Valentino sarà pronto per i test di Sepang

Valentino sarà pronto per i test di Sepang

Lo rivela alla Gazzetta dello Sport il dottor Castagna, che lo ha operato insieme al dottor Porcellini

Ai test collettivi della MotoGp a Sepang mancano solo 79 giorni, 11 in meno di quelli che servirebbero a Valentino Rossi per recuperare completamente dai postumi dell'intervento alla spalla a cui si è dovuto sottoporre nella giornata di domenica. Tuttavia, vista anche la serie di problemi incontrati nel debutto sulla Ducati a Valencia, il Dottore brama dalla voglia di tornare in sella alla Desmosedici, quindi spera con tutte le sue forze di essere pronto per la fatidica data dell'1 febbraio. Fortunatamente per lui, anche il dottor Alessandro Castagna, specialista della spalla dell'istituto Humanitas di Milano, che ha operato Valentino, sembra fiducioso sulle sue possibilità di guidare la GP11 in Malesia: "Di solito servono 90 giorni, lui ne ha 79 per i primi test. Io sono sicuro che se la natura non tradisce sarà pronto al momento giusto" ha detto in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Il dottor Castagna ha anche descritto le fasi della riabilitazione che dovrà seguire il campione di Tavullia: "La fase infiammatoria durerà dai 3 ai 5 giorni. La seconda, di un mese e mezzo/due, vedrà in azione i capillari che porteranno nella zona cellule fresche per aiutare la guarigione. Infine il rimodellamento. A metà della seconda Valentino inizierà la rieducazione, prima passiva in piscina, quindi attiva anche in palestra". Poi ha anche ribadito che l'operazione è stata tutt'altro che facile: "Io metto a posto solamente spalle e in sè l’operazione non presentava problematiche particolari. Ma ci siamo trovati in una situazione tipo supermercato: paghi uno, prendi tre...Per rendere l’idea: di solito per stabilizzare una spalla impiego 35 minuti, per Valentino è servita un’ora e 50". Questo perchè l'infortunio del neo-ducatista era di quelli veramente importanti: "Semplificando, c’erano due tendini, il sovraspinato e il capolungo, decisamente lesionati: abbiamo pulito la zona anche dalle normali infiammazioni, cruentato i tessuti per stimolare il processo naturale di guarigione naturale e poi suturato con 12 punti. Il cercine (la fibrocartilagine dell’omero), dove c’era la crepa, è stato scollato dalla sua sede, riposizionato e bloccato con l’aiuto di chiodini bioassorbibili. Il tutto in un’area di 2-3 centimetri al massimo".
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