MotoGP | Acosta stringe i denti: "Dovremo aspettare le piste europee per attaccare"
Anche ad Austin lo spagnolo prevede una certa sofferenza per una KTM che ha perso il punto di forza come la velocità sul dritto, mentre attende il rientro nel Vecchio Continente per riprendere a migliorare, cosa che non gli è riuscita in Brasile.
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Il fine settimana del Brasile è ormai alle spalle e la MotoGP si è già trasferita ad Austin per la tappa di Austin, ma per Pedro Acosta non è detto che questo voltar pagina in fretta sia comunque positivo.
A Goiania lo spagnolo ha sofferto parecchio con una KTM che non è riuscito a far rendere al meglio come invece gli era riuscito nella gara d'apertura di 2026 in Thailandia, sicuramente avvantaggiato anche dai test pre-stagionali svolti sul tracciato di Buriram.
Il Circuit of the Americas è molto diverso da quello affrontato domenica scorsa, ma secondo l'alfiere del marchio austriaco non ci sono grandi presupposti per aspettarsi un buon risultato.
"Qui ci sono due rettilinei lunghi e la velocità non è più un nostro punto di forza come lo era in passato; mi sento piuttosto fiducioso perché la moto in curva va meglio rispetto allo scorso anno e anche nelle lotte riesco a cavarmela bene", ha detto Acosta nel giovedì di interviste al COTA, dove però non ha nascosto le sue preoccupazioni.
"Il problema è che in Brasile non siamo riusciti a migliorare la moto nell'arco del fine settimana e le prestazioni sono state più o meno le stesse dalle Libere 1. L'obiettivo è cercare di difenderci e sopravvivere, poi quando arriveranno le gare in Europa potremo provare a spingere di più, dato che conosciamo meglio le piste. E con meno rettilinei e più curve, a parte il Mugello, penso che sarà d'aiuto".
"Alla fine abbiamo tante moto davanti e piloti di buon livello, il che ti rende più complicato migliorare perché hai più cose da fare, in generale. Ad ogni modo, in Brasile la KTM ha sofferto più del previsto e anche gli altri che la guidano hanno faticato a capire bene la moto".
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Come detto prima, la KTM ha sofferto nel mantenere quel punto di forza su cui poteva contare lo scorso anno in termini di velocità sul dritto e il congelamento dello sviluppo dei motori non ha propriamente aiutato.
"La velocità di punta sui rettilinei era uno dei nostri punti di forza e ora non lo è più. Le Case hanno lavorato molto perché Ducati è ancora al vertice e l'Aprilia ha fatto un grandissimo salto di qualità, quindi qualcuno ha avuto senz'altro benefici".
"Al di là dei regolamenti che arriveranno l'anno prossimo, credo che il pericolo maggiore, al momento, non sia toccare i 360km/h sui rettilinei, ma la maggior velocità in curva rispetto allo scorso anno e a quelli passati. E' questo che rende il nostro sport pericoloso, sul dritto prima o poi ti troverai a frenare, quindi sono molto curioso di vedere cosa cambierà nel 2027".
Infine Acosta ha parlato anche della lunghezza dei calendari sportivi, che ormai stanno mettendo sotto pressione non solo i piloti, ma anche tutti i team. E questo comporta sicuramente un maggior rischio di farsi male e saltare gare, perdendo la possibilità di giocarsi qualcosa di importante.
"Attualmente, l'aspetto negativo è che in 22 settimane ti trovi a scendere in pista e affrontare sessioni importanti come pre-qualifiche, qualifiche, sprint e gara principale, senza avere più il tempo di poter procedere con calma e facendo un passo per volta in termini di miglioramenti, pensando solo a guidare senza troppi pensieri, concentrandoti sul tuo lavoro".
"Questo rischia di accorciare la carriera di noi piloti perché il livello di stress arriva davvero al limite. Sono convinto che la gara Sprint sia buona, così come l'aver ridotto il tempo di prove e qualifiche, ma se vogliamo che le carriere durino più a lungo, non possiamo continuare a correre ogni settimana perché la percentuale di rischio aumenta enormemente. Non è tanto il numero delle gare, ma almeno una ogni due settimane sarebbe meglio".
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