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Mir esclusivo: "Non vedo l'ora di lottare in pista con Marquez"

Joan Mir, Campione del mondo di MotoGP, ha ammesso di non vedere l'ora di battersi in pista con Marc Marquez nel 2021, ritenendolo ancora il "pilota da battere".

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Mir esclusivo: "Non vedo l'ora di lottare in pista con Marquez"

Il pilota della Suzuki è stato l'ospite d'onore di un'edizione speciale del podcast di Motorsport.com España 'Por Orejas', al quale ha rilasciato un'intervista esclusiva.

Mir, che si è laureato campione del mondo di MotoGP all'età di 23 anni e alla sua seconda stagione nella classe regina, ha ammesso di aver visto Marc Marquez ad un livello superiore, ma anche ora che ha fatto un salto di qualità gli piacerebbe battersi con lui in pista nella prossima stagione.

Per il maiorchino questa è stata la prima intervista dopo il fine settimana in cui ha conquistato il titolo.

"Sono contento della sensazione che ho dentro di me, di soddisfazione, è pazzesco, voglio godermi il momento".

Qual è la cosa più surreale che ti è successa domenica?
"Non metto in evidenza una cosa in particolare, è il modo in cui tutto il modo è rimasto colpito da ciò che è successo. Tutti i miei vicini, quando sono tornato a casa, mi hanno fatto una festa e ovunque vada mi regalano delle cose, è sorprendente. La verità è che mi sono successe molte cose che non mi erano mai successe prima di diventare campione del mondo di MotoGP. Questa è la cosa più bella".

Trasmetti un'apparente calma che ti fa apparire come se non stessi lottando per un Mondiale...
"Sono abbastanza calmo fuori dalla pista, ma ho bisogno della mia dose di sport ogni giorno, per regolare il mio corpo in modo da poter essere calmo come mi vedete, perché sono calmo ma moto attivo, ho bisogno di fare cose tutto il tempo, fare sport e migliorare. Il resto del tempo sono molto calmo e fa parte del mio modo di essere, non è che io finga".

In questi quattro giorni hai saputo assimilare quello che hai fatto e la grandezza di ciò che rappresenta?
"La cosa bella di tutto questo è anche nei media, ora sono consapevole di aver vinto e sono campione di MotoGP, ma il momento di godermelo sarà quando sarà finita, quando sarò tranquillo a casa e potrò fare cose che mi piacciono molto, come andare a sciare, che non posso fare durante la stagione. Penso che quando potrò farlo con la soddisfazione che mi porto dentro ora, mi divertirò molto di più, sarà il modo migliore".

Sei un ragazzo normale, da dove viene quella normalità in un ambiente così competitivo e cannibale, dove comunque tutti parlano bene di te. Una parte di questo verrà dai valori che ti sono stati inculcati...
"I valori che mi sono stati instillati fin da bambino sono una parte fondamentale del mio modo di essere, sono molto consapevole di quanto mi è costato arrivare qui. Questo mi aiuta a stare sempre con i piedi per terra e in questo modo sono diventato campione di MotoGP. Questo dovrebbe essere il modo normale. E' sorprendente che tutti stiano parlando bene di me nel paddock ed è un buon segno, di cui i miei genitori saranno sicuramente orgogliosi".

"Anche l'ambiente in cui mi trovo è stato importante. Mi piace stare insieme a persone semplici, ma professionali, perché pretendo molto da me stesso e pretendo anche dagli altri. Ho sempre molto rispetto per le persone che lavorano per me. Non vedrete mai una discussione fuori luogo o una disputa, sappiamo sempre come fare le cose".

Durante il lockdown, quando la stagione non iniziava a causa del virus, molti piloti sia in Italia che in Spagna hanno potuto iniziare ad allenarsi con dei permessi speciali. Un privilegio che tu hai rifiutato, adempiendo completamente alla quarantena. Immagino che sia stato molto difficie dover rimanere a casa quando hai visto gli altri ad allenarsi. Questa è situazione che hai incanalato positivamente, ti ha dato un vantaggio in termini di rabbia nel corso della stagione?
"In un certo senso, penso di sì. Ho preso il confinamento molto seriamente, si potevano fare un certo numero di cose che i piloti facevano per allenarsi, ma non erano del tutto legali. Per avere la coscienza pulita ho deciso personalmente di fare tutto per bene, seguendo le regole. Mi faceva arrabbiare molto vedere la gente che andava ad allenarsi. Questo fatto mi ha dato fastidio, perché ci stavamo tutti sacrificando. Ma il mio ambiente è molto professionale e mi ha chiesto di mantenere la calma, di fare le cose per bene fin dall'inizio.

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Hai 23 anni, com'è la relazione con i tuoi amici d'infanzia?
"Mi vedo ancora con loro, ma non condividiamo la stessa vita. Mi sembra di avere 20 o 25 anni più di loro. Sono rimasti in una vita più normale, quella che fanno tutti. Quando avevamo 15 anni, sembrava che loro ne avessero 20 perché andavano alle feste, e che io invece ne avessi 10".

"Così come mio padre ha sacrificato molto per farmi arrivare dove sono ora, portando forse mille o duemila ero in più a casa per farmi allenare, pagare la benzina, le moto e i motori, anch'io ho dovuto sacrificarmi e quando c'è stato il compleanno di un mio amico, al quale sono andati tutti, io non l'ho fatto. Ma non potevo, dovevo allenarmi e questo fa parte del mio sacrificio. Sicuramente ho perso molte amicizie lungo il cammino per raggiungere questo obiettivo, ma le più forti sono rimaste".

Ti motiva l'idea di misurarti con Marc Marquez il prossimo anno?
"Sì, ne ho voglia, perché non sono mai riuscito a mettermi alla prova con lui allo stesso livello o ad un livello simile. E' sempre stato molto più avanti di me in termini di velocità ed appena abbiamo iniziato il campionato si è infortunato. Non vedo l'ora di incontrarlo in pista e di fare un po' di battaglia. E' una cosa che voglio davvero, è chiaro. Marc per me è ancora l'uomo da battere. Sono stato campione quest'anno, ma Marc ha vinto otto campionati del mondo. Cercheremo di stare con lui il prossimo anno".

Come ti vedranno gli altri piloti, i rivali, l'anno prossimo?
"Beh, quando faremo la conferenza stampa prima dell'inizio della stagione e gli altri diranno i loro favoriti, spero di essere in quella lista (ride)".

La Suzuki ha vissuto una grande stagione come squadra, il rapporto con Alex Rins è cambiato?
"In questo momento è buono ed è cambiato. Durante la stagione non è andata così bene, perché è sempre la rivalità a fare la differenza tra i piloti. Ora il rapporto è molto buono, forse a fine stagione lo inviterò a cena qualche volta. L'anno scorso è stato diverso, lui si è consolidato in MotoGP, facendo buoni risultati, mentre io ero un rookie. Abbiamo visto alcune dichiarazioni poco fortunate da parte sua, non so perché, perché non abbiamo avuto alcuna diatriba. Ma quest'anno, grazie al cielo, non ha detto più nulla e siamo tornati alla normalità. Ma immagino che sia normale che quando arriva un novellino, il veterano voglia marcare il territorio".

"La cosa importante è che ora abbiamo un buon rapporto e, soprattutto, quello che più mi preme sottolineare e che è la differenza con gli altri marchi, è che ci rispettiamo molto e sappiamo che tutto è mirato a far vincere Suzuki. E' una buona rivalità per il marchio. I piloti delle altre marche si sostengono a vicenda quando la moto non va bene, ma noi non troviamo scuse. Non vedrai nessuno di noi due lamentarsi della moto, ci siamo sempre fatti il culo fino alla fine, anche se eravamo quinto o settimo. E questo ha fatto salire il livello della moto e l'ha migliorata sempre di più. Nel box Suzuki non sentirete delle grida perché la moto non gira o non va. Sicuramente non gira come alcune e non ha la velocità di altre, ma noi sappiamo come comportarci e con questo facciamo la differenza".

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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Joan Mir, Team Suzuki MotoGP, Franco Franco Uncini, FIM Grand Prix Safety Officer

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Pol Espargaro, Red Bull KTM Factory Racing, Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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Leggenda di MotoGP Franco Uncini si congratula con Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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Davide Brivio, Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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Campione Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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Joan Mir, Team Suzuki MotoGP diventa campione del mondo

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Campione del Mondo 2020: Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini, si congratula con Joan Mir, Team Suzuki MotoGP, Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing, Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing

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Campione del Mondo 2020: Joan Mir, Team Suzuki MotoGP in posa con il team

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Jack Miller, Pramac Racing Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

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