MotoGP | Acosta: "È KTM in fabbrica che deve darsi da fare, non i piloti"
Pedro Acosta arriva a Jerez consapevole che la KTM non è ancora al livello desiderato. Per questo, il pilota spagnolo chiede alla casa di Mattighofen di "darsi da fare" per risolvere i problemi tecnici e rilanciare la stagione, sottolineando che tocca alla fabbrica reagire, non ai piloti e ai collaudatori, a cui sono state vietate le wildcard.
Pedro Acosta arriva a Jerez per quello che sarà un Gran Premio di Spagna molto importante, sia per lui che per KTM. Il pilota spagnolo non ha iniziato la stagione 2025 come avrebbe voluto, complice qualche errore personale, con cadute che lo hanno penalizzato in alcune gare, ma soprattutto a causa del livello della RC16, calato in seguito ai problemi economici affrontati dalla casa austriaca.
La casa di Mattighofen ha fatto un passo indietro in queste prime quattro gare della stagione e, in effetti, l’unica vera soddisfazione in termini di competitività della moto è arrivata nel GP del Qatar, dove Viñales ha chiuso secondo con la KTM del team Tech3, alla sua quarta domenica in sella a quella moto, anche se poi è stato retrocesso al 14° posto a causa di una penalità.
Ma sia Vinales che Acosta hanno sottolineato l’importanza di questo fine settimana, sia per il Gran Premio che per il test successivo, previsto per lunedì 28 aprile, in occasione del quale la casa europea dovrebbe iniziare a introdurre aggiornamenti per risolvere i problemi tecnici.
Per Acosta, tutto ciò si somma al fatto che si tratta di uno dei Gran Premi più significativi per lui, così come per tutti gli altri piloti spagnoli: "Insieme a Valencia, che considero il mio Gran Premio di casa, queste sono le due gare più emozionanti e importanti dell’anno. I biglietti sono tutti esauriti, quindi sarà un grande fine settimana", ha dichiarato il murciano all’arrivo al Circuito di Jerez, prima di analizzare la prestazione di Vinales a Losail e inserirla nel contesto KTM.
"Sono contento, in Qatar Maverick ha fatto una grande gara e per me è stata una delle prime dell’anno in cui sono riuscito a sorpassare e recuperare terreno. È stato un bel passo avanti. Avremmo dovuto iniziare la stagione già a quel livello, per poi crescere da lì".
Un aspetto che Acosta accoglie con entusiasmo è il fatto che a Jerez potrà finalmente disporre di due moto identiche, cosa che può rivelarsi fondamentale per identificare e rafforzare le aree in cui si sente più a suo agio: "Sarà il primo Gran Premio in cui avrò due moto uguali. Negli altri abbiamo provato molte soluzioni e, in base a come andavano, decidevamo la domenica su quale moto partire. Credo che potrò concentrarmi sul lavoro e costruire una base solida, diversamente dal Qatar, dove non siamo nemmeno riusciti a provare tutte le gomme. Bisogna affrontare il weekend con calma, ma anche con ambizione".
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: KTM Images
Rimane il dubbio se la splendida gara di Vinales di due settimane fa abbia davvero indicato la strada da seguire o sia stata solo un exploit: "Nella vita nulla è certo, ma bisogna avere fiducia. Non è facile capire perché il sabato avessimo così tanti problemi e poi la domenica andasse tutto bene. Bisogna crederci: quando la moto funziona e non ci sono grandi problemi, siamo capaci di ottenere buoni risultati. Maverick ha fatto una grande gara, è rimasto davanti e poi è successo quel che è successo. Io sono finito dietro, ma sono riuscito a recuperare. Piangere non serve, abbiamo ancora 18 gare davanti a noi."
Alla domanda se Jerez sia una pista favorevole, Acosta non esclude che possa rivelarsi complicata per la RC16: "L’anno scorso non è andata male: nella sprint abbiamo fatto bene, anche se la domenica sono caduto nel Warm Up. Credo che sia una pista adatta alla KTM, ma è comunque una gara complessa. Veniamo da circuiti molto ampi dove serve tanta potenza, ora la pista sembra più stretta. Speriamo vada tutto per il meglio."
Di recente, Pit Beirer, direttore di KTM Motorsport, ha dichiarato che non faranno wildcard perché i collaudatori si distraggono. Su questo fronte, Acosta ha risposto così: "È un tema che dovresti chiedere direttamente a lui. Dani ha tantissima esperienza, stanno lavorando molto e non so quali siano le loro priorità. Noi ci concentriamo sul campionato, ci prepariamo per 22 gare: non so se per loro la questione cambia qualcosa".
Il ritorno alla KTM dell’anno scorso, come ha fatto Acosta, potrebbe far pensare che il lavoro invernale di Dani Pedrosa e Pol Espargaró sia stato inutile. Ma secondo Pedro è la casa madre a dover reagire:
"Sicuramente non è stato facile. Abbiamo i due migliori collaudatori della griglia. Anche nella formula perfetta può esserci un errore. È la gente in fabbrica che deve darsi da fare, non i piloti".
Tuttavia, sull’efficacia del lavoro dei tester al di fuori delle gare, Acosta riconosce il valore dei grandi nomi presenti in KTM: "Mi sarebbe piaciuto arrivare in condizioni migliori a inizio anno. Ma, come dico sempre, abbiamo un signore che si chiama Dani Pedrosa, che secondo me ha reso grande la Honda. E poi c’è Pol, che solo due anni fa era ancora in attività. Sa bene cosa significhi correre oggi, con le ali, qualcosa che forse Dani conosce meno, avendo gareggiato poco di recente. Ma ogni volta che scende in pista, è competitivo: l’anno scorso è salito sul podio nella sprint. Il lavoro che stanno facendo è molto utile, ma forse la fabbrica dovrebbe agire in modo più preciso".
Alla domanda su cosa significherebbe vincere a Jerez e fare il giro d’onore, Acosta ha risposto con una delle sue frasi celebri: "Sarebbe come fare il miglior sesso della tua vita. Sarebbe una figata, che vuoi che ti dica. C’è ancora tanta gente che continua a venire a Jerez perché ci viene da anni: ai tempi di Crivillé, dell’epoca di Mick Doohan, Valentino Rossi, Sete Gibernau… Gente così, che ama le moto, lo sport, non solo i fan di un singolo pilota. C’è ancora tanta gente che viene a sostenere la MotoGP", ha aggiunto.
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: KTM Images
Infine, Acosta ha analizzato la situazione attuale del campionato in termini di spettacolo:
"Qualche anno fa c’erano molte più dinamiche, tra il 2015 e il 2017 le gare erano davvero belle, divertenti. Anche in Moto2 c’era molto più movimento. Ora Moto2 è diventata come la MotoGP: chi parte davanti, vince. Sono molto favorevole all’abolizione dei dispositivi di altezza e dell’aerodinamica nel 2027. Ricordo la gara della Malesia, con Marc e Valentino, fu uno spettacolo. O quando erano insieme a Montmeló".
"All’epoca erano vere gare, ci si superava e si dava spettacolo. Oggi c’è un po’ di lotta all’inizio, ma poi ci si mette in fila e finisce lì. Una volta c’era più margine, come a Laguna Seca 2012 con Stoner e Lorenzo. Oggi, per vedere una gara davvero bella, ne devi aspettare cento."
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