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Analisi

MotoGP | A cosa dovrebbe rinunciare Marquez per la Ducati ufficiale

Anche se l’attenzione si è concentrata su Red Bull, Marc Marquez dovrebbe lasciare quasi tutti i suoi sponsor personali per potersi unire al team ufficiale Ducati il prossimo anno.

Marc Marquez, Gresini Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Quando hanno cominciato a venire fuori i primi rumors sul possibile arrivo di Marc Marquez al team ufficiale Ducati per il prossimo anno, è sorta rapidamente anche la questione dello sponsor Red Bull come ostacolo invalicabile per il successo dell’operazione.  

Nel 2023, quando ha deciso di rinunciare all’ingaggio che avrebbe avuto nel suo ultimo anno di contratto con Honda firmando con Gresini per guidare una Desmosedici dell’anno precedente, Marquez si è appoggiato ai suoi sponsor specifici, soprattutto all’azienda produttrice di bevande energetiche.

La manovra, che alcuni hanno definito coraggiosa mentre altri avventata, ha significato anche lasciarsi alle spalle una struttura ufficiale per approdare in una formazione satellite. Tuttavia, l’otto volte iridato avrebbe corso con il prototipo con cui Pecco Bagnaia e Jorge Martin si sono giocati il titolo nel 2023.

Il sacrificio per Marquez, almeno a livello economico, è stato enorme. Ma lo spagnolo sta iniziando a raccogliere i primi frutti: “Ogni volta mi diverto di più a guidare e i risultati cominciano ad arrivare”, ha spiegato giovedì scorso a Le Mans. In Francia, sabato e domenica ha dato una grande prova di forza, rimontando dalla 13esima casella e chiudendo in seconda posizione sia la Sprint che la gara lunga.

Marc Marquez, Gresini Racing

Marc Marquez, Gresini Racing

Foto di: Marc Fleury

A 31 anni, Marquez vede all’orizzonte la possibilità reale di diventare pilota ufficiale Ducati, la moto più competitiva del momento e quella che, secondo lui, gli offre più garanzie di tornare a vincere un mondiale. In fin dei conti, è il suo obiettivo principale.

Tuttavia, questo nuovo passo nel suo percorso che ha già disegnato nella mente, lo porta a dover prendere un’altra decisione. E, ancora una volta, l’aspetto economico gioca un ruolo determinante nella strada che prenderà.

Se teniamo in considerazione l’accordo globale che vige tra Ducati e Monster, che scade nel 2025, il pilota di Cervera dovrebbe porre fine al suo contratto con Red Bull, l’alleato più fedele mai avuto nella sua carriera. “Magari arrivare a questo punto. In questo momento, tutto si può discutere”, ha dichiarato Marquez in un’intervista a Motorsport.com.

La risposta è stata tanto normale quanto ambigua, dato che l’incompatibilità è evidente, se parliamo di una coesistenza tra due marchi che si fanno concorrenza diretta. A Le Mans, questo fine settimana, si è insistito sul tema, ma stavolta ha lasciato meno dubbi: “Nella vita, a volte bisogna prendere delle decisioni che non piacciono o che non si vogliono prendere. Siamo tutti qui per vincere, per questo bisogna trovare le migliori condizioni in ogni momento. Bisogna tenere tutto in considerazione”.

Jorge Martin, Pramac Racing

Jorge Martin, Pramac Racing

Foto di: Marc Fleury

Un conflitto che coinvolge fino a cinque sponsor

L’alleanza tra il #93 e la marca del toro rosso non sarebbe l’unica a doversi rompere nel caso in cui Ducati scegliesse lui come compagno di squadra di Bagnaia. Se diamo un’occhiata agli sponsor del team di Borgo Panigale e a quelli del catalano, ci sono ben quattro marchi in più che entrerebbero in conflitto.  

Il primo è Samsung, marchio di elettronica che si è unito al pluricampione del mondo e che rivaleggia con Lenovo, main sponsor di Ducati. C’è anche Allianz, compagnia assicurativa di cui Marquez è uno dei principali testimonial a livello di immagine, che è diretta concorrente di Unipol. Oakley, marca di occhiali che indossa il pilota Gresini, va in conflitto con Carrera, di cui dispongono i due piloti ufficiali.

Infine c’è Estrella Galicia, sponsor dei fratelli Marquez ormai da anni, che andrebbe in rivalità con Contadi Castaldi, che opera nel settore degli spumati. In sostanza. Marquez dovrebbe lasciare praticamente tutti dei suoi attuali sponsor personali per correre con Ducati o, almeno, sospendere temporaneamente il rapporto con questi.

Aperto a correre con un team satellite

Per un motivo o per un altro, la cosa sicura è che il discorso di Marquez ha avuto una svolta a Le Mans. Al suo arrivo a Jerez gli era stato chiesto direttamente cosa pensasse del team Pramac e se potesse prendere in considerazione un trasferimento lì nel 2025. “Pramac è una buona squadra, ma non è ufficiale”, aveva risposto categoricamente.

Questa domenica, dopo aver tagliato il traguardo in seconda posizione alle spalle di Martin, ha moderato di più le sue parole, lasciando intendere che la sua priorità in vista della prossima stagione è quella di avere l’ultimo aggiornamento della Desmosedici con supporto diretto dalla fabbrica. Questo più di indossare la tuta rossa: “L’anno prossimo voglio provare ad avere l’ultima evoluzione, di qualsiasi moto, di qualsiasi colore, di qualsiasi marca. Perché hai più opportunità di lottare per il mondiale”. Questo, non solo gli permetterebbe di fare un salto e affrontare un’eventuale sfida al titolo con garanzie tecniche, ma gli aprirebbe anche la porta al mantenere i propri sponsor.

Marc Marquez, Gresini Racing, Jorge Martin, Pramac Racing

Marc Marquez, Gresini Racing, Jorge Martin, Pramac Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

I precedenti di Rossi e Lorenzo

Non è la prima volta che un super campione del mondo già consacrato arrivasse in Ducati. Lo hanno già fatto in precedenza Valentino Rossi (2011-2012) e Jorge Lorenzo (2017-2018), entrambi provenienti da Yamaha. Allora, la Ducati non era la moto vincente di adesso e il suo ruolo non aveva la rilevanza attuale. Per poter ingaggiare Rossi, Ducati ha dato carta bianca al momento di mantenere tutti gli sponsor personali.

Nemmeno Lorenzo ha avuto grandi conflitti, dato che arrivava con il cappellino Monster, che ha potuto mantenere in Ducati, che all’epoca non aveva alcun accordo con marche di bevande energetiche. Nel 2017, la Casa di Borgo Panigale si stava ancora riprendendo dalla devastazione lasciata dall’addio del #46, e l’arrivo del maiorchino è stato un impulso per cominciare a trovare nuovi sponsor che alleviassero il graduale ritiro del produttore di tabacco che li aveva sostenuti fino ad allora.

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