma da ieri a oggi abbiamo fatto un grande passo avanti. Ci erano mancate quelle informazioni per migliorare già sabato, ma tra sabato e domenica abbiamo compiuto un ulteriore progresso. Abbiamo cambiato la moto questa mattina e si avvertiva che era migliorata”.
Alex Marquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
“Era chiaro che con la media dietro si poteva lottare con Marc; non so se avrei vinto, ma almeno avrei potuto giocarmela. Però Marc ha commesso quell’errore e, quando ho visto che era caduto, ho pensato che fosse il mio giorno, che doveva esserlo, che non dovevo ripetere l’errore di Austin dove avevo perso un’opportunità. Giornate così sono importanti per il campionato”.
Parte di questa sua forza e del suo grande stato di forma deriva anche dal feeling con la GP24, moto che tutti i piloti Ducati hanno definito quasi perfetta e, soprattutto, estremamente bilanciata. Due aspetti che la rendono molto più facile da impostare e guidare rispetto alla GP23, la moto che lo spagnolo aveva fino all’anno scorso: già nei test di Barcellona a fine 2024 era subito scoccata la scintilla.
“Ho tanta fiducia nel team. L’anno scorso abbiamo fatto tanta fatica con la GP23, con cui non potevo fare quello che volevo, ma da lì ho imparato tanto, anche come guidare la moto in un certo modo. Con la GP24 è stato quasi amore a prima vista. Ora è importante mantenere i piedi per terra, lavorare bene e continuare a sognare. Questo è quello che voglio fare”.
Una nota di colore è il suo saluto ai tifosi lungo il tracciato nel giro finale della gara. Un saluto speciale per un pubblico che, per tutto il weekend, lo ha spronato: “È vero che non potevo immaginare una prima vittoria proprio qui a Jerez, in Spagna, davanti al pubblico: è stato impressionante. Lo meritavano in curva 9 e 10, è patrimonio dell’umanità. È un feeling diverso quando passi da lì. Si meritavano di essere salutati in quel modo. Sono super contento”.
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