MotoGP | Accantonata definitivamente l'idea di ridurre da due a una il numero di moto nel box
Il Mondiale proseguirà sicuramente anche nella nuova era 2027, con due moto per pilota, come è sempre stato, bocciando l'idea di Aprilia e Ducati di ridurre il numero dei mezzi a disposizione dei piloti nei garage, dopo che KTM ha fatto marcia indietro sulla propria adesione.
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Come anticipato da Motorsport.com lo scorso 20 maggio, i Costruttori della MotoGP avevano proposto all’organizzatore del Mondiale l’idea di ridurre da due a una il numero di moto con cui i piloti gareggiano ogni fine settimana.
L’iniziativa, per quanto assurda, ha dovuto essere immediatamente ridefinita, chiarendo che ci sarebbe stata una seconda moto nella parte posteriore del box, da utilizzare durante le sessioni di qualifica e nelle gare, ma che nelle restanti sessioni di prove libere ne sarebbe stata disponibile una sola e che la durata delle prove sarebbe stata ridotta.
L’idea è partita da Aprilia nell’ottica della riduzione dei costi che, in generale, il promotore intende attuare, studiando persino la possibilità di arrivare a fissare un limite di spesa, ma la Ducati l’ha immediatamente vista come un’opportunità per esercitare pressione su MotoGP Sports Entertainment Group nelle trattative relative al contratto commerciale, il cosiddetto Patto della Concordia.
Inoltre, i due Costruttori italiani, dopo i primi test privati dei prototipi da 850 cc per il 2027, hanno individuato l’opportunità di ampliare il proprio margine sui colleghi giapponesi, più in ritardo nello sviluppo, rallentando il ritmo di progressione se, invece di due moto, ce ne fosse solo una su cui lavorare nei Gran Premi.
Tra i membri della MSMA della MotoGP, l’idea di ridurre il numero di moto ha diviso i costruttori
Foto di: Oriol Puigdemont
Affinché l’idea potesse andare in porto, era necessario il consenso di tutte le Case prima di portarla davanti alla GP Commission, l’organo supremo del campionato e l’unico con il potere di modificare il regolamento.
A quel punto, Aprilia e Ducati hanno cercato di raccogliere consensi, ottenendo l’indifferenza di Honda, che ha votato a favore della maggioranza, e un avvicinamento con KTM, che alla fine ha accettato l’iniziativa, manifestando il proprio sostegno e garantendo l'adesione durante il GP d’Ungheria del 7 giugno, il che dava il via libera alla modifica.
Tuttavia, come conferma questo mercoledì il quotidiano spagnolo "El Periódico", la KTM ha fatto marcia indietro, unendosi alla Yamaha, che si è sempre opposta alla proposta, alla quale alla fine ha detto no anche la Honda, lasciando sole Aprilia e Ducati.
In questo modo, la nuova era della MotoGP che prenderà il via nel 2027, con il nuovo regolamento tecnico, le moto da 850 cc, senza abbassatori, con una riduzione dell’aerodinamica e, soprattutto, con un nuovo fornitore di pneumatici - Pirelli - inizierà senza l’enorme peso che avrebbe comportato la riduzione da due a una delle moto in box.
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