MotoGP | Agostini convinto: "Márquez vuole vincere tutte le gare"
Marc Márquez ha raggiunto il record di 90 vittorie di Angel Nieto domenica scorsa a Termas e ora punta alle 115 di Valentino Rossi. Per il momento, il record di Giacomo Agostini, 122 successi e 15 titoli mondiali rimane imbattuto, ma...
Se Marc Márquez non si fosse infortunato il fatidico 19 luglio 2020 a Jerez, ora forse staremmo parlando del fatto che il pilota spagnolo è molto vicino a raggiungere Giacomo Agostini come pilota con il maggior numero di vittorie nella storia del motociclismo.
Prima dell'infortunio, Márquez aveva ottenuto, tra il 2013 e il 2019, un totale di 56 successi nella classe regina, con una media di otto a stagione. Se avesse continuato con questa progressione tra il 2020 e il 2023, invece di aggiungere solo le tre del 2021, avrebbe totalizzato 32 trionfi, rimanendo in linea con la media prima dell'incidente.
In questo modo avrebbe messo assieme 26 vittorie nelle classi minori (125cc e Moto2), 56 tra il 2013 e il 2019 e le otenziali 32 dal 2020 al 2023, per un totale di 114. Se sommiamo le 3 del 2024 centrate con Gresini Racing e le 2 di quest'anno con la Ducati ufficiale, ne avrebbe ottenute 119, superando il record assoluto di Valentino Rossi (115), arrivando a sole tre lunghezze da Agostini, che sarebbe riuscito a raggiungere, nientemeno, nel GP di Spagna a Jerez il 27 aprile.
Marc Marquez, Repsol Honda Team, Giacomo Agostini
Foto de: Gold and Goose / Motorsport Images
Naturalmente si tratta di fantascienza e di chiacchiere, ma Agostini lo sa, ha quei numeri in testa e tira un sospiro di sollievo dato che le circostanze hanno messo al sicuro il suo record. Per il momento...
"Sicuramente vedo Marc superare i numeri di Valentino (115 vittorie e 9 titoli mondiali); spero che non raggiunga i miei, ma se lo farà sarò il primo a congratularmi con lui, perché i record sono lì per essere battuti", ha ammesso l'attuale pilota più vincente della storia in un'intervista a La Repubblica.
L'82enne ha gareggiato nel Motomondiale tra il 1964 e il 1977, alternandosi tra le classi 350 e 500 per tredici stagioni, che gli hanno permesso, in un'epoca in cui si correvano solo dieci o dodici gare all'anno, di raggiungere le cifre astronomiche di 122 vittorie e 15 titoli mondiali. In realtà, vinse 123 gare, ma una di queste era in una classe, la 750cc, che non era omologata come campionato del mondo. Ecco perché, ufficialmente, ne ha 122.
"Marc è il pilota più canaglia che abbia mai visto in vita mia - ammette Agostini, che vede nello spagnolo molti tratti della propria personalità di pilota - È quasi più mascalzone di quanto lo fossi io nei miei giorni migliori come pilota, quindi so che vuole vincere ogni GP in questa stagione, perché anch'io correrei con questa mentalità: andare a vincere ogni gara", scommette.
Nel frattempo, Marquez aveva risposto così sulle questione postagli domenica sera a Termas: "Non mi interessa arrivare a 115 vittorie, o addirittura a 100. Mi interessa divertirmi come sto facendo ora, non mi sento in debito con nessuno e questo mi permette di essere in una modalità molto tranquilla, in costante divertimento".
Marc Márquez, Repsol Honda Team, Giacomo Agostini
Foto de: Gold and Goose / Motorsport Images
Agostini traccia un parallelo tra il Márquez dominante prima dell'infortunio (2013-2019) e quello che vediamo ora, cinque anni dopo l'infortunio di Jerez: "Questo nuovo Márquez mi sembra ancora più deciso, più forte, più incisivo, per tutto quello che ha sofferto e dovuto superare negli ultimi anni. È come un animale ferito".
"Quando ha iniziato in MotoGP ha battuto Valentino con l'incoscienza di un giovane che non ha paura di cadere o farsi male, ma a volte Dio ti volta le spalle e lui ha avuto modo, purtroppo, di vederlo e capirlo in prima persona".
Infine, Agostini elogia la determinazione di Márquez ad eccellere: "Non dobbiamo dimenticare da dove viene. Ha deciso di mettersi alla prova. Ha subìto quattro operazioni, si è ripreso e ha lasciato la Honda, la Casa più potente del mondo".
"È andato in un team satellite e ha vinto tre GP. Insisto, era un animale ferito che voleva mettersi alla prova e scoprire se era ancora in grado di lottare con i migliori".
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