MotoGP | Acosta: "Márquez deve avere qualche problema: non è normale vedere questo Marc"
A Jerez la KTM non è stata competitiva e il pilota spagnolo ha commentato anche lo stato di forma del suo futuro compagno di squadra, caduto rovinosamente al secondo giro e protagonista di un momento difficile che perdura da Buriram 2025.
Su uno dei circuiti del calendario che più gli va di traverso, Pedro Acosta è riuscito a tagliare il traguardo decimo, un risultato più che discreto ottenuto senza il fianco destro del cupolino della sua moto, volato via dopo un contatto nei primi giri con Raúl Fernández, che non si è nemmeno accorto della toccata.
Il danno a livello aerodinamico provocato dalla collisione ha provocato un peso maggiore della moto su un lato, ma il murciano è riuscito a superare Brad Binder, mettendo fine in maniera più che dignitosa ad un weekend orribile, ma non tanto quanto lo è stato per Marc Márquez, il suo prossimo compagno in Ducati nel 2027.
Terminata la gara di Jerez, ad Acosta è stato chiesto del delicato momento che sta attraversando il connazionale, il quale ha chiesto che non si tornasse a parlare della sua spalla destra, quella che gli ha dato tanti problemi dal 2020, e che si è infortunato di nuovo l'anno scorso, in Indonesia, quando Marco Bezzecchi lo ha travolto alla partenza.
“È chiaro che, dall'Indonesia dell'anno scorso, qualche problema deve averlo. Perché non è normale vedere questo in Marc”, ha risposto Acosta, facendo riferimento a quella caduta che ha richiesto un altro intervento.
“Molte volte, quando sei abituato a guidare in un modo e, per qualsiasi motivo, devi farlo in un'altra maniera, nel momento in cui devi spingere davvero ti costa ancora di più, perché ciò che viene naturale a uno è guidare proprio in modo naturale”, ha spiegato il pilota di Mazarrón, che ha festeggiato il fatto che il weekend fosse finito.
“Se il weekend era già complicato, con la carena danneggiata si è complicato un po' di più. Finalmente è finito, così ora potrò concentrarmi sui test di lunedì”, ha sottolineato il #37, che in questa occasione dà meno importanza alla moto quando cerca di spiegare la sua mancanza di incisività sul tracciato andaluso, e si concentra su se stesso.
“Ogni volta che arrivo a Jerez sento cose che non sento in nessun altro circuito. Nel test devo capire perché soffro così tanto, dato che non credo che la moto fosse così buona ad Austin, quando ho chiuso terzo, e così brutta adesso”.
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