James Ellison impressionato dalla sua ART CRT

Fin dalla prima uscita a Jerez il pilota britannico ha trovato un grande feeling con la moto

James Ellison impressionato dalla sua ART CRT
Cinque anni e mezzo dopo la sua ultima uscita su di un prototipo MotoGp, quando era un pilota del team Tech 3 Yamaha nel 2006, James Ellison ha concluso i suoi primi due giorni di test CRT, categoria nella quale correrà nella stagione 2012. Ellison e il suo staff tecnico hanno trascorso il martedì girando per acquisire confidenza con la nuova moto, analizzando i paramenti della trazione e l’ anti-wheelie. Il 31enne si è mostrato sorpreso dopo appena mezza giornata e 5-6 giri in pista: “Riesco a gestirla discretamente bene, e sinceramente mi aspettavo di salire in sella e cominciare dicendo dobbiamo cambiare questo, c’è da sistemare quello, ma mi sembra di essere già in sella ad una moto da gara. Sono davvero impressionato”. Il pilota inglese è rimasto sorpreso dal grip degli pneumatici Bridgestone e, in contrasto con quanto affermato dai colleghi presenti al test, ha affermato: “Le gomme offrono una notevole aderenza, tanto che la parte anteriore non ha mai fatto movimenti strani. Mi sembra di star spingendo al limite visto e considerato anche che sono stato lontano da una moto per parecchio tempo”. Ellison ha poi ammesso che probabilmente il suo attuale ritmo non richiede agli pneumatici un grosso sforzo: “Siamo ancora un po’ indietro nella ricerca del giusto passo gara, e sicuramente mi unirò al coro degli altri piloti una volta rientrato nel giusto ritmo. I ragazzi della squadra ed io stiamo continuando ad imparare e abbiamo davvero una gran voglia di capire la moto senza però correre inutili rischi, questo è l’obiettivo principale”. Ellison ha chiuso la seconda giornata con un tempo di 1'42"526, un risultato positivo anche tenendo in considerazione che la moto montava freni in acciaio a differenza della scelta delle altre squadre ricaduta sul carbonio. “I prototipi sono identici tranne per il fatto che noi abbiamo ancora i freni in acciaio. Appena arriveranno, i dischi in carbonio saranno una grande aggiunta. Oggi ho provato a seguire qualche pilota in fase frenata e la differenza si notava, quindi proprio questo è stato il problema principale della settimana”. L’inglese ha apprezzato particularmente l’aver corso con le altre ART (Aprilia Racing Technology) presenti al test, per lui termine di paragone. “Di certo non possiamo andare alla porta accanto e domandare "che ammortizzatori state utilizzando?", però poterci confrontare con altre moto in pista è sicuramente d’aiuto". In effetti, Ellison ha poi rivelato di aver seguito come punto di riferimento il francese Randy de Puniet, il più rapido del gruppo CRT. L’uomo del team Paul Bird Motorsports è rimasto ben impressionato dal potenziale della moto, un qualcosa di molto superiore alle aspettative dell’intera squadra. “Il potenziale è incredibile. Di tutte le CRT, le ART sembrano figurare fra le migliori, se non la migliore. Ancora è presto, non sappiamo il lavoro che è stato svolto con le altre moto o i loro tempi, però il potenziale c’è, e la cosa mi carica positivamente”.
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