Mir, il futuro è quasi delineato: è vicino a un accordo per restare in MotoGP anche nel 2027
Il maiorchino ha dichiarato questo giovedì a Le Mans che qualcosa è cambiato riguardo al suo futuro, sottolineando di essere vicino a poter confermare che continuerà a 'dar battaglia' anche l'anno prossimo in MotoGP.
Con la Honda HRC impegnata in una ristrutturazione di difficile lettura, risulta ancora più complesso prevedere la futura distribuzione dei piloti tra i vari team legati alla casa dell'ala dorata. Non è infatti chiaro se l'assetto rimarrà a due punte, con la squadra ufficiale e quella di Lucio Cecchinello (Team LCR), o se si aggiungerà una terza struttura: Tech3. Quest'ultima è attualmente in bilico tra il rinnovo con Red Bull KTM Factory Racing e il passaggio al progetto Honda
Ad ogni modo, sono quattro i piloti che hanno già un contratto firmato per il 2027: Fabio Quartararo e David Alonso (nonostante i loro ingaggi non siano ancora stati ufficializzati) oltre a Diogo Moreira e Johann Zarco, già confermati come coppia del team LCR. Al contrario, fino a due settimane fa a Jerez, né Joan Mir né Luca Marini, attuali titolari del box ufficiale HRC, avevano ancora ricevuto una proposta di rinnovo
Il maiorchino, tuttavia, ha dichiarato questo giovedì direttamente da Le Mans che la sua situazione è evoluta negli ultimi giorni. Pur non potendo ancora scendere nei dettagli, Mir ha lasciato intendere di essere vicino all'annuncio del suo rinnovo in MotoGP per la prossima stagione.
"Sì, ci sono novità sul mio futuro, ma non c'è ancora nulla di fatto. Credo che tutto proceda adeguatamente. È più vicino il momento in cui potrò dire che continuerò a dar battaglia in MotoGP", ha commentato, senza dare ulteriori indizi su quale sarà la sua destinazione, anche se quando hanno insistito ha ammesso che, sicuramente, "l'anno prossimo continuerò a dar battaglia da queste parti".
La permanenza nel team ufficiale Honda appare complessa, considerando i piloti già sotto contratto per il 2027, a meno che non vada in porto l'accordo con Tech3, portando a sei le moto giapponesi in griglia. Al di fuori dell'orbita Honda restano ancora alcune selle libere, destinate comunque a essere assegnate a breve, come quelle in KTM e nel Trackhouse Racing Team.
Con ogni probabilità, la griglia di partenza definitiva verrà delineata la prossima settimana, quando la carovana del Motomondiale farà tappa a Montmeló.
Joan Mir, Honda HRC
Foto de: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Prima di allora, però, si correrà a Le Mans, un circuito che non ha mai regalato grandi soddisfazioni a Mir. Basti pensare che il suo miglior piazzamento da quando corre in MotoGP (2019) è l'undicesimo posto ottenuto nel 2020, proprio l'anno in cui si laureò campione del mondo.
"Qui, storicamente, sono andato bene in Moto3 e in Moto2. Ma in MotoGP ho sempre combinato qualche pasticcio. Ho un conto in sospeso con Le Mans", ha riconosciuto il #36, che sbarca con l'intenzione di togliersi il cattivo sapore in bocca che gli provoca ancora il pensiero di Jerez, dove, due settimane fa, gli è andato tutto storto.
"Quando te la passi così male come a Jerez, con la penalizzazione, restando fuori dalla Q2 per pochissimo e tutto il resto, fa bene fare un reset. Voglio ottenere un buon risultato per dimenticare quello che è successo lì e nelle prime gare dell'anno", ha concluso Mir.
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