MotoGP | Alex Marquez: "Non credo che la Ducati abbia raggiunto il limite massimo della sua moto"
Giovedì, a Madrid, Alex Marquez ha partecipato ad un evento promozionale con il marchio Momoven, durante il quale ha parlato di come è iniziata la sua stagione 2026 in MotoGP.
La stagione 2026 di Alex Marquez è iniziata in modo diverso rispetto alla suo straordinario 2025, anno in cui è riuscito a conquistare il titolo di vice-campione del mondo, ottenendo le sue prime vittorie nella classe regina. Per il momento, a differenza di allora, il pilota del Gresini Racing non è ancora salito sul podio, nonostante disponga dell'ultima versione della Ducati, la Desmosedici GP26, di cui gode anche il team ufficiale.
Per parlare di tutto ciò che questa stagione ha significato per lui dopo tre Gran Premi, alla vigilia del GP di Spagna a Jerez – che ha vinto la scorsa stagione – e per parlare anche del suo futuro, che lo porterà alla KTM come pilota ufficiale nel 2027, lo spagnolo ha tenuto giovedì a Madrid una conferenza stampa, organizzata dal marchio 'Momoven', azienda di noleggio moto di cui è investitore.
In primo luogo, il #73 ha iniziato spiegando cosa hanno significato per lui queste settimane di pausa: "Non è mai positivo che una gara venga annullata o rinviata, ma ci ha fatto bene, visto come era iniziato l'anno. Mi ha aiutato ad analizzare, a fare un reset e a vedere cosa ci manca. Non siamo così lontani, ma vorremmo essere più vicini. Jerez viene sempre affrontata con entusiasmo, per me è molto speciale, ma non siamo nella situazione idilliaca del 2025".
Alla domanda se la GP26 gli stia dando più filo da torcere rispetto alla GP24, o se la situazione complicata derivi dal miglioramento dell'Aprilia, ha spiegato: "Forse questa moto è cambiata un po', non è cambiata così tanto, ma quando la concorrenza è così agguerrita, metti la moto più in crisi. Con questa moto soffro un po' di più, ma abbiamo cose migliori. Per il mio stile di guida, la GP24 mi va meglio, ma la GP26 si può mettere a punto. Anche se siamo alla terza gara, non bisogna farsi prendere dal panico, bisogna aspettare la quinta o la sesta. La Ducati sta lavorando affinché questo dominio dell'Aprilia non duri così a lungo".
Alla domanda se la tappa di Jerez possa rappresentare un punto di svolta: "Speriamo che sia Jerez, un po' come è successo l'anno scorso. Ma non è che se a Jerez andiamo male, andremo male in tutte le gare dell'anno. Si passa da una moto idilliaca ad una a cui bisogna adattarsi un po' di più. Devo migliorare anch'io, in questa pausa ho fatto molta autocritica", ha rivelato.
Alex Márquez, Gresini Racing
Il più giovane dei fratelli Marquez ha confermato che all'inizio della stagione ha risentito un po' del fatto di non aver mantenuto la striscia positiva del 2025, anche se ha superato la cosa rapidamente: "Potrebbe avermi influenzato nella prima gara, per questo ho commesso l'errore di non accettare di andare largo (nell'azione con Fabio Di Giannantonio in Thailandia). È lì che mi sono detto che siamo in una situazione diversa. Ovviamente, vorremmo essere molto più avanti, ma accumulare punti e fare strada è qualcosa di cui potremo essere grati a fine anno".
Per quanto riguarda ciò che ha attirato la sua attenzione in questo inizio d’anno, è stato chiaro: "La superiorità dell’Aprilia. La tranquillità con cui la dimostrano. Quando sei dietro, sembra che non vadano veloci, ma quando te ne accorgi, non li vedi più. Non è solo un pilota, sono tutti, la superiorità che hanno".
E alla domanda di Motorsport.com se la Ducati abbia raggiunto il limite con l'attuale Desmosedici, anche la risposta è stata semplice per lui: "Non credo che la Ducati abbia raggiunto il limite della sua moto, in fondo è la filosofia con cui dominano dal 2018. È più una questione di procedere passo dopo passo. L'Aprilia non aveva dominato fino ad ora, e all'improvviso ha quella 'aerodinamica interna', o chiamala come vuoi, e sta dominando. Ma se c'è qualcuno che vuole vincere e fare il passo avanti, quella è la Ducati", ha concluso.
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