Mir: "Non siamo meglio di Ducati e Yamaha, ma neanche peggio"

Il campione del mondo Joan Mir ha detto ieri in Qatar di sentirsi pronto per l'inizio della stagione e, anche se Ducati e Yamaha sono molto forti, la Suzuki non è da meno secondo lui.

Mir: "Non siamo meglio di Ducati e Yamaha, ma neanche peggio"
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Per il pilota maiorchino, la difesa del titolo inizierà con il Gran Premio del Qatar, fissato per il 28 marzo, tra due settimane. Dopo aver completato i test pre-stagionali, il pilota della Suzuki si sento pronto per affrontare questa sfida e, anche se vede i suoi rivali come molto forti, non si considera migliore o peggiore di loro.

Secondo Mir, il riferimento in questo momento sono la Ducati e la Yamaha, ma lui crede che la Suzuki possa essere al loro livello, anche se ha aggiunto che quello perso venerdì a causa del maltempo poteva essere un giorno importante di lavoro per la Casa di Hamamatsu.

"E' vero che avrei avuto bisogno di lavorare venerdì, anche se di solito non mi piace girare troppo. Su questo circuito, vedendo la loro velocità massima, è difficile pensare che la Ducati non sarà competitiva. I loro piloti stanno lavorando bene, e lo stesso vale per la Yamaha. Noi siamo lì, non siamo meglio e non siamo peggio", ha spiegato.

"Abbiamo fatto un buon lavoro, ma ho del margine di miglioramento e nell'ultimo giorno avrei voluto lavorare su questo. Mi sento bene e penso che possiamo iniziare bene il campionato", ha aggiunto il maiorchino.

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Nonostante l'intenso lavoro svolto in questi test, Mir ha detto di non essere stanco.

"Non sono stanco, abbiamo provato tante cose in questi giorni, quindi è stato un peccato non riuscire a lavorare in ottica gara, facendo 10 giri di fila con un buon set-up. Il giorno per farlo era oggi (venerdì). A me piace lavorare su una buona base, ma con un team ufficiale devi provare tutto e sono grato che portino così tanti pezzi", ha spiegato.

Nel 2020 il Gran Premio del Qatar non si è disputato a causa della pandemia del Coronavirus. Nel 2019, invece, avevamo assistito ad una gara in stile Moto3, con tutti in trenino. Il dubbio è che questa situazione possa ripetersi anche quest'anno.

"Dipende da cosa decide la Ducati. Quella volta Dovizioso ha avuto problemi di consumo degli pneumatici e ha tenuto un ritmo abbastanza 'normale' per tutta la gara, attaccando solo gli ultimi due giri. Questa è una cosa che puoi fare se hai un buon motore. Sta a loro decidere, ma noi saremo lì. Loro hanno la carta del motore, ma anche noi abbiamo le nostre".

Nella giornata di ieri, il paddock della MotoGP ha iniziato le vaccinazioni contro il COVID-19. Un tema delicato per il pilota della Suzuki.

"Per la questione della vaccinazione dobbiamo essere molto grati al Qatar ed alla MotoGP per averci dato questa possibilità. Sono consapevole che molte persone non lo vedranno bene. Non l'ho chiesto io, questa è la prima cosa, ma devo dire anche che ci hanno offerto il vaccino e non posso dire di no e darlo a qualcun altro. Non avevo questa opzione".

"Non l'ho ancora fatto, ma lo farò sicuramente nei prossimi giorni. Penso che sia un atto di responsabilità. Viaggiamo in tutto il mondo, quindi sarebbe irresponsabile non farlo, perché potremmo infettare tante persone ovunque. Così sono più rilassato e non credo che se lo faccio io ci sarà qualcuno che resta senza", ha detto Mir, che come il suo compagno di squadra Alex Rins rimarrà in Qatar insieme a tutto il team Suzuki fino alla fine del secondo Gran Premio (4 aprile).

"E' una questione di sicurezza e di responsabilità. Abbiamo tutti una famiglia e vorremmo tornare a casa, ma penso che la cosa giusta da fare sia rimanere qui e non metterci in pericolo", ha concluso il campione del mondo.

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
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Joan Mir, Suzuki y Pedri González, Futbolista del FC Barcelona
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Frankie Carchedi, Sylvain Guintoli, Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
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