MotoGP | Acosta: "Marquez da titolo? È tornato con un braccio quasi a penzoloni, figuriamoci per una vite"
Lo spagnolo ha dovuto abbandonare la gara di MotoGP a Brno a causa di un problema tecnico sulla sua KTM, ancora una volta, esattamente come gli era già successo venerdì nella prima giornata di prove libere, ma non si vuole arrabbiare. Sul ritorno di Marquez in ottica titolo non è sorpreso, data la qualità del pilota della Ducati.
Per Pedro Acosta la ricorrente mancanza di affidabilità della KTM si sta traducendo in una continua emorragia di punti. Questo fine settimana, a Brno, il pilota di Murcia ha chiuso la domenica a secco, proprio come a Barcellona, a causa di un guasto meccanico sulla sua moto, che a un giro dal termine ha detto basta, impedendogli di tagliare il traguardo quando ormai lo vedeva quasi all'orizzonte.
"Sto bene. È successa la stessa cosa di venerdì. Se la moto si ferma, è qualcosa che non dipende da me. Tutto sommato, la mia previsione era di fare una buona gara, fare dei buoni giri all'inizio, poi mi è calata la pressione dello pneumatico anteriore e ho lasciato passare Fabio Di Giannantonio", ha spiegato Acosta.
"È vero che lui aveva un ritmo migliore del mio, se n'è andato molto velocemente, forse non sono stato attento quanto avrei dovuto, quindi non ho potuto approfittarne per mettermi dietro di lui e far sì che lo pneumatico entrasse in temperatura", ha continuato.
"Guardavo i maxischermi e ho potuto verificare che il gruppo che arrivava da dietro non era molto grande, c'erano Joan Mir e Fermin Aldeguer, quindi ho pensato di aspettarli per vedere se riuscivo a far salire la pressione. Ho fatto molti giri dietro a Mir, sono tornato nel range di pressione e, dato che avevo più ritmo, dovevo solo sorpassarlo e spingere un po' per assicurarmi la top five, che era l'obiettivo principale. Ma la gara, purtroppo, è durata un giro di troppo e non ho potuto finirla", ha detto quasi come una battuta.
Tuttavia, in una situazione del genere non c'è molto da scherzare, sono molti punti che sfuggono. "No, non mi arrabbierò, non ho risposte su quello che è successo, ora devono mandare la moto in Austria e capire cosa stia succedendo. Non è la prima volta che capita, siamo alla nona gara quest'anno ed è diventato un po' un cliché", per via della ripetitività. Ma non mi arrabbierò per cose che non dipendono da me, non posso controllarle".
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto de: Stephen Blackberry/NurPhoto via Getty Images
"In Olanda la cosa mi preoccupa un po' meno, la Yamaha ha vinto molte volte lì senza essere la moto più potente. Loro sanno cosa devono fare affinché non succeda di nuovo. Io farò tutto ciò che è in mio potere con quello che mi daranno, a partire da lì non mi si può chiedere molto di più".
Acosta non ha voluto approfondire troppo la sanzione a Marco Bezzecchi per aver colpito un commissario sabato. "Non ho una grande opinione in merito, alla fine è la sanzione più pesante che si sia mai vista in MotoGP".
Dopo essersi infortunato, operato ed essere rimasto fermo per due gare, Marc Marquez è tornato al Mugello nel suo momento peggiore; eppure nessun rivale, a cominciare da Bezzecchi, è riuscito ad approfittarne per ipotecare il campionato, con il pilota del team Ducati che ha comunque conquistato più punti di tutti.
"Non si può mai parlare di 'chiudere' un mondiale quando hai fatto nove gare e ne mancano tredici. Marc resta Marc, non ha dimenticato come si va in moto. Non è una sorpresa, penso che ce lo potessimo aspettare tutti. È tornato dopo aver avuto un braccio quasi penzoloni, non sarebbe tornato per una vite?", ha detto in riferimento alla vite della spalla che gli hanno dovuto estrarre. "Un ragazzo che ha vinto nove mondiali non lo ha fatto per caso. Per caso ne puoi vincere uno, non nove", ha concluso Acosta.
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