MotoGP | Acosta duro: "La salute viene prima dello spettacolo. È sbagliato ripartire dopo due bandiere rosse"
Pedro Acosta ha criticato duramente il fatto che i piloti della MotoGP siano dovuti tornare in pista questa domenica a Montmeló dopo l'esposizione della seconda bandiera rossa, ricordando come la salute debba essere messa al primo posto.
In mezzo a tutto il caos di questa domenica a Barcellona, il grande protagonista è stato Pedro Acosta. Il pilota spagnolo si è ritrovato al centro di due dei più gravi incidenti avvenuti nella gara lunga della MotoGP a Montmeló, il primo dei quali è stato particolarmente violento.
Lo "Squalo di Mazarrón" si trovava in testa alla corsa quando ha subito un problema meccanico sulla sua KTM del team Red Bull Factory Racing. Un guasto all'elettronica, come spiegato dal team manager Aki Ajo, ha fatto perdere improvvisamente velocità alla moto.
Acosta ha alzato la mano per avvisare, ma per Alex Marquez, che lo seguiva a ruota, era ormai troppo tardi: l'impatto lo ha proiettato contro il muro in un incidente che ha tenuto tutti col fiato sospeso. Marquez ha rischiato di farsi davvero molto male, e nella dinamica è rimasto coinvolto anche Fabio Di Giannantonio, che alla fine ha poi vinto la gara.
Alex Marquez, Gresini Racing, Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Eric Alonso / Getty Images
Il destino, però, aveva riservato al pilota spagnolo un secondo colpo di scena. Nonostante il tentativo di conquistare la sua prima vittoria nella gara della domenica, la sua RC16 ha dovuto cedere il passo a "Diggia", Joan Mir e Ai Ogura. Proprio il pilota giapponese lo ha toccato e buttato giù all'ultima curva, ponendo fine alla sua corsa quando ormai sembrava aver blindato almeno il quarto posto. Per questo contatto, Ogura è stato sanzionato con 3 secondi di penalità, retrocedendo così al nono posto in classifica.
"La salute delle persone viene prima dello spettacolo"
Con tutto quello che è successo, e pensando alla salute dei compagni di griglia, la gara è passata in secondo piano: "Oggi non c'è molto da parlare della gara. La cosa più importante è sapere che Alex Marquez e Johann Zarco stanno bene, così come tutti quelli che sono caduti. Si è vissuta un'altra domenica che sarebbe potuta finire molto male. Per fortuna, sembra che siamo tutti messi più o meno bene. Forza Alex e Johann, che sembrano essere quelli che si sono fatti più male. Il resto oggi conta poco."
Il pilota murciano ha spiegato il guasto alla sua moto e come lo ha vissuto in sella: "Sembra sia stato un problema elettronico, è stato come se la moto avesse tagliato la corrente all'improvviso e tutto ha smesso di funzionare. L'acceleratore ha smesso di spingere e mi ha preso proprio mentre mi stavo rannicchiando nel cupolino. Il taglio della potenza mi ha sbilanciato in avanti e, tra il tempo di tirare fuori la mano e il fatto che fossimo così vicini, è successa la cosa peggiore che potesse capitare".
Alex Marquez, Gresini Racing, Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Quando gli è stato chiesto come abbia affrontato la situazione a livello mentale, Acosta ha detto chiaramente che non avrebbe voluto correre dopo la seconda bandiera rossa (esposta per l'incidente tra Johann Zarco, Pecco Bagnaia e Luca Marini): "Non è la sensazione più piacevole del mondo. Quando succede qualcosa come oggi, è brutto fare finta di niente e tornare in pista come se nulla fosse. Anche per noi piloti di MotoGP, che abbiamo già un po' di esperienza con queste cose".
"Capisco che si debba ripartire dopo una bandiera rossa, ma dopo la seconda... Non sono molto d'accordo sul fatto di dover tornare a correre dopo due bandiere rosse. Se sono già successe due brutte cose nella stessa gara, non credo ci sia bisogno di ripartire. Credo che la salute delle persone venga prima dello spettacolo."
Riguardo all'incidente con Ogura, Acosta ha apprezzato il fatto che il giapponese gli abbia chiesto scusa, pur ritenendo corretta la penalità inflitta al pilota del Trackhouse Racing Team: "Cose che capitano nelle corse. Sappiamo tutti cosa significa correre oltre il limite. È venuto, mi ha chiesto scusa e ha aspettato parecchio tempo che uscissi dal box. Tanto di cappello per come ha saputo fare un passo indietro", ha concluso.
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