MotoGP | Acosta: c'è un esperimento fallito dietro al podio che ha fermato la tripletta Aprilia
Acosta chiude secondo in Thailandia, conquistando un altro splendido podio e, per la prima volta in MotoGP, la vetta del mondiale al termine di un weekend. Ma c'è un retroscena interessante: nel warm-up lo spagnolo della KTM aveva infatti cambiato il setup, ma ha scelto di fare un passo indietro (con toni "accesi") ritrovando maggior fiducia.
La prima “vera” notte da leader del campionato. Dopo il successo di ieri, con una punta agrodolce per il modo in cui era arrivato quel trionfo nella sprint, oggi Pedro Acosta non è riuscito a ripetersi dovendosi piegare alla superiorità delle Aprilia, ma questo non toglie nulla alla qualità della sua prestazione: ha disputato una gara da protagonista assoluto, chiudendo con uno splendido secondo posto.
Splendido anche perché è l’unico pilota tra i primi cinque a non guidare una delle moto prodotte a Noale: un’ulteriore conferma di quanto l’Aprilia abbia messo in pista una moto estremamente competitiva, che per essere fermata richiedeva una gara costruita su costanza e talento. Elementi che Acosta ha saputo concretizzare, portando a casa punti pesanti che gli permettono di lasciare la Thailandia con un sorriso e con la vetta del mondiale saldamente tra le mani.
Certo, la KTM oggi non è la moto di riferimento e lo stesso Pedro sa bene quanto sarà complicato difendere la leadership nei prossimi appuntamenti. Ma il percorso va letto per gradi: trasformare le occasioni in risultati era lo step che ci si aspettava da lui, in continuità con quanto aveva già mostrato nella seconda metà della scorsa stagione.
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Lillian Suwanrumpha / AFP via Getty Images
Una costanza di rendimento che passa anche dai progressi compiuti sul piano tecnico, soprattutto in fase di staccata: ogni volta Acosta sembra fare la differenza rispetto ai suoi compagni di marca, riuscendo a fermare la moto e a piegarla verso il punto di corda mentre altri finirebbero lunghi. Secondo lo spagnolo, qui c’è anche il merito di KTM, che ha lavorato duramente per permettergli quel “click” in termini di continuità.
"Abbiamo migliorato molto la moto e KTM ha fatto davvero tanto per aiutarmi a fare quel click che mi serviva per essere più costante e più veloce. Pensiamo che, più o meno, il lavoro stia funzionando. È vero che Marco, l’Aprilia e anche la Ducati sono ancora più forti di noi, ma stiamo lavorando bene. Cercheremo di continuare così: arriveranno momenti più difficili per noi, è inevitabile, ma li aspettiamo", ha detto a Sky.
Una giornata anche oggi ricca di duelli, perché battere le Aprilia era tutt’altro che semplice. Il secondo posto è arrivato soprattutto sulla lunga distanza, quando è riuscito a superare un Raul Fernandez in maggiore difficoltà con le gomme, grazie a una gestione degli pneumatici più efficace nel caldo thailandese. Proprio per questo, secondo lo spagnolo, il risultato di oggi ha un valore ancora più significativo.
"Di sicuro mi sono divertito di più oggi. Anche la battaglia all’inizio è stata più bella rispetto a quella di ieri. Penso che abbiamo fatto un bel passo avanti. Ci è mancato qualcosa alla partenza per essere più avanti. Ma dai, in Brasile proveremo a fare un time attack migliore in qualifica e cercare di partire più avanti".
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Questa maggior fiducia nell’anteriore si riflette anche nella capacità di recuperare l’errore: ora, quando arriva al limite, gli riesce più semplice salvare la moto, un po’ come accaduto oggi, quando ha evitato una possibile caduta con un salvataggio da applausi.
Tuttavia, dietro il secondo posto del pilota KTM c’è anche un retroscena interessante. Già ieri, pur approfittando della caduta di Marco Bezzecchi dopo pochi giri, aveva mostrato un ottimo passo, giocandosi il successo nella sprint. E per cercare ulteriore confidenza, nel warm‑up di questa mattina KTM aveva provato un cambio di setup che però non lo ha convinto, rientrando poi ai box chiedendo a gran voce di tornare all’assetto del giorno precedente.
Infatti, partendo sesto, per lo spagnolo è stata comunque una gara in salita, in cui ha dovuto farsi largo risalendo la classifica. "È stato difficile, perché oggi nel warm‑up abbiamo cambiato qualcosa per provare a sentirci un po’ meglio, ma sicuramente non funzionava. Sono arrivato al box urlando e ho detto: ragazzi, torniamo alla moto di ieri. Ma sapevamo che partendo sesti sarebbe stata una gara complicata".
"Ce la siamo cavata nel miglior modo possibile, perché l’Aprilia era velocissima all’inizio e anche Marc stava lottando parecchio. E sai che qui la gomma offre parecchio grip. In ogni caso siamo riusciti a sopravvivere molto bene in pista, mentre l’anno scorso avevamo sofferto tantissimo in questa situazione".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments