MotoGP | Acosta: un record è già battuto, ma un altro è nel mirino
Pedro Acosta è già entrato nella storia della MotoGP con il suo primo podio al GP del Portogallo. Ma lo spagnolo punta a fare altri primati nel prossimo futuro.
Alla vigilia del Gran Premio delle Americhe, terzo appuntamento della stagione 2024 della MotoGP, l'attenzione è ancora rivolta a quanto accaduto in Portogallo. Anche se c'è stata una pausa di due settimane, la gara di Portimao ha dato molto da raccontare, soprattutto l'incidente che ha coinvolto Pecco Bagnaia e Marc Marquez nelle fasi finali. Anche la caduta di Maverick Vinales all'ultimo giro (dovuta ad un guasto al cambio della sua Aprilia), tra l'altro, ha fatto sì che Pedro Acosta mettesse la prima pietra sulla strada del successo nella classe regina.
Lo "Squalo di Mazarrón", due volte campione nelle categorie inferiori e indicato come il grande talento del prossimo futuro, aveva già fatto parlare di sé in Qatar, nel suo primo Gran Premio, brillando nella lunga gara fino a quando l'inesperienza ed i problemi di gomme gli hanno fatto perdere posizioni. Ma lo spagnolo ha imparato la lezione e, tenendo fede al suo soprannome "SpongeBob" per tutto ciò che impara, è stato molto più costante domenica a Portimao, superando il numero 1 e il numero 93 per ereditare il terzo posto a causa del problema del pilota Aprilia.
Molti occhi sono puntati sull'incredibile precocità di Acosta sulle moto della classe regina, che non è inaspettata, ma comunque sorprendente. Infatti, sta già battendo dei record con la sua RC16. Il pilota della GasGas Tech3 è diventato il più giovane pilota di sempre a salire sul podio nell'era moderna della MotoGP (dal 2002) e il terzo nella classe regina dal 1949 (quando era 500cc).
In cima alla classifica dei più giovani a salire sul podio nella classe regina c'è il leggendario Randy Mamola, che si è classificato secondo nel Gran Premio di Finlandia del 1979, ad Imatra, all'età di 19 anni e 261 giorni. Dietro di lui Eduardo Salatino, che ha approfittato della gara di casa, il Gran Premio d'Argentina del 1962, per arrivare terzo all'Autódromo Óscar y Juan Gálvez di Buenos Aires, a 19 anni e 274 giorni.
Dietro di loro c'è Acosta, con 19 anni e 304 giorni. Nella MotoGP, lo spagnolo è l'unico pilota ad essere salito sul podio per la prima volta sotto i 20 anni, visto che dietro di lui ci sono Marc Marquez (terzo in Qatar in 2013 a 20 anni e 49 giorni), Fabio Quartararo (secondo in Catalogna nel 2019 a 20 anni e 57 giorni), Dani Pedrosa (secondo a Jerez nel 2006 a 20 anni e 178 giorni) e Casey Stoner (secondo in Turchia 2006 a 20 anni e 196 giorni).
Acosta, tras su podio en Portimao
Questo record è solo un esempio di come Pedro Acosta abbia iniziato il suo percorso nella MotoGP e di quanto stia puntando in alto. E, appunto, uno dei record assoluti che ha nel mirino, se continua con la sua progressione, è quello di essere il più giovane vincitore nella storia della categoria.
Attualmente, Marc Marquez è il detentore e padrone di questo traguardo, avendo conquistato la sua prima vittoria ad Austin, nel Gran Premio delle Americhe del 2013, all'età di 20 anni e 63 giorni, davanti a Freddie Spencer (vinse in Belgio 1982 all'età di 20 anni e 196 giorni) e Norick Abe (vinse in Giappone 1996 all'età di 20 anni e 227 giorni).
Facendo due conti, Acosta avrà tutta la prima metà della stagione 2024 per superare l'otto volte campione del mondo. Compie 20 anni il 25 maggio e l'ultimo Gran Premio prima di bruciare i 63 giorni di vantaggio su Marquez è il Gran Premio di Germania al Sachsenring (5-7 luglio).
Vedremo se ce la farà, ma la verità è che ci sono sempre più persone che pensano che ce la farà. Ne è un esempio Jorge Lorenzo, che in Portogallo si è detto convinto di vedere Acosta in grado di vincere a Jerez, che sarà il quarto appuntamento di questa campagna (26-28 aprile).
Watch: Video MotoGP | Il Gran Premio delle Americhe con VideoPass
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